martedì 12 agosto 2014

15 tirocini retribuiti: Progetto DJ Diversity on the JOB per persone a rischio di discriminazione nel mercato del lavoro per orientamento sessuale ed identità di genere

15 tirocini retribuiti per persone a rischio di discriminazione nel mercato del lavoro per orientamento sessuale ed identità di genere
SEND Agenzia per il lavoro e la mobilità internazionale e ARTICOLO 3 Associazione Omosessuale promuovono fino a un massimo di 15 tirocini retribuiti per persone a rischio di discriminazione nel mercato del lavoro per orientamento sessuale ed identità di genere, residenti nel territorio siciliano.
I tirocini avranno una durata massima di 3 mesi e saranno avviati non più tardi del 15 settembre 2014, per concludersi entro il 15 dicembre 2014. Ai tirocinanti che porteranno a termine almeno il 70% del percorso verrà riconosciuta una indennità di partecipazione pari a 550,00 lordi al mese.
Coloro che prenderanno parte al progetto avranno inoltre accesso ad attività di orientamento personalizzato, costruzione di un progetto formativo a partire dal proprio profilo professionale, accompagnamento e collocamento in azienda, tutoring per tutta la durata del percorso.
Tutti gli interessati dovranno mandare entro il 15 agosto 2014 alle ore 12.00 a info@sendsicilia.it :
1) il proprio curriculum vitae – 2) una breve lettera motivazionale (max 1 pag.) in cui indicare i propri obiettivi professionali, la tipologia di azienda e di mansioni che si vorrebbero svolgere durante il tirocinio 3) è possibile inoltre indicare un'azienda specifica presso cui si vorrebbe svolgere lo stage
I curricula pervenuti verranno selezionati in base al profilo professionale e alla disponibilità delle aziende ad ospitare i candidati per il periodo di tirocinio sopraindicato.
SEND e ARTICOLO 3 si riservano la possibilità di contattare i candidati per effettuare un colloquio conoscitivo e motivazionale.
SEND, attiva da 10 anni nel settore della formazione on the job, vanta un ampio network di aziende in tutto territorio palermitano nei maggiori settori professionali:
Agro alimentare – Ambiente – Artigianato - Amministrazione e finanza - Architettura e restauro - Beni e servizi culturali – Giornalismo – Editoria – Elettronica - Enogastronomia e ristorazione - Grafica - Informatica e nuove tecnologie - Marketing e comunicazione – Moda - Meccanica e automazione - Reti e telecomunicazioni - Servizi sociali – Turismo
Articolo 3 è un'associazione composta da individui che si impegnano per l'affermazione e la tutela dei diritti delle persone omosessuali intesi come la realizzazione dei desideri e bisogni emersi, emergenti e che potrebbero emergere in futuro, nel rispetto dell'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana in materia di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Il progetto è realizzato nel quadro del “Programma sperimentale di intervento per la promozione dell’inserimento lavorativo di soggetti discriminati e svantaggiati” - Progetto DJ - Diversity on the job, finanziato con fondi a valere sul PON "Governance e Azioni di Sistema" 2007-2013 – Ob. Convergenza, gestito da ITALIA LAVORO S.P.A e Il Dipartimento Pari Opportunità – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR)
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di SEND www.sendsicilia.it e/o scrivere a info@sendsicilia.it oppure a articolotrepalermo@yahoo.it
Per dettagli in merito al programma DJ Diversity on the job è possibile consultare la pagina dedicata al progetto sul sito di ITALIA LAVORO www.italialavoro.it

