domenica 17 maggio 2015

Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia


17 Maggio... Giornata Internazionale contro l'Omofobia e la Transfobia.

Una di quelle date stabilite come promemoria, una sorta di agenda morale, fatta per ricordarci temi etici o eventi storici tragici, affinché si rifletta, almeno per un giorno, su argomenti che... evidentemente, hanno ancora bisogno di una nota in agenda.

Almeno per un giorno.


Essere cinici è facile. Io stesso lo divento di frequente, e spesso mi lascio andare all'insofferenza per quelle che a volte appaiono come feste comandate. Ma esistono argomenti che investono la vita, la dignità delle persone. Ed esistono scelte cruciali per tutti gli individui, sulle quali i comuni cittadinie e soprattutto quanti li governano, non possono permettersi di glissare. Scegliere se restare umani, vivere secondo cultura, e quindi continuare a progredire, o secondo natura, quel concetto tanto spesso chiamato in causa in modo superficiale ed errato per troncare discorsi scomodi e continuare a sguazzare nella propria beata, comoda ignoranza. Oggi, l'Italia ha bisogno di note in agenda come questa. Uno dei pochissimi paesi in Europa a non aver legiferato adeguatamente (diciamo pure che ci ha nemmeno lontanamente provato) sulle unioni civili e (non sia mai) su una legge che sancisca una volta per tutte che discriminare, offendere e aggredire a causa dell'orientamento sessuale è un reato.


Una giornata, dunque, per ricordarsi che ancora oggi tante persone omosessuali e transessuali sono discriminate, perseguitate, dileggiate. Una nota in agenda che tornerà il prossimo anno, come tante altre, mentre molti tra noi sperano che nel frattempo il clima sia cambiato.
Noi di Altroquando vogliamo celebrare questa giornata con un sorriso e il linguaggio, a noi caro, dei fumetti. Lo facciamo ricordando una pagina dell'opera di Grant Morrison The Invisibles, che vede protagonisti la bellissima drag queen Lord Fanny e il giovanissimo, irrequieto Dane.

Dane e Fanny sono appostati in auto durante una missione. Dane, che inizialmente aveva un atteggiamento decisamente omofobo, ha finalmente superato i suoi limiti e sta iniziando ad accettare affettivamente Fanny come persona. Nell'attesa, per fare conversazione, le dice: «Sei Ok, sai? Solo mi chiedo una cosa. Tu sei un uomo, giusto? E vorresti essere una donna. Allora perché non ti operi e risolvi la situazione?»

Fanny, quasi distrattamente, con l'ironia che la contraddistingue risponde: «Oh, beh, caro... Perché dovrei operarmi? Non sono mica malata! In fondo non è un pezzetto di carne in più a impedire a una ragazza di essere una vera ragazza.»



Tutti uguali davanti alla legge. Tutti pacificamente diversi ognuno a loro modo.
Questa è solo una possibile idea di giustizia.
Annotiamocela.








mercoledì 13 maggio 2015

Ciao, Franco U Vastiddaro


E' con grande tristezza che apprendo della scomparsa di Franco U Vastiddaru​. Un'istituzione del cibo da strada a Palermo. Anni fa, presi un po' in giro questa trovata pubblicitaria del Panino Umano (che in effetti scomparve molto presto). Ma l'importante era la qualità di quanto prodotto nella sua bottega. Altroquando, quella parte che rimane e resiste a questa città dalla memoria corta, si stringe ai suoi familiari. Ciao, Franco. Sono certo che i tuoi figli faranno onore all'azienda di famiglia, ma la tua presenza ci mancherà.

martedì 12 maggio 2015

Su Broadchurch 2...


Senza fare spoiler... penso che la seconda stagione di Broadchurch non sia pessima. Solo diversa e spiazzante rispetto alle aspettative della maggior parte del pubblico. Se la prima era un mistery classico, un "who did it?" di stampo classico ben condotto, la seconda (dove l'elemento giallo è comunque presente) approfondisce le conseguenze ulteriori del delitto sulla comunità coinvolta. E' come dire che il dramma non finisce con la scoperta dell'assassino, ma al contrario, è appena iniziato. Come un lutto, che il tempo dovrebbe risolvere, ma spesso si limita a trasformare, a volte rendendolo solo più intenso. Quelle che vanno in scena nella seconda stagione sono domande di altro genere, un tipo di tensione diverso. Magari una terza stagione potrebbe essere davvero di troppo. La prima resta comunque fruibile a sé. Ma questa seconda non l'ho comunque disprezzata.

venerdì 8 maggio 2015

Rom e Cinesi: dal Tubo con Furore

 

Oggi faccio coming out.

