domenica 8 marzo 2015

8 Marzo: Festa della Donna



"Ci sono due fatti storici che nell’immaginario collettivo sono legati alle celebrazioni per la Festa della donna: il rogo della fabbrica Cotton a New York dove nel 1908 persero la vita 62 operaie e la manifestazione del 1917 delle di San Pietroburgo per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla “rivoluzione russa di febbraio” che ispirò la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste dell’8 marzo..."

Il quotidiano continua affermando che le donne sono ormai "allergiche" alle mimose che ogni anno si vedono regalare in questa giornata, e lancia un sondaggio per scoprire come dovrebbe essere oggi una Giornata della Donna evoluta, seria, meno stereotipata, e al passo con i tempi. Noi non entriamo in merito. Ci limitiamo a dire che le ricorrenze esistono come promemoria, e che se è vero che facilmente vengono svuotate di senso dalla consuetudine e dal consumismo, in grado di appiattire ogni afflato politico e ogni reale voglia di cambiamento, è pur vero che un segno sul taccuino torna sempre utile. Noi celebriamo questa giornata con il nostro linguaggio, quello dei fumetti. Con immagini di donne emancipate, libere, piene di iniziativa. Buon 8 marzo a tutte e tutti.



martedì 3 marzo 2015

Batman: Ashes to Ashes


"Batman: Ashes to Ashes"
è un cortometraggio amatoriale diretto da Julien Mokrani e Samuel Bodin.

L'intento della crew francese dietro a questo progetto indipendente sull'Uomo Pipistrello è realizzare un tributo al Cavaliere Oscuro ricordando l'estetica di film come "Sin City", in cui le immagini, la fotografia e le scelte cromatiche svolgono un ruolo fondamentale nel clima del racconto. Non è tutto. Il Batman di Mokrani potrà apparire strano, e forse poco coerente ai fans duri e puri dei fumetti. Si inizia subito con un twist feroce, e si prosegue con un crescendo di crudeltà fino a una conclusione devastante.
Un esperimento che merita attenzione, se non altro per il suo coraggio.

 

Capoeira al booq di Vicolo della Neve


L'arte marziale come strumento educativo. La lotta e le sue regole, i principi di onore e rispetto per il recupero dal degrado... la Capoeira: uno sport ispirato da una pagina nera della Storia che ci parla di riscatto, voglia di libertà, indipendenza e... rispetto. Senza la velocità, senza l'agilità... la forza non conta nulla. E per essere agili, per essere veloci, bisogna essere vigili, attenti, ricettivi.


Dopo esperienze positive svolte in altri quartieri difficili di Palermo (Falsomiele, Guadagna), gli insegnanti dell'istruttore C'è Roda (il gruppo Capoeira da Bahia) intervengono e si inseriscono nell'avventura sociale del booq, la bibliofficina occupata di quartiere, in prima linea dallo scorso Giugno 2014 nella resistenza culturale della nostra città. Ieri, in Vicolo della Neve, la prima lezione. Un'esperienza ancora all'inizio per poterne parlare in modo concreto, ma sicuramente incoraggiante, visto il coinvolgimento della gioventù del quartiere che ha mostrato un notevole interesse e una sensibilità insospettabile davanti al linguaggio fisico (e occultamente intellettuale) dell'arte della Capoeira.

La Capoeira è un'arte marziale creata dai discendenti degli schiavi africani vissuti in Brasile, e consiste nella somma di rituali di varie forme di lotta di comunità africane (che contenevano anche elementi di danza) già nati in colonie portoghesi prima della deportazione in schiavitù. Una voce storica non confermata afferma che la Capoeira fosse un sistema ideato dai neri in cattività per allenarsi e affinare l'arte del combattimento (coltivando il loro sogno di libertà) ma dissimulando il tutto con quella che a occhi non avvertiti poteva apparire come una semplice danza. Pare anche che la Capoeira fosse stata, a un certo punto, vietata agli schiavi, così come altre pratiche che ne avrebbero favorito l'aggregazione e il nascere di iniziative pericolose per i loro carcerieri. Dopo il 1888, anno di abolizione della schiavitù, la Capoeira fu praticata da molti ex schiavi per difesa personale, e spesso per sopravvivere in una realtà sociale che ancora non li accettava benché liberi cittadini. Questo e altro, in quegli anni, resero la Capoeira nota principalmente come un combattimento associato alla vita da strada, e sarebbe dovuto passare un po' di tempo perché venisse definitivamente sdoganata come sport onorevole. Nel 1932 nasce a Bahia la prima accademia di Capoeira, dove l'arte marziale viene associata a un ordine di regole d'onore e stile di vita volte a riscattarne l'immagine, fino a quel momento negativa. Nel 1974 la Capoeira è stata riconosciuta come sport nazionale brasiliano, e nei decenni successivi ha preso a diffondersi anche in Europa.


Questa, molto in breve, l'origine di un'arte marziale che oggi è usata anche come strumento educativo, di aggregazione e di crescita. Non è un caso che di frequente essa sia praticata presso i centri sociali e si associ al lavoro di educatori di strada. Il corso di Capoeira al booq di Vicolo della Neve continuerà ogni Lunedì alle 17,30. E ci auguriamo che questo scambio culturale possa farci crescere tutti, almeno un poco, al di là delle utopie e del sempre comodo disincanto.

[L'illustrazione in alto, "Capoeira Bending" è dell'artista Jo-yumegari]


sabato 28 febbraio 2015

Grazie al popolo di FanZinema 3


GRAZIE a tutti quelli che sono intervenuti ad Altroquando FanZinema 3, al Porco Rosso. E' stata una bella serata. Tanta bella gente interessata, in tanti a scoprire argomenti e forme di creatività per loro sono sommerse, i ricordi del vecchio Altroquando, i progetti del nuovo, i vecchi amici che sono rimasti amici, i nuovi compagni di strada che sono straordinari... e il popcorn altroquandiano. Rifacciamolo presto. E grazie ancora.