sabato 9 agosto 2014

FanZinema: 11 e 18 Settembre la rassegna da booq


FanZinema, sarà il titolo di una piccola rassegna (articolata in due serate) che Altroquando Palermo presenterà presso booq (la biblio-officina autogestita di vicolo della Neve, vicino piazza Marina) i prossimi 11 e 18 Settembre alle ore 20,30. Le proiezioni (a ingresso libero) riguarderanno la visione amatoriale dei fumetti trasposti in film. La prima serata (11 Settembre, ore 20,30) sarà dedicata a Dylan Dog: La Morte Puttana, fanmovie di Denis Frison. Lungometraggio amatoriale che ha davvero poco da invidiare alle produzioni cinematografiche più blasonate, e che sicuramente vince a mani basse sull'orrido prodotto hollywoodiano interpretato da Brandon Routh. La seconda serata (18 Settembre, ore 20,30) presenterà invece Piccoli Fanz, una maratona di cortometraggi (italiani ed esteri), sempre realizzati in ambito no profit e amatoriale, ma spesso da crew che col cinema ci lavorano e sono in grado di proporre icone fumettistiche libere da condizionamenti commerciali, e quindi esteticamente più intriganti. Vi aspettano, quindi, il sempreverdi Batman e Superman, ma anche il marvelliano Daredevil, il dirompente Lupin III e un'interessante Rat-Man animato che vorremmo tanto ricevesse la sovvenzione congrua a produrre una serie televisiva. L'appuntamento è a Settembre, con Altroquando, booq... e tanta voglia di coltivare liberamente i propri sogni. Vi aspettiamo.


mercoledì 30 luglio 2014

Aprire spazi o sgomberare libri? - Lettera aperta di booq all'Amministrazione Comunale



Lunedì 28 luglio due agenti della Polizia Municipale sono venuti a booq per identificare gli occupanti, operando di fatto il primo passo per intraprendere una procedura di sgombero.
L'identificazione quel pomeriggio non è avvenuta, ma le operazioni sono state soltanto rinviate.

Quando abbiamo aperto booq abbiamo scelto di compiere un atto esplicitamente illegale come l'occupazione, rivendicando una pratica di disobbedienza di fronte ad un'ingiustizia palese come l'abbandono del patrimonio pubblico.
Solo nelle immediate vicinanze della nostra biblioteca ci sono infatti decine di altri spazi inutilizzati e chiusi, per non parlare dei servizi interrotti da anni come la Ludoteca di Villa Garibaldi.
Occupare dal nostro punto di vista risponde non solo all'esigenza di aprire uno spazio in cui svolgere varie attività, ma ancor prima nasce dalla volontà di dare vita ad un luogo di aggregazione e partecipazione autonomo, in cui gli abitanti possano prendersi cura in modo diretto della propria città e la socialità non debba passare esclusivamente attraverso il consumo.

In soli due mesi possiamo già raccontare il piacere e la fatica di un'opera di autorecupero, la
ristrutturazione di un posto che dopo anni di abbandono e saccheggio era del tutto fatiscente. Nel recuperarlo abbiamo usato criteri eco-sostenibili e rispettosi dell'ambiente. Lo abbiamo fatto autofinanziandoci e restituendo al posto enorme valore.
Abbiamo così inaugurato una biblioteca contenente circa 7.000 volumi e stiamo costruendo una ciclofficina ed una biblioteca degli oggetti: uno spazio sociale in cui mettere in comune conoscenze e strumenti.
Da settembre sono in programma dibattiti e rassegne in collaborazione con associazioni culturali ed editori, e presentazioni di libri con alcuni tra i più importanti scrittori del panorama nazionale.

booq è nato da appena due mesi, ma la sua storia è antica.
È figlio dei movimenti per i beni comuni che hanno rivendicato un piano terzo di riappropriazione di ciò che è di tutti, superando la dicotomia tra privatizzazione e burocrazia statuale.
booq nasce dai percorsi di solidarietà che hanno supplito all'assenza di politiche sull'accoglienza in città.
Noi siamo quelli che hanno lottato per la riapertura dei Cantieri della Zisa.
Noi siamo quelli che nel decennio devastante di Cammarata hanno messo un freno al dilagare dello squallore.

