giovedì 18 ottobre 2012

Mama: un corto horror

 

Splattercontainer è un sito prezioso per chi è appassionato di cultura horror, e non a caso figura tra i nostri link. Apprendiamo, proprio da Splattercontainer, la notizia che il regista Guillermo Del Toro (Il labirinto del fauno, Hellboy) ha prodotto un film, in uscita nel 20013, che rappresenta un’espansione del cortometraggio intitolato Mama, realizzato nel 2008 dal registaspagnolo Andres Muschietti (che firma anche il lungometraggio in uscita sul grande schermo). Che lo strumento del corto possa essere u veicolo efficace per testare talenti e spunti, è cosa indubbia. Ma quello che vogliamo presentare qui, non è l’inevitabile ampliamento del racconto, possibilmente fornito di un adeguato prologo e armato di ulteriori elementi narrativi.


Quello che vi mostriamo è l’originale cortometraggio di Andres Muschietti, un breve ma intenso incubo cui – riteniamo – sia meglio accostarsi senza leggere la sinossi del film in uscita, prendendolo per quello che è. Un veloce, agghiacciante brivido, basato sul ritmo e l'interpretazione espressiva di due ragazzine. Se volete gustare ulteriormente Mama (Mamma), ricordate che il video su Youtube prevede l’attivazione dei sottotitoli. In italiano sono assenti, ma se attivate quelli disponibili potete selezionare anche la traduzione nella nostra lingua. Qualche piccola confusione tra singolari e plurali, ma una traduzione sufficiente a supportare gli essenziali dialoghi del corto.
Buona visione, allora. E ricordate: l’amore di una mamma è per sempre…

lunedì 15 ottobre 2012

Mistery Men

 


New York: la morsa della Grande Depressione soffoca la popolazione più debole mentre gli squali dell'alta finanza speculano spudoratamente seguitando a sguazzare nel lusso. Loro spina nel fianco è Operative, una sorta di moderno Robin Hood, ladro mascherato e inafferrabile che agisce nell'ombra per riassestare come può la bilancia sociale. Anche un altro personaggio sembra aver preso a cuore la claudicante giustizia americana: Revenant. Forse un fantasma, forse un mago. Il quotidiano Daily Bugle li definisce mostri e pericoli pubblici, ma quando una trame criminale causa la morte della fidanzata di Dennis Piper, la vera identità di Operative, incastrandolo per l'assassinio della ragazza, il ladro gentiluomo si vede costretto a riciclarsi in qualcosa di ancora più audace mentre il suo cammino si incrocia fatalmente con nuove figure dalle abilità straordinarie. Nell'universo Marvel del 1932 i supereroi sono appena nati...

Dal punto di vista commerciale, questo è decisamente il momento degli eroi in tuta. Complice il cinema che, grazie ai traguardi tecnici ormai raggiunti e superati, ha preso ad attingere a questo genere di intrattenimento popolare ad ampie mani, portando sullo schermo icone storiche della carta stampata  e – di riflesso –  instradando nuovi lettori verso le loro controparti cartacee. 
E' anche il momento dei gruppi. Anzi, dei supergruppi. Il successo planetario del film di Joss Whedon The Avengers, ha contribuito a rilanciare il trend e l'interesse per i team up, gli aggregati di eroi dalle caratteristiche pittoresche e strampalate. Se gli X-Men nascono come idea corale, il concetto di “sporca dozzina”, del team di “eccentrici” come squadra che nasce in modo per lo più casuale, mettendo insieme caratteri spesso anche in forte contrasto tra loro, è tornata oggi a essere una carta vincente. Ed è a questo immaginario (anche se la miniserie ha visto la luce in America nel 2011) che potremmo ascrivere in buona parte Mystery Men, di David Liss e Patrick Zircher, pubblicata in Italia dalla Panini Comics.

Mystery Men, Uomini del Mistero. Niente a che vedere con l'omonimo film commedia del 1999, liberamente tratto dalla serie a fumetti Flaming Carrot Comic firmata da Bob Burden per la Dark Horse. Nessuna parodia, nessuna caricatura. Anzi, tutto il contrario. Questi Mystery Men si prendono maledettamente sul serio, e vivono nel Marvel Universe che tutti conosciamo. Lo stesso dove, più avanti, appariranno Capitan America, La prima Torcia Umana, Sub-Mariner e gli eroi che abbiamo conosciuto nella miniserie The Twelve.  Siamo, però, agli inizi degli anni trenta dello scorso secolo, in piena Grande Depressione, e di supereroi in America non c'era ancora stata traccia. Finora.


