lunedì 28 ottobre 2013

Il giorno dopo, nella riserva indiana...





«Mancu t'affrunti, vastasu?! Davanti a mia, davanti a na fimmina?!»


Il teatrino si ripete uguale ogni mattina seguente. In genere nelle prime ore della domenica, giusto perché i residenti, non dovendo andare al lavoro, hanno più tempo per sfogarsi e imprecare. Il copione è lo stesso per più giorni la settimana. Si va in replica ininterrottamente ormai da anni, come in Inghilterra la piece di Agatha Christie "Trappola per topi", eternamente in cartellone. Qui siamo a Palermo, quartiere Vucciria. Il mattino dopo le nottate festaiole che animano i vicoli per più sere la settimana. Le battute sono più o meno sempre quelle, di poco modificate nel canovaccio ormai canonizzato. La commedia dell'arte funzionava così, e da queste parti la farsa non segue dinamiche troppo diverse. Le maschere le conosciamo. Ci sono tutte. Il fiero padre di famiglia che lamenta l'infame spettacolo offerto ai figli ancora piccoli. L'attempata matriarca su tutte le furie. La giovane madre sfranta dalle poche ore di sonno. Inizia la performance. Le proteste, le cronache di scaramucce notturne consumate in quegli spazi scenici che stanno tra i balconi che danno sulla strada e i mattoni sfossati, umidi e puzzolenti di quel vicolo che ha la forma di una mezzaluna. Dove gli echi di strilli, tinniti, motori e vetri rotti si inseguono e ti inseguono, penetrando fin dentro le abitazioni cui donano un'atmosfera da magione infestata. E' inutile rintanarsi dietro le quinte. Sei parte dello spettacolo anche tu.


«Puru davanti a una fimmina, pezzo di vastasu!»
La signora del piano di sopra racconta l'ennesima piazzata notturna con un giovanotto troppo ubriaco per curarsi di stare pisciando contro un portone, giusto sotto lo sguardo della proprietaria affacciata. E' una delle pene accessorie di questa moderna movida cittadina. La fogna a cielo aperto. Là dove la musica assorda, le voci cianciano e la birra scorre senza sosta, tra quelle stradine buie irte di abitazioni private, ci si deve pur sfogare. E allora giù la cerniera e via. Un fiume in piena, di piscio, di noncuranza, di fiera impunità. La macchina umana, del resto, ha le sue debolezze. Aanche il sesso è indispensabile, specie in determinati momenti di euforia. Farlo sulle auto posteggiate non è poi così scomodo. Dopotutto è festa. Dopotutto è notte. Dopotutto è giusto così.
Il quartiere è uno dei pochi spazi liberati di Palermo. Così lo hanno definito. Così hanno scritto.


Mi chiedo liberato da chi? Da cosa? L'idea che mi ronza in mente è un parallelismo sinistro con i padri pellegrini d'America e i loro successori. Penso ai residenti del quartiere, chiusi nei loro appartamenti con mura sottili, assediati come pellerossa costretti nelle loro riserve, mentre l'uomo bianco stupra le vallate, decima i bisonti, saccheggia i campi, fa sostanzialmente come se fosse a casa sua senza limiti di sorta.
Perché? Probabilmente perché ha liberato quella terra. E gli spetta un premio. Che cosa vorresti dire ai coloni che ti portano libertà e progresso?
Cosa può contare il tuo riposo notturno contro la valenza liberatoria di una gioventù che non vede altro che se stessa? La notte come momento di svago e rivalsa. Questa culla di attività illegali, barchetta in un mare tempestoso cui s'aggrappano i disperati di un quartiere la cui malafama sembra tenere lontane la legge come il pentacolo in un sabba dovrebbe contenere i movimenti del demone impedendogli di superare gli argini. Così la logica del profitto e della prevaricazione alza un muro divisorio al di sopra del quale i residenti in ostaggio potranno contemplare la propria progressiva disfatta, a beneficio di un invasore che non arriva da oltre mare, come temono gli ignoranti, ma da una provincia intellettuale vicinissima eppure terribilmente aliena.