Noi siamo antichi eppure siamo del tutto nuovi.
booq è nato per rompere gli schemi, per sradicare appartenenze, per dare vita a nuove ibridazioni. Ma soprattutto, booq nasce per generare spazi di partecipazione all'altezza della città contemporanea. Spazi in cui mettere in comune idee e pratiche per costruire tutele solidali al dilagare della crisi.

Ci chiediamo se di tutto ciò dobbiamo parlarne con la Polizia Municipale.
O dovrebbe piuttosto essere l'Amministrazione a pronunciarsi pubblicamente su come intende rapportarsi a booq.
Si tratta, insomma, di un problema di ordine pubblico o di una questione politica?
Le istanze portate avanti dai movimenti rappresentano per la città linfa vitale o devono essere derubricate dietro un vuoto paradigma legalitario?
Il fatto che dei cittadini aprono una biblioteca di quartiere è un atto che richiede l'intervento delle Forze dell'Ordine?
Il Comune candidato a Capitale europea della Cultura vuole davvero sgomberare dei libri?

Su questo vorremmo che gli amministratori, Sindaco ed Assessori, fossero chiari e che esplicitassero il modo in cui intendono affrontare la questione booq.
Per questo abbiamo chiesto al Sindaco un incontro per intraprendere nel modo più appropriato un confronto pubblico.



giovedì 24 luglio 2014

CineSpider-Man: Trova le differenze



Qualcuno mi spiega perché si continua a dire che il reboot Amazing Spider-Man è "più fedele al fumetto" della trilogia di Sam Raimi?

A me sembra che (come minimo) siano pari e patta.

1 - Nel terzo (tremendo!) film di Raimi, Gwen Stacy è un'ochetta che ha un ruolo molto secondario, mentre dovrebbe essere la prima fiamma di Peter Parker. In Amazing 2, il primo Goblin sembra essere Harry Osborn (non Norman), tra l'altro stravolto.


2 - Nel primo film di Raimi, l'incidente che trasforma Peter in Uomo Ragno è molto fedele alle dinamiche del fumetto, mentre in Amazing è del tutto reiventato (in modo anche farraginoso e - se possibile - ancora meno plausibile).


3 - Il trauma della morte dello zio Ben, nel film di Raimi, è aderente alla fonte fumettistica, mentre in Amazing è rivisitato alla cazzodicane e risulta abbandonato per strada, tanto che sembra influire molto poco sulla psicologia del protagonista.


4 - Nel film di Raimi, Peter sviluppa una ragnatela biologica, mentre in Amazing costruisce i famosi lanciaragnatela. In compenso sono del tutto assenti la fase del wrestling (fondamentale), il personaggio di Jonah Jameson (fondamentale), e di fatto la sua trasformazione caratteriale (fondamentale anche questo... C'è chi lo ha trovato figo, ma sicuramente fedele al fumetto non è). E il senso di ragno? C'è? Non c'è? Eh?! Beh, nel primo C'ERA e si vedeva. Nel reboot è solo caos (o rallenty).


5 - La storia (pasticciatissima) dei genitori spie di Peter Parker, nel fumetto, emerge moooolto avanti. Niente per cui stracciarsi le vesti, ma perché rompete i coglioni con Gwen che veniva prima di Mary Jane, allora?


Questo elenco potrebbe continuare in modo nerdosissimo. Eppure, in giro per la rete, si continua a parlare di aderenza al fumetto dello Spider-Man di Marc Webb. Magari criticandolo, ma salvandone sempre la presunta fedeltà alla matrice cartacea. Fedeltà che stento a trovare. Seriamente. Qui non parliamo di dar voti ai film, ma di guardare alle loro strutture con un minimo di criterio. Che il reboot abbia cercato di puntare su alcune "differenze" per prendere le distanze da un originale ancora troppo recente si può capire. Ma parlare di fedeltà, e ripeterlo come un mantra non lo farà diventare vero.

Si vede che i commenti di tutti questi giovincelli che definiscono "sopravvalutata" la trilogia (imperfetta quanto si vuole, d'accordo, ma comunque molte spanne al di sopra di queste produzioni confuse e sciatte dal punto di vista della sceneggiatura) mi irritano profondamente?