Intento del romanziere David Liss (Pantera Nera, l'Uomo senza Paura), è quello di fornire al Marvel Universe che tutti conosciamo delle radici archetipiche legate all'immaginario pulp in voga durante i primi decenni del ventesimo secolo, e plasmare una nuova preistoria degli eroi in costume, precedente persino ai vecchi personaggi entrati in azione durante la seconda guerra mondiale. Un mondo marvelliano agli albori, dunque. Riconoscibile da più elementi, uno dei quali è per l'appunto il giornale chiamato Daily Bugle che (ora sappiamo) non vedeva di buon occhio i vigilanti mascherati già molto tempo prima che Spider-Man iniziasse a volteggiare tra i grattacieli di New York. I cinque personaggi protagonisti di Mystery Men, mai definiti supereroi nella miniserie, ma soltanto Uomini Misteriosi, sono controfigure più o meno riconoscibili di altrettante icone a fumetti o dei romanzi pulp statunitensi. Alcune ormai storiche, altre frutto di operazioni più recenti che hanno fatto della patina vintage un personale codice stilistico. Ne è un esempio lampante il personaggio di Aviatrix, versione femminile del Rocketeer di Dave Stevens. Ma anche Revenant, lettura marvelliana del mago (o illusionista, a seconda dei periodi editoriali) Mandrake di Lee Falk. Il ladro Operative è un discendente diretto di una serie sterminata di personaggi pulp, tra i quali i celeberrimi Shadow e The Spider, mentre il Chirurgo è una versione riveduta e corretta di Darkman, creatura cinematografica di Sam Raimi già debitrice allo stesso Shadow e al francese Fantomas. Per ricordarci che nulla si crea, ma tutto si trasforma, l'unico personaggio tra i Mystery Men a possedere realmente poteri sovrumani è Achille, copia carbone (ma coloratissima) del Capitan Marvel della Fawcett (e in seguito della DC Comics). 


Mystery Men della Marvel nascono quindi per essere presentati alle nuove generazioni come i nonni degli attuali supereroi, anche se (paradossalmente) non sono che una rielaborazione di concetti e caratteristiche già presenti da decenni su più media. Un divertissement leggero, che gioca con gli elementi classici marvelliani ammantandoli di un velo di finta polvere. La ricetta è ordinaria ma eseguita in modo diligente. Una minaccia sovrannaturale, che non necessita di troppe risposte. Un intrigo che coinvolge figure celebri della storia contemporanea. Un villain tutto d'un pezzo, stereotipato quanto basta per suscitare un'inquietudine ancestrale e... quello che ormai è il colpo di scena per antonomasia sin dai fasti di una famosissima saga cinematografica. 


Il punto più debole di Mystery Men consiste probabilmente nella fretta e nella superficialità con cui sono narrate le origini di alcuni personaggi chiave. La compressione degli eventi produce una caduta di ritmo nel racconto e lascia la sensazione di aver letto degli interludi inconcludenti. Nonostante queste parentesi poco riuscite, il racconto funziona abbastanza bene. Non brilla per profondità, tanto meno per novità, ma riesce a intrattenere in modo godibile, forse più di tante uscite seriali ambientate nel Marvel Universe attuale. Le mode cambiano - sembra dire tra le righe la miniserie - ma i miti restano. E l'immaginario pulp dei nostri avi, oggi rappresentato in larga parte sulle pagine di tante pubblicazioni a fumetti, resiste e chiede tributo alle atmosfere e alle caratterizzazioni di un tempo andato. Come un circolo vizioso di cui è impossibile stabilire dove si trovino inizio e fine. Non è il cosa, e neppure il quando, ma il come a essere importante. David Liss sembra saperlo bene, e confeziona una storia che miscela toni polizieschi con atmosfere horror e avventurose. Patrick Zircher (Birds of Prey, Detective Comics) presta il suo stile classico e plastico a una storia dal gusto antiquato senza calcare la mano su manierismi rétro. Grazie a tutti questi ingredienti, Mystery Men si può definire un esperimento in buona parte riuscito. Senza particolari guizzi creativi, ma in grado di regalare un'ora di piacevole lettura e... chissà, magari anche un brivido di nostalgia.