Spesso, quando si parla di Rom, o meglio, sento parlare della gente Rom da persone che li frequentano, se ne occupano in base al proprio attivismo sociale, a loro modo ne sono amici... mi scopro a pensare che probabilmente, dentro di me, c'è ancora un residuo di razzismo con il quale non sono ancora riuscito a fare i conti. Non dico questo perché covi avversione nei confronti del popolo Rom, ma perché non riesco a fare a meno di provare tuttora una certa diffidenza. Qualcosa di radicato, che disturba me per primo... che per primo vorrei non avvertire.

La mia frequentazione dei centri sociali mi ha di recente avvicinato ad alcune famiglie di questa etnia, (ormai stanziali e non più nomadi come un tempo) e persino a partecipare con grande interesse ed emozione a un loro rito di passaggio simile, per certi versi, al battesimo. La kumaria (è molto probabile che lo scriva in modo errato). Il lavaggio simbolico e la vestizione di una bambina che viene affidata a una persona di fiducia (per l'appunto la comare) che ne diventa di fatto la madrina, responsabile per il suo futuro. Una festa che per un giorno ha abbattuto delle frontiere culturali e mi ha in qualche modo fatto star bene. Non ho superato i miei limiti. Continuo a interrogarmi, voglio sapere di più. Forse mi manca la predisposizione naturale a vincere il pregiudizio, non lo so. Mi sforzo di barcamenarmi tra le mie contraddizioni, tenendo sempre occhi e orecchie aperte... e controllando spesso che la spina del cervello non sia accidentalmente staccata.

Ma non è di questo che voglio parlare oggi. Non davvero.

Oggi circola un video su Youtube in cui una ragazza Rom, minorenne, è stata filmata mentre (dopo essere stata sorpresa a tentare un borseggio su un bus di Milano) viene immobilizzata e ripetutamente malmenata da due turiste cinesi. La ragazza piange disperatamente mentre le due giovani orientali, palesemente incazzate, continuano a colpirla con pugni, schiaffi e calci, tenendola immobile. Non manca (direi a questo punto... per fortuna) l'intervento di un signore italiano che cerca di contenere la violenza, dice loro di non lasciarla scappare, se credono, ma di smettere di picchiarla. E' a quel punto che sul video si visualizza automaticamente una nota che recita queste stolide parole: "Il solito buonista di sinistra cerca di far smettere le due ragazze cinesi..."

Il coglione di destra (ritengo sia legittimo, o quanto meno metta equilibrio, a questo punto definirlo così) che ha pubblicato il video commenta lo stesso con il tag "Godo". Beh, il video sta girando sui social network, dal tubo a Facebook, e le due "eroine" orientali stanno diventando delle star. Si sprecano i riferimenti al "furore della Cina" e ad altre icone del Kung Fu cinematografico, mentre nei commenti monta l'onda di piacere masturbatorio di chi osserva questa scena di violenza come l'azione di angeli vendicatori, contrapposti agli smidollati italiani (alcuni dei quali, ricordiamo "buonisti", "di sinistra" e "dalla parte dei malviventi"). Commentare a propria volta su uno dei citati social equivale a saltare in una piscina piena di piranha. I social sono fatti per intrattenere, non per dibattere davvero. Ricordiamocelo. Su determinati argomenti, non ci sono molte speranze di ragionare in modo civile da quelle parti.

E' con un senso di grande imbarazzo che vedo molti dei miei contatti prendere parte a questo rito squallido e triste. Cosa dovrei fare? Cancellarli dagli amici? Rimproverarli? Servirebbe a qualcosa? Serve a qualcosa scrivere questi pensieri su un blog?

No. Questo video e questi commenti, oggi servono A ME. Mi fanno sentire meno sporco. Meno ignorante, e un po' meno razzista. Per questo ringrazio tanto i miei compatrioti quanto le due virago cinesi, legittimamente arrabbiate, ma decisamente fuori controllo.

A proposito. In Cina c'è tuttora un governo che più di sinistra (storicamente parlando) non si può. E vige ancora la pena di morte. Fino a pochi anni fa comminata anche agli omosessuali. Lo tengano presenti i "politologi" che inseriscono note a video.

Ma tanto si sa... lo so anch'io. Ho anch'io la mia piccola fetta di razzismo, e dovrò trovare il modo di conviverci.