lunedì 7 agosto 2017

Where the Dead Go to Die

"Where the Dead Go to Die" (Dove i morti vanno a morire) è un film d'animazione del 2012 diretto da Jimmy Screamerclauz. Un film del quale dopo la visione è impossibile non discutere. Ma del quale è nello stesso tempo difficilissimo parlare, partendo dal fatto che di sicuro non è un prodotto consigliabile. Beh, non a tutti, di sicuro. E non perché gli manchino spunti di interesse. Proviamo a partire dalla scelta di animare la pellicola con una computer grafica obsoleta, da filmato in stile vecchia consolle anni 90. E' uno dei primi elementi affrontati dalle rare recensioni che si trovano in italiano, e quasi tutti tendono a presentare questo aspetto come un possibile deterrente dalla visione.
Un... possibile deterrente. Uno solo. Il primo. Di tanti.
In realtà, l'animazione grezza (ammesso che si possa definire tale. Vintage forse, ma usata in modo talmente psichedelico da ammaliare) è ciò che rende "possibile" il film, e che contribuisce a renderlo uno dei prodotti più estremi e malati in cui ci si possa imbattere. Sì, perché benché si stia parlando di un film d'animazione, qui siamo dalle parti di "A serbian film" per gli orrori, il disagio e le provocazioni deliranti che somministra.
Ha ragione chi dice che questa pellicola è un cocktail di Timothy Leary, Clive Barker e Miguel Angel Martin, più tanta altra cultura lisergica ed estrema. Il film è praticamente a episodi, per quanto questi si incastrino ognuno negli altri come scatole cinesi. Un cupo quartiere. Tre famiglie disagiate. Tre bambini (o quattro?). Un cane diabolico di nome Labby, doppiato dallo stesso regista, che si definisce un messaggero di Dio e che induce i protagonisti a compiere nefandezze oltre ogni immaginazione.
Aldilà della grafica volontariamente desueta, ibridata con giochi fotografici allucinatori e un doppiaggio distorto che rende tutto ancora più inquietante, ci troviamo a sprofondare in un pozzo (rappresentato fisicamente nel film come un portale tra dimensioni) di follia, depravazione, violenza, pedofilia, necrofilia, e devastanti modifiche del corpo che pagano un meritato tributo all'ero guro giapponese. Potentissima l'immagine ricorrente del crocifisso con la testa ardente (la potenziale bontà umana la cui capacità di ragionare va però in fumo), come gli uomini ombra, traghettatori tra i mondi, la Morte che non dice il suo nome e lo stesso cane infernale. L'ultimo episodio, il più denso e narrativamente compiuto, è forse quello più atroce. Ciò che emerge chiaramente da "Where the Died Go to Die" è la negazione nichilista della famiglia, vista come istituzione ipocrita, cieca e sorda alle reali esigenze dei minori. Ma anche l'assenza di un'alternativa valida, e ogni goffo tentativo di fare del bene trasformato puntualmente in un nuovo, grottesco orrore. Non è certo casuale se il film di Screamerclauz (che chiaramente usa uno pseudonimo) sia così poco noto e solo di recente siano stati prodotti dei sottotitoli in italiano per facilitarne la visione (i dialoghi sono lunghi, quasi sempre con un riverbero ultraterreno e difficili da reggere senza provare vertigini). Un film, pertanto, che non si può consigliare. Eccetto magari ai cultori dell'estremo, del cinema indipendente più sperimentale e cattivo, e di quell'animazione non scontata che diventa veicolo per rappresentare un'anima nera che il cinema live action, per quanto sfrontato, non osa toccare così da vicino. Un vero incubo, che resta dentro e induce a riflettere sui tanti simboli malsani che ci hanno trafitto il cervello durante la visione.
Consiglio, invece, la recensione sul canale di Shivaproduzioni: https://youtu.be/zlUV4_DhBDY

The Defenders (quelli classici)


Mentre Netflix si prepara a lanciare la serie "The Defenders", che raggrupperà gli eroi della sua fetta di Marvel Cinematic Universe, torniamo indietro con la memoria a un'epoca più spensierata. Un tempo in cui Defenders era sinonimo di magia, di viaggi dimensionali e creature sovrannaturali (e di... Dottor Strange). Un capitolo del Marvel Universe che ha fatto storia e lasciato un'impronta. Un'impronta abbastanza forte da non lasciare dimenticare un nome che oggi è ereditato da un altro gruppo di personaggi. Un esempio di lenta trasformazione dell'immaginario e del gusto fumettistico.

giovedì 3 agosto 2017

Biblioteca Salvatore Rizzuto Adelfio: Sempre in progress


Nonostante la calura, procedono i lavori di riorganizzazione e arredamento della Biblioteca Salvatore Rizzuto Adelfio in via Martin Luther King 6 a Palermo presso il Teatro Mediterraneo Occupato. La mascotte (quella pelosa) si chiama Brock. GRAZIE a Marco Castagna per aver realizzato il logo della biblioteca. Vi ricordiamo che l'accesso alla biblioteca sarà di nuovo possibile dal prossimo autunno, che è un'iniziativa del tutto gratuita e che si basa sulle donazioni. Potete donare libri (narrativa, teatro, poesia, saggistica) e fumetti (purché leggibili a sé stanti o archi narrativi completi). Potete donare libri e fumetti che già possedete, potete scegliere di acquistare appositamente un titolo che manca in scaffale per donarlo. Potete anche donare un euro (simbolicamente) al fondo cassa della biblioteca sul nostro conto Paypal (http://paypal.me/altroquandopalermo). Il ricavato sarà destinato all'acquisto di nuovi libri e fumetti e alla manuntenzione della Biblioteca Salvatore Rizzuto Adelfio.








mercoledì 26 luglio 2017

LA CURA DEI LIBRI (sembra facile...)