Questa recensione è stata pubblicata anche su Fantasymagazine.

Mystery Men


New York: la morsa della Grande Depressione soffoca la popolazione più debole mentre gli squali dell'alta finanza speculano spudoratamente seguitando a sguazzare nel lusso. Loro spina nel fianco è Operative, una sorta di moderno Robin Hood, ladro mascherato e inafferrabile che agisce nell'ombra per riassestare come può la bilancia sociale. Anche un altro personaggio sembra aver preso a cuore la claudicante giustizia americana: Revenant. Forse un fantasma, forse un mago. Il quotidiano Daily Bugle li definisce mostri e pericoli pubblici, ma quando una trame criminale causa la morte della fidanzata di Dennis Piper, la vera identità di Operative, incastrandolo per l'assassinio della ragazza, il ladro gentiluomo si vede costretto a riciclarsi in qualcosa di ancora più audace mentre il suo cammino si incrocia fatalmente con nuove figure dalle abilità straordinarie. Nell'universo Marvel del 1932 i supereroi sono appena nati...

Dal punto di vista commerciale, questo è decisamente il momento degli eroi in tuta. Complice il cinema che, grazie ai traguardi tecnici ormai raggiunti e superati, ha preso ad attingere a questo genere di intrattenimento popolare ad ampie mani, portando sullo schermo icone storiche della carta stampata  e – di riflesso –  instradando nuovi lettori verso le loro controparti cartacee. 
E' anche il momento dei gruppi. Anzi, dei supergruppi. Il successo planetario del film di Joss Whedon The Avengers, ha contribuito a rilanciare il trend e l'interesse per i team up, gli aggregati di eroi dalle caratteristiche pittoresche e strampalate. Se gli X-Men nascono come idea corale, il concetto di “sporca dozzina”, del team di “eccentrici” come squadra che nasce in modo per lo più casuale, mettendo insieme caratteri spesso anche in forte contrasto tra loro, è tornata oggi a essere una carta vincente. Ed è a questo immaginario (anche se la miniserie ha visto la luce in America nel 2011) che potremmo ascrivere in buona parte Mystery Men, di David Liss e Patrick Zircher, pubblicata in Italia dalla Panini Comics.

Mystery Men, Uomini del Mistero. Niente a che vedere con l'omonimo film commedia del 1999, liberamente tratto dalla serie a fumetti Flaming Carrot Comic firmata da Bob Burden per la Dark Horse. Nessuna parodia, nessuna caricatura. Anzi, tutto il contrario. Questi Mystery Men si prendono maledettamente sul serio, e vivono nel Marvel Universe che tutti conosciamo. Lo stesso dove, più avanti, appariranno Capitan America, La prima Torcia Umana, Sub-Mariner e gli eroi che abbiamo conosciuto nella miniserie The Twelve.  Siamo, però, agli inizi degli anni trenta dello scorso secolo, in piena Grande Depressione, e di supereroi in America non c'era ancora stata traccia. Finora.



Intento del romanziere David Liss (Pantera Nera, l'Uomo senza Paura), è quello di fornire al Marvel Universe che tutti conosciamo delle radici archetipiche legate all'immaginario pulp in voga durante i primi decenni del ventesimo secolo, e plasmare una nuova preistoria degli eroi in costume, precedente persino ai vecchi personaggi entrati in azione durante la seconda guerra mondiale. Un mondo marvelliano agli albori, dunque. Riconoscibile da più elementi, uno dei quali è per l'appunto il giornale chiamato Daily Bugle che (ora sappiamo) non vedeva di buon occhio i vigilanti mascherati già molto tempo prima che Spider-Man iniziasse a volteggiare tra i grattacieli di New York. I cinque personaggi protagonisti di Mystery Men, mai definiti supereroi nella miniserie, ma soltanto Uomini Misteriosi, sono controfigure più o meno riconoscibili di altrettante icone a fumetti o dei romanzi pulp statunitensi. Alcune ormai storiche, altre frutto di operazioni più recenti che hanno fatto della patina vintage un personale codice stilistico. Ne è un esempio lampante il personaggio di Aviatrix, versione femminile del Rocketeer di Dave Stevens. Ma anche Revenant, lettura marvelliana del mago (o illusionista, a seconda dei periodi editoriali) Mandrake di Lee Falk. Il ladro Operative è un discendente diretto di una serie sterminata di personaggi pulp, tra i quali i celeberrimi Shadow e The Spider, mentre il Chirurgo è una versione riveduta e corretta di Darkman, creatura cinematografica di Sam Raimi già debitrice allo stesso Shadow e al francese Fantomas. Per ricordarci che nulla si crea, ma tutto si trasforma, l'unico personaggio tra i Mystery Men a possedere realmente poteri sovrumani è Achille, copia carbone (ma coloratissima) del Capitan Marvel della Fawcett (e in seguito della DC Comics).