E per inciso... che spreco Andrew Garfield. Giovane attore bravo e duttile. Potenzialmente un buon Peter Parker sulla carta... ma affondato da una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti.

giovedì 10 luglio 2014

CITTACOTTE: Mission


Palermo, 9 Luglio 2014. Mission... Impossible? Forse, ma anche quest'anno il rituale di Cittacotte, la botteguccia di mastro Vincenzo Vizzari, sul Cassaro di Palermo è stato rispettato. Una nuova vetrina inaugura in anticipo la festa patronale ormai alle porte. Ogni anno una versione diversa, trasgressiva, allegorica e urbana di Santa Rosalia, protrettrice della città e simbolo più volte rivisitato. Soprattutto negli ultimi anni, periodo in cui mastro Vizzari ha davvero rotto ogni indugio nel reinterpretare la figura della santuzza in chiave metaforica, adottando spesso uno stile postmoderno, tra il mitologico e le trasfigurazioni care ai surrealisti.


Ore 21: sulle note del Dies irae dal Requiem di Giuseppe Verdi si alza il sipario. Stavolta ci troviamo di fronte a una Rosalia sofferente, le cui forme sono collassate rendendola una figura schiacciata, morfologicamente ambigua, ibrida tra i segni distintivi della santuzza e la trinacria che da sempre identifica la Sicilia. Una trinacria impegnata nello sforzo del titano Atlante, a reggere una Palermo a sua volta crollata sul proprio asse, fatta pezzi e frullata in una frastagliata colonna di bellezze e di orrori. Le sagome riconoscibili di una città antica e nobile, l'imperante spazzatura e il delirio di automobili e segnaletica ormai disposta senza più alcun senso pratico. Un groviglio di sogni e incubi, meraviglia ripiegata su se stessa da cui numerose mani si protendono all'esterno come quelle di prigionieri che implorano la libertà, intrappolati in una torre di Babele dove antico e moderno si intrecciano sotto un cielo furente, simbolo di sdegno per l'indifferenza umana. Rosalia resiste come il leggendario Cola Pesce, una forza disperata che si oppone al gorgo che trascina giù la sua città, nell'abisso del degrado e dell'annichilimento.

Rosalia, stavolta più che in passato, è una maschera tragica, che recupera suggestioni da teatro greco. Il suo volto incoronato di fiori è distorto da un grido muto che rammenta l'Urlo di Munch, ma l'espressione dolente sottolinea anche lo sforzo e la volontà irriducibile di una città che si rifiuta di arrendersi e crollare definitivamente.


L'opera di Vizzari matura di anno in anno, introducendo elementi sempre nuovi e sorprendenti che Mission, questo il titolo della vetrina per il Festino 2014, è parola di ispirazione cinematografica e rimanda a temi religiosi, ma il concetto espresso dall'opera in questione è più vicino a una tradizione pagana e panica, dove il tutto (la città con il suo patrimonio e chi vi abita) va salvata... dalla città stessa, rappresentata da Rosalia. Una missione (impossibile?) che rappresenta una chiamata alle armi della cittadinanza, per il recupero di spazi e valori collettivi, là dove la fuga (le mani protese all'esterno) può essere un'alternativa allettante per molti.
trasformano la tradizione in laboratorio sperimentale.

L'arte di Vincenzo Vizzari continua a essere un appuntamento cittadino sempre partecipato e affascinante, e per questo andrebbe in qualche modo istituzionalizzato e portato all'attenzione dei media. Un peccato che la sua esistenza sia lasciata palpitare ancora in modo sotterraneo. Ma questo fa parte dei tanti nodi intrecciati nell'enorme fardello, fatto di contraddizioni, pene e gioie, sorretto con tanta fatica da Santa Rosalia. Ed è la missione dei palermitani tutti. Scoprire (o riscoprire) quanto di prezioso possediamo e non sappiamo (o abbiamo dimenticato) di avere.