Argomento del giorno: LA CURA DEI LIBRI.
prendermi cura di (ormai numerosi) libri e fumetti presso la biblioteca Salvatore Rizzuto Adelfio, è opportuno aggiornarsi sulla cura dei libri e soprattutto su come preservarli dai famelici "pesciolini d'argento". Un giro in rete già fiacca le mie speranze. Gli insegnamenti materni sulla canfora, oggi sono sconfessati (contiene nicotina, può far male alla carte, oltre a far bruciare gli occhi). Ci sta che tutti i rimedi consigliati oggi siano naturali. Ma qui c'è da spendere un patrimonio in erboristeria o attivarsi per coltivare una piantagione di alloro in prima persona.
L'alloro (che in teoria andrebbe messo in mezzo a ogni libro, anche se sono migliaia), è solo una delle piante suggerite. La più nota, la più facile da ricordare. E in ogni caso, per ciascuna, il quantitativo necessario sarebbe industriale (parliamo di una biblioteca che sta ancora crescendo, dopotutto). Alla fine della fiera: si accettano informazioni e suggerimenti praticabili. L'intento è proteggere libri e fumetti in modo che durino nel tempo
senza essere sgranocchiati da creaturine che esistono da molto tempo prima di noi e che sicuramente ci sopravviveranno.


Ricordo sempre che per donare libri e fumetti potete contattarmi all'indirizzo altroquandopalermo[at]gmail.com. Per donare piccole cifre (sempre per la crescita della biblioteca) c'è Paypal: http://paypal.me/altroquandopalermo

sabato 22 luglio 2017

Pinocchio di Winshluss


Pinocchio di Winshluss: una riscrittura del capolavoro di Collodi che riverbera l'amore dell'essere umano per la guerra, la prevaricazione, il profitto... e la possibilità remota di fermarsi, di trovare una casa, una famiglia. Protagonista: un'arma di distruzione di massa con le sembianze di un bambino. Vincitore al Festival di Angouleme, il fumetto di Winshluss è un capolavoro di arte visiva e concettuale, che ammanta di ansie moderne un classico immortale.
Un volume che grazie a un gentilissimo donatore, potrete trovare (e consultare gratuitamente) il prossimo autunno sugli scaffali della biblioteca Salvatore Rizzuto Adelfio, a Palermo.

mercoledì 19 luglio 2017

Supportare la Biblioteca Salvatore Rizzuto Adelfio


Habemus Paypal.
Chiariamo subito. La biblioteca Salvatore Rizzuto Adelfio conta soprattutto sulle donazioni di libri e fumetti. Di cui volete liberarvi (purché siano in buona condizioni) o che scegliete (se potete, se volete) di acquistare appositamente per contribuire alla crescita di una biblioteca di quartiere gratuita, nata come servizio alla città di Palermo.
Titoli mancanti che stiamo cercando e che sarebbero particolarmente benvenuti? Tra la narrativa: "Il profumo" di Patrick Suskind. "Il paradiso degli orchi" di Daniel Pennac (perché da qualche parte si deve cominciare, ma anche i suoi romanzi per ragazzi). Per i fumetti, segnalo: "Dropsie Avenue" e "Vita su un altro pianeta" di Will Eisner, "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" di Frank Miller. "In una lontana città" di Jiro Taniguchi e "Gli ultimi giorni di Pompeo" di Andrea Pazienza.
Ma adesso è possibile anche contribuire con 1 euro versato sul conto paypal destinato al fondo cassa della biblioteca: http://paypal.me/altroquandopalermo
Per fondo cassa, qui si intende anche l'acquisto di nuovi titoli mancanti in scaffale. Intanto, i lavoro di ristrutturazione continuano, e in autunno arriveranno gli orari di apertura. Ricordiamo che il servizio è gratuito.
Per informazioni potete sempre contattare Altroquando in privato alla mail altroquandopalermo[at]gmail.com.

lunedì 17 luglio 2017

Djinn Tonic: un corto di Domenico Guidetti


Nell'immaginario umano, da sempre, l'idea di poter realizzare i desideri nasconde un inquietante rovescio. Attento a ciò che desideri, perché ogni desiderio, ogni sogno, ogni aspirazione realizzata, sposta le tessere del grande mosaico della realtà, e le conseguenze possono essere imprevedibili. O un vero e proprio incubo. "Djinn Tonic" è una commedia surreale, diretta da Domenico Guidetti​, interpretata da Guglielmo Favilla​ al fianco del grande Francesco Pannofino. Una variazione divertita su un tema classico, in un cortometraggio che gioca bene tutte le carte che ha a disposizione.