Questo meccanismo liberatorio che benedice acidamente (con un cerchio di strafottente piscio birroso) l'ambiguo concetto di legalità e di cultura della stessa. Là dove esercizi in regola subiscono controlli rigorosi, a volte ai limiti della sopportazione economica in questi tempi di crisi, mentre la vita nell'ombra dei vicoli - se si eccettuano rare, comode sortire dell'autorità) può a suo modo prosperare. Son cose diverse. Non si possono applicare le norme là dove i conflitti sociali si inasprirebbero, dice qualcuno del quartiere che dovrebbe avere un ruolo nell'amministrazione comunale. Del resto chi avremmo a gestirli?
Un messaggio pessimo che risuona nel cervello mentre l'ennesimo ragazzo o ragazza litiga al cellulare con il partner camminando avanti e indietro sotto la tua finestra (quel tratto di vicolo sembra essere il foyer della discoteca senza confini). S'insultano, si rinfacciano di tutto, in una grottesca caricatura de La voce umana di Jean Cocteau. Puttana! Stronzo! Scopi con tutti perché non ti senti bella e cerchi conferme... Sei un capolavoro! Un capolavoro di merda! Ti narrano vita, morte e miracoli della loro relazione... ma per qualche motivo, nessuno dei due interompe mai la telefonata. Nonostante i vaffanculo siano ormai arrivati a due cifre. E' un siparietto dello spettacolo che va in scena notte dopo notte. Senza freni, senza filtri. Senza regole. In casa tua.


E' una zona liberata della città, lo volete capire? E' una conquista! E' una cosa bella!
Nel chiuso della nostra riserva indiana, sentiamo i canti dei soldati blu ubriachi. Hanno vinto loro. Le nostre terre ora ospitano le loro fattorie, dove nuove generazioni di impavidi coloni cresceranno per portare avanti il grande sogno democratico. La storia, a volte, ha dei piccoli ricorsi. Basta guardare i dettagli. Sono lì.
Per questo non riesco a dimenticarmelo, quando l'ennesimo politico palermitano in campagna elettorale, per parlare di cultura della legalità, sceglie come teatro della propria epifania proprio il cuore dell'affollatissimo, festoso tratto che costeggia la riserva.
Io, vecchio indiano, nel chiuso del mio ormai ristretto territorio, rifletto sulla possibile redenzione di un popolo assediato. E fatico a vedere oltre quel filo spinato che mi urla che ormai sono una minoranza, e sul quale è stata crocifissa la parola libertà.

[La foto è di Sade
 







venerdì 18 ottobre 2013

Per un Socio-Super-Eroe...

 

Ricordiamo a tutti l'iniziativa del collettivo Abattoir in collaborazione con Altroquando: AAA Disegnatori di Supereroi cercasi! Le tavole e le vignette pervenute per il contest saranno esposte in anteprima al circolo N'Zocché di Palermo dal 25 al 31 Ottobre 2013, mentre si prepara il magazine che raccoglieà i racconti e le illustrazioni inedite che avete avuto la bontà di inviare. Il 30 Ottobre ci sarà il reading dei racconti che preparerà l'evento vero e proprio che avrà luogo il 15 Novembre presso l'associazione Mutazioni.
Qui la pagina Facebook dell'evento:

martedì 15 ottobre 2013

Daredevil Fan Film - L'Uomo senza Paura



Ancora una volta i corti realizzati dai fans dimostrano che buona volontà e passione possono produrre risultati dignitosi anche quando i mezzi sono scarsi. Stavolta è il turno di Devil, anzi Daredevil, come si chiama realmente il personaggio in lingua originale (usando il gioco di parole tra diavolo e temerario). Il corto non dispone di grandi mezzi, ma sopperisce con una sceneggiatura discreta, un io narrante non troppo retorico e un'astuto montaggio che fa del buio e del non visto il suo vero punto di forza. Non poco se pensiamo che si tratta di un corto che porta in scena le origini di un supereroe statunitense. E soprattutto se il corto è italianissimo, sorpresa non da poco.
Prodotto dal canale Youtube Fresh Scream, scritto e diretto da Gianmaria Pezzato, che adatta dichiaratamente alcuni aspetti della miniserie di Frank Miller L'Uomo senza Paura, il breve film è interpretato da Vania Casna nel ruolo del giovane Matt Murdock, e presenta il cammino dell'eroe verso la sua definitiva identità di vigilante. Qualche variazione nella dinamica delle origini, un diligente uso degli effetti per rendere a video il celebre senso radar del supereroe non vedente, e un'atmosfera che più noir non si può. In definitiva un buon lavoro, trattandosi di un fan made. Un Daredevil giovane e inesperto che si fonde con il buio e riassume piuttosto bene gli aspetti mistici dell'eroe marvelliano. Complimenti allo staff e buona visione.

lunedì 14 ottobre 2013

Capitan Harlock 3D Trailer italiano

Ritratti, ricordi, musica, parole... per Salvatore Rizzuto Adelfio

 


Bellissimo evento, quello dedicato a Salvatore Rizzuto Adelfio che si è dipanato dall'11 al 13 Ottobre presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo, nell'ambito della manifestazione Le vie dei tesori. Emozionanti i ricordi, le mostre di ritratti e le foto che i visitatori hanno spontaneamente portato e affisso. Foto che erano state realizzate ed elaborate da Salvatore, che aveva l'abitudine di donarle poi ai soggetti ritratti, a volte anche sconosciuti cui aveva rubato uno scatto, dando vita a una catena socializzante ancora oggi ricordata. Splendida la performance in acustica di Sergio Algozzino con il suo ukulele, che ha presentato un interessante scelta di brani dei Beatles. Intenso il reading, a opera del collettivo Abattoir, del blog di Salvatore, definito da qualcuno una sorta di messa laica, ricordo palpabile dell'artista celebrato. Si è parlato del Salvatore libraio, del Salvatore attivista politico e del Salvatore artista e mecenate di esordienti. Gianpiero Caldarella, del collettivo Scomunicazione, ha riproposto in parallelo la mostra di vignette satiriche intitolata La papamobile del futuro, legata al forte ricordo dell'irruzione della Digos nella libreria di Salvatore e della sua resistenza documentata da un video ancora oggi presente su Youtube. Carlo Verri dell'associazione omosessuale Articolo Tre, che nelle ultime settimane ha aggiunto al suo nome quello di Salvatore Rizzuto Adelfio, ha ricordato l'amico scomparso come un anarchico irriducibile, padre fondatore di molte associazioni lgbt. Un felice mix di ricordi, mostre, happening e atto di teatro che Salvatore avrebbe sicuramente apprezzato. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento.








 







giovedì 10 ottobre 2013

Niente prediche in ere eretiche: Gli universi Altroquandeschi di Salvatore Rizzuto Adelfio


Siete tutti invitati all'inaugurazione della mostra Niente prediche in ere eretiche: Gli universi Altroquandeschi di Salvatore Rizzuto Adelfio, Venerdì 11 ottobre ore 19 – Spazio Bacheche della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, all’interno della rassegna editoriale Di libri e di tesori (11-13 ottobre, a cura di Navarra editore). La manifestazione fa parte del programma di quest'anno de "Le vie dei tesori" dell'Università di Palermo. Interverranno all'inaugurazione: Gianpiero Caldarella, giornalista; Filippo Messina, autore e libraio; Carlo Verri, Associazione Omosessuale Articolo 3 Palermo “Salvatore Rizzuto Adelfio”; vi saranno anche degli intermezzi musicali di Sergio Algozzino e il suo ukulele.