15 tirocini retribuiti per persone a rischio di
discriminazione nel mercato del lavoro per orientamento sessuale ed
identità di genere
SEND Agenzia per il lavoro e la mobilità internazionale e
ARTICOLO 3 Associazione Omosessuale promuovono fino a un massimo di 15
tirocini retribuiti per persone a rischio di discriminazione nel mercato
del lavoro per orientamento sessuale ed identità di genere, residenti
nel territorio siciliano.
I tirocini avranno una durata massima di 3 mesi
e saranno avviati non più tardi del 15 settembre 2014, per concludersi
entro il 15 dicembre 2014. Ai tirocinanti che porteranno a termine
almeno il 70% del percorso verrà riconosciuta una indennità di
partecipazione pari a 550,00 lordi al mese.
Coloro che prenderanno parte al progetto avranno inoltre accesso ad
attività di orientamento personalizzato, costruzione di un progetto
formativo a partire dal proprio profilo professionale, accompagnamento e
collocamento in azienda, tutoring per tutta la durata del percorso.
Tutti gli interessati dovranno mandare entro il 15 agosto 2014 alle ore 12.00 a info@sendsicilia.it :
1) il proprio curriculum vitae – 2) una breve lettera motivazionale
(max 1 pag.) in cui indicare i propri obiettivi professionali, la
tipologia di azienda e di mansioni che si vorrebbero svolgere durante il
tirocinio 3) è possibile inoltre indicare un'azienda specifica presso
cui si vorrebbe svolgere lo stage
I curricula pervenuti verranno selezionati in base al profilo
professionale e alla disponibilità delle aziende ad ospitare i candidati
per il periodo di tirocinio sopraindicato.
SEND e ARTICOLO 3 si riservano la possibilità di contattare i
candidati per effettuare un colloquio conoscitivo e motivazionale.
SEND, attiva da 10 anni nel settore della formazione on the
job, vanta un ampio network di aziende in tutto territorio palermitano
nei maggiori settori professionali:
Agro alimentare – Ambiente – Artigianato - Amministrazione e finanza -
Architettura e restauro - Beni e servizi culturali – Giornalismo –
Editoria – Elettronica - Enogastronomia e ristorazione - Grafica -
Informatica e nuove tecnologie - Marketing e comunicazione – Moda -
Meccanica e automazione - Reti e telecomunicazioni - Servizi sociali –
Turismo
Articolo 3 è un'associazione composta da individui che si
impegnano per l'affermazione e la tutela dei diritti delle persone
omosessuali intesi come la realizzazione dei desideri e bisogni emersi,
emergenti e che potrebbero emergere in futuro, nel rispetto
dell'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana in materia
di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Il progetto è realizzato nel quadro del “Programma sperimentale di
intervento per la promozione dell’inserimento lavorativo di soggetti
discriminati e svantaggiati” - Progetto DJ - Diversity on the job,
finanziato con fondi a valere sul PON "Governance e Azioni di Sistema"
2007-2013 – Ob. Convergenza, gestito da ITALIA LAVORO S.P.A e Il
Dipartimento Pari Opportunità – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni
Razziali (UNAR)
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di
SEND www.sendsicilia.it e/o scrivere a info@sendsicilia.it oppure a
articolotrepalermo@yahoo.it
Per dettagli in merito al programma DJ Diversity on the job è
possibile consultare la pagina dedicata al progetto sul sito di ITALIA
LAVORO www.italialavoro.it
martedì 12 agosto 2014
lunedì 11 agosto 2014
sabato 9 agosto 2014
FanZinema: 11 e 18 Settembre la rassegna da booq
mercoledì 30 luglio 2014
Aprire spazi o sgomberare libri? - Lettera aperta di booq all'Amministrazione Comunale
Lunedì 28 luglio due agenti della Polizia Municipale sono venuti a booq per identificare gli occupanti, operando di fatto il primo passo per intraprendere una procedura di sgombero.
L'identificazione quel pomeriggio non è avvenuta, ma le operazioni sono state soltanto rinviate.
Quando abbiamo aperto booq abbiamo scelto di compiere un atto esplicitamente illegale come l'occupazione, rivendicando una pratica di disobbedienza di fronte ad un'ingiustizia palese come l'abbandono del patrimonio pubblico.
Solo nelle immediate vicinanze della nostra biblioteca ci sono infatti decine di altri spazi inutilizzati e chiusi, per non parlare dei servizi interrotti da anni come la Ludoteca di Villa Garibaldi.
Occupare dal nostro punto di vista risponde non solo all'esigenza di aprire uno spazio in cui svolgere varie attività, ma ancor prima nasce dalla volontà di dare vita ad un luogo di aggregazione e partecipazione autonomo, in cui gli abitanti possano prendersi cura in modo diretto della propria città e la socialità non debba passare esclusivamente attraverso il consumo.