I Mystery Men della Marvel nascono quindi per essere presentati alle nuove generazioni come i nonni degli attuali supereroi, anche se (paradossalmente) non sono che una rielaborazione di concetti e caratteristiche già presenti da decenni su più media. Un divertissement leggero, che gioca con gli elementi classici marvelliani ammantandoli di un velo di finta polvere. La ricetta è ordinaria ma eseguita in modo diligente. Una minaccia sovrannaturale, che non necessita di troppe risposte. Un intrigo che coinvolge figure celebri della storia contemporanea. Un villain tutto d'un pezzo, stereotipato quanto basta per suscitare un'inquietudine ancestrale e... quello che ormai è il colpo di scena per antonomasia sin dai fasti di una famosissima saga cinematografica.


Il punto più debole di Mystery Men consiste probabilmente nella fretta e nella superficialità con cui sono narrate le origini di alcuni personaggi chiave. La compressione degli eventi produce una caduta di ritmo nel racconto e lascia la sensazione di aver letto degli interludi inconcludenti. Nonostante queste parentesi poco riuscite, il racconto funziona abbastanza bene. Non brilla per profondità, tanto meno per novità, ma riesce a intrattenere in modo godibile, forse più di tante uscite seriali ambientate nel Marvel Universe attuale. Le mode cambiano - sembra dire tra le righe la miniserie - ma i miti restano. E l'immaginario pulp dei nostri avi, oggi rappresentato in larga parte sulle pagine di tante pubblicazioni a fumetti, resiste e chiede tributo alle atmosfere e alle caratterizzazioni di un tempo andato. Come un circolo vizioso di cui è impossibile stabilire dove si trovino inizio e fine. Non è il cosa, e neppure il quando, ma il come a essere importante. David Liss sembra saperlo bene, e confeziona una storia che miscela toni polizieschi con atmosfere horror e avventurose. Patrick Zircher (Birds of Prey, Detective Comics) presta il suo stile classico e plastico a una storia dal gusto antiquato senza calcare la mano su manierismi rétro. Grazie a tutti questi ingredienti, Mystery Men si può definire un esperimento in buona parte riuscito. Senza particolari guizzi creativi, ma in grado di regalare un'ora di piacevole lettura e... chissà, magari anche un brivido di nostalgia.



Questa recensione è stata pubblicata anche su Fantasymagazine.

[Articolo di Filippo Messina]

sabato 13 ottobre 2012

ARRIVI FUMETTERIA DAL 08/10/12 AL 13/10/12

 


001 EDIZIONI

I Misteri della Luna Rossa Vol. 2 € 15,00

ALESSANDRO

L'Amata € 19,99



ASTORINA

Diabolik R 616 € 2,20

BAO PUBLISHING

Axe Cop € 12,00



BONELLI

Dampyr 151 € 2,90
Julia 169 € 3,40
Zagor 618 € 2,90
Tex 624 € 2,90
Maxi Tex 16 € 6,30