In soli due mesi possiamo già raccontare il piacere e la fatica di un'opera di autorecupero, la
ristrutturazione di un posto che dopo anni di abbandono e saccheggio era del tutto fatiscente. Nel recuperarlo abbiamo usato criteri eco-sostenibili e rispettosi dell'ambiente. Lo abbiamo fatto autofinanziandoci e restituendo al posto enorme valore.
Abbiamo così inaugurato una biblioteca contenente circa 7.000 volumi e stiamo costruendo una ciclofficina ed una biblioteca degli oggetti: uno spazio sociale in cui mettere in comune conoscenze e strumenti.
Da settembre sono in programma dibattiti e rassegne in collaborazione con associazioni culturali ed editori, e presentazioni di libri con alcuni tra i più importanti scrittori del panorama nazionale.
booq è nato da appena due mesi, ma la sua storia è antica.
È figlio dei movimenti per i beni comuni che hanno rivendicato un piano terzo di riappropriazione di ciò che è di tutti, superando la dicotomia tra privatizzazione e burocrazia statuale.
booq nasce dai percorsi di solidarietà che hanno supplito all'assenza di politiche sull'accoglienza in città.
Noi siamo quelli che hanno lottato per la riapertura dei Cantieri della Zisa.
Noi siamo quelli che nel decennio devastante di Cammarata hanno messo un freno al dilagare dello squallore.
Noi siamo antichi eppure siamo del tutto nuovi.
booq è nato per rompere gli schemi, per sradicare appartenenze, per dare vita a nuove ibridazioni. Ma soprattutto, booq nasce per generare spazi di partecipazione all'altezza della città contemporanea. Spazi in cui mettere in comune idee e pratiche per costruire tutele solidali al dilagare della crisi.
Ci chiediamo se di tutto ciò dobbiamo parlarne con la Polizia Municipale.
O dovrebbe piuttosto essere l'Amministrazione a pronunciarsi pubblicamente su come intende rapportarsi a booq.
Si tratta, insomma, di un problema di ordine pubblico o di una questione politica?
Le istanze portate avanti dai movimenti rappresentano per la città linfa vitale o devono essere derubricate dietro un vuoto paradigma legalitario?
Il fatto che dei cittadini aprono una biblioteca di quartiere è un atto che richiede l'intervento delle Forze dell'Ordine?
Il Comune candidato a Capitale europea della Cultura vuole davvero sgomberare dei libri?
Su questo vorremmo che gli amministratori, Sindaco ed Assessori, fossero chiari e che esplicitassero il modo in cui intendono affrontare la questione booq.
Per questo abbiamo chiesto al Sindaco un incontro per intraprendere nel modo più appropriato un confronto pubblico.
lunedì 28 luglio 2014
giovedì 24 luglio 2014
CineSpider-Man: Trova le differenze
Qualcuno mi spiega perché si continua a dire che il reboot Amazing Spider-Man è "più fedele al fumetto" della trilogia di Sam Raimi?
A me sembra che (come minimo) siano pari e patta.
1 - Nel terzo (tremendo!) film di Raimi, Gwen Stacy è un'ochetta che ha un ruolo molto secondario, mentre dovrebbe essere la prima fiamma di Peter Parker. In Amazing 2, il primo Goblin sembra essere Harry Osborn (non Norman), tra l'altro stravolto.
2 - Nel primo film di Raimi, l'incidente che trasforma Peter in Uomo Ragno è molto fedele alle dinamiche del fumetto, mentre in Amazing è del tutto reiventato (in modo anche farraginoso e - se possibile - ancora meno plausibile).
3 - Il trauma della morte dello zio Ben, nel film di Raimi, è aderente alla fonte fumettistica, mentre in Amazing è rivisitato alla cazzodicane e risulta abbandonato per strada, tanto che sembra influire molto poco sulla psicologia del protagonista.
4 - Nel film di Raimi, Peter sviluppa una ragnatela biologica, mentre in Amazing costruisce i famosi lanciaragnatela. In compenso sono del tutto assenti la fase del wrestling (fondamentale), il personaggio di Jonah Jameson (fondamentale), e di fatto la sua trasformazione caratteriale (fondamentale anche questo... C'è chi lo ha trovato figo, ma sicuramente fedele al fumetto non è). E il senso di ragno? C'è? Non c'è? Eh?! Beh, nel primo C'ERA e si vedeva. Nel reboot è solo caos (o rallenty).
5 - La storia (pasticciatissima) dei genitori spie di Peter Parker, nel fumetto, emerge moooolto avanti. Niente per cui stracciarsi le vesti, ma perché rompete i coglioni con Gwen che veniva prima di Mary Jane, allora?
Questo elenco potrebbe
continuare in modo nerdosissimo. Eppure, in giro per la rete, si continua a parlare di aderenza al fumetto dello Spider-Man di Marc Webb. Magari criticandolo, ma salvandone sempre la presunta fedeltà alla matrice cartacea. Fedeltà che stento a trovare. Seriamente. Qui non parliamo di dar voti ai film, ma di guardare alle loro strutture con un minimo di criterio. Che il reboot abbia cercato di puntare su alcune "differenze" per prendere le distanze da un originale ancora troppo recente si può capire. Ma parlare di fedeltà, e ripeterlo come un mantra non lo farà diventare vero.
Si vede che i commenti di tutti questi giovincelli che definiscono "sopravvalutata" la trilogia (imperfetta quanto si vuole, d'accordo, ma comunque molte spanne al di sopra di queste produzioni confuse e sciatte dal punto di vista della sceneggiatura) mi irritano profondamente?
E per inciso... che spreco Andrew Garfield. Giovane attore bravo e duttile. Potenzialmente un buon Peter Parker sulla carta... ma affondato da una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti.
Si vede che i commenti di tutti questi giovincelli che definiscono "sopravvalutata" la trilogia (imperfetta quanto si vuole, d'accordo, ma comunque molte spanne al di sopra di queste produzioni confuse e sciatte dal punto di vista della sceneggiatura) mi irritano profondamente?
E per inciso... che spreco Andrew Garfield. Giovane attore bravo e duttile. Potenzialmente un buon Peter Parker sulla carta... ma affondato da una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti.
giovedì 10 luglio 2014
CITTACOTTE: Mission
Palermo, 9 Luglio 2014. Mission...
Impossible? Forse, ma anche quest'anno il rituale di Cittacotte,
la botteguccia di mastro Vincenzo Vizzari, sul Cassaro di Palermo è
stato rispettato. Una nuova vetrina inaugura in anticipo la festa
patronale ormai alle porte. Ogni anno una versione diversa,
trasgressiva, allegorica e urbana di Santa Rosalia, protrettrice
della città e simbolo più volte rivisitato. Soprattutto negli
ultimi anni, periodo in cui mastro Vizzari ha davvero rotto ogni
indugio nel reinterpretare la figura della santuzza in chiave
metaforica, adottando spesso uno stile postmoderno, tra il mitologico
e le trasfigurazioni care ai surrealisti.
Ore 21: sulle note del Dies irae
dal Requiem di Giuseppe Verdi si alza il sipario. Stavolta ci
troviamo di fronte a una Rosalia sofferente, le cui forme sono
collassate rendendola una figura schiacciata, morfologicamente
ambigua, ibrida tra i segni distintivi della santuzza e la trinacria
che da sempre identifica la Sicilia. Una trinacria impegnata nello
sforzo del titano Atlante, a reggere una Palermo a sua volta crollata
sul proprio asse, fatta pezzi e frullata in una frastagliata colonna
di bellezze e di orrori. Le sagome riconoscibili di una città antica
e nobile, l'imperante spazzatura e il delirio di automobili e
segnaletica ormai disposta senza più alcun senso pratico. Un
groviglio di sogni e incubi, meraviglia ripiegata su se stessa da cui
numerose mani si protendono all'esterno come quelle di prigionieri
che implorano la libertà, intrappolati in una torre di Babele dove
antico e moderno si intrecciano sotto un cielo furente, simbolo di
sdegno per l'indifferenza umana. Rosalia resiste come il leggendario Cola Pesce, una forza disperata che si oppone al gorgo che trascina giù la sua città, nell'abisso del degrado e dell'annichilimento.
Rosalia, stavolta più che in passato,
è una maschera tragica, che recupera suggestioni da teatro greco. Il
suo volto incoronato di fiori è distorto da un grido muto che
rammenta l'Urlo di Munch, ma l'espressione dolente sottolinea
anche lo sforzo e la volontà irriducibile di una città che si
rifiuta di arrendersi e crollare definitivamente.
trasformano la tradizione in laboratorio sperimentale.
L'arte di Vincenzo Vizzari continua a
essere un appuntamento cittadino sempre partecipato e affascinante, e
per questo andrebbe in qualche modo istituzionalizzato e portato
all'attenzione dei media. Un peccato che la sua esistenza sia
lasciata palpitare ancora in modo sotterraneo. Ma questo fa parte dei
tanti nodi intrecciati nell'enorme fardello, fatto di contraddizioni,
pene e gioie, sorretto con tanta fatica da Santa Rosalia. Ed è la
missione dei palermitani tutti. Scoprire (o riscoprire) quanto di
prezioso possediamo e non sappiamo (o abbiamo dimenticato) di avere.
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