FLASHBOOK

Gung - Palace Love Story 27 € 5,90
Tarot Cafe 7 € 5,90

GAZZETTA DELLO SPORT

PK - il Mito 36 € 9,99
Ultimate Spider-Man collection 15 € 9,99



LA REPUBBLICA

Zagor Collezione Storica a Colori 35 € 6,90

MAGIC PRESS

Daisy! € 6,90



MAX BUNKER PRESS

Alan Ford Tnt gold 200 € 5,00

PANINI

Collezione 100% Panini Comics: The Goon 4 € 14
Capitan America e i Vendicatori Segreti 29 € 3,50
Cult Comics 70: Rat-Man Color special 25 € 3,90
Hulk e i Difensori 4 € 3,50
Iron Man e Avengers: Accademy 55 € 3,50
Marvel Crossover 77: Annihilators 2 € 5,50
Marvel Miniserie 128: AVX 0 (Avengers vs X-Men 0) € 3,00
AVX 0 (Avengers vs X-Men 0) Variant Edition € 5,00
Avengers 7 € 3,50
Thor e i Nuovi Vendicatori 163 € 3,50
Spider-Man 587 € 3,30
X-Men 268 € 3,50
Panini Comics Mega 29: Avventure Marvel Spider-Man 4 € 3,90



PLANET MANGA

Deathless 3 € 6,50
Manga Dream 133: Stardust Wink 8 € 4,50
Manga Sun 99: 07-Ghost 13 € 4,50
Manga Superstars 92: Code: Breaker 16 € 4,20

RW - LINEA CHIARA

Jeremiah - L'integrale 2 € 24,95



RW - LION

Batman - New 52 nr. 6 € 3,70
Flash - New 52 nr. 6 € 4,95
Il Cavaliere Oscuro - Batman 3 € 9,99
Mytico 27 € 1,99



STAR COMICS

Point Break 154: Mirai Nikki 6 € 4,20
Wonder 8: The World God Only Knows 8 € 4,20
Zero 157: Negima! Magister Negi Magi 24 € 4,20





mercoledì 10 ottobre 2012

Fulù - Edizione Absolute


 XVII secolo, Costa d'Avorio. Una nave negriera, caricato il suo bottino di carne umana, salpa verso l'America dove uomini e donne in catene saranno venduti al mercato degli schiavi in cambio di denaro sonante. Tra questi c'è Fulù, fanciulla albina dalle forme sinuose e con occhi color smeraldo che sembrano squarciare l'anima. Il corpo da pantera della ragazza fa ardere di desiderio qualunque uomo incroci il suo sguardo e saranno in tanti a volerla possedere prima ancora di giungere a destinazione. Ma Fulù non è una schiava come tutte le altre. Il suo passato nasconde origini misteriose, e Fulù stessa è una potente sciamana, capace di manipolare le passioni degli altri come creta e comunicare con gli spiriti guida della sua gente. Facoltosi bianchi si contendono la sua proprietà e il suo corpo mentre l'arcana trama intessuta da Fulù semina caos e morte, avvicinandola un passo alla volta al suo destino e all'agognata libertà...

Fulù, giunto finalmente in Italia in edizione integrale, a poco più di un anno dall'improvvisa scomparsa di Carlos Trillo, è forse il modo più congruo per ricordare (o per scoprire, da parte dei più giovani) quello che è stato e continuerà a essere un indiscusso maestro del romanzo grafico argentino. Iniziata in collaborazione con il disegnatore Eduardo Risso più di vent'nni fa, la saga di Fulù aveva fatto nel nostro paese qualche fugace apparizione nella collana Euracomix per poi fare perdere le sue tracce. Oggi, la 001 Edizioni ci propone la versione absolute, come già fatto con altre opere di Trillo, in modo che il lettore italiano possa gustare la magica avventura della schiava incantatrice e dei suoi picareschi comprimari in un'unica soluzione narrativa, in uno splendido bianco e nero che esalta le affascinanti matite di Risso e la loro ineffabile duttilità. E che strana, complessa e deliziosa opera è quella firmata da Carlos Trillo. Un racconto formativo e avventuroso che nello stesso tempo diletta il lettore con fosche atmosfere noir. Lo spiazza con i suoi elementi soprannaturali ed etnici. Lo cattura e lo tiene prigioniero fino all'ultima pagina, grazie a caratterizzazioni vivaci, spesso grottesche, presentando una galleria di personaggi mai scontati e una protagonista imprevedibile dal carisma sconfinato.


Chi si accosterà alla lettura di Fulù aspettandosi la consueta storia, tragica e avventurosa, di crudeli negrieri e schiavi in fuga, resterà piacevolmente sorpreso. L'inizio convenzionale della trama rivela presto la sua impronta fantastica, che ibrida archetipi e situazioni del romanzo d'appendice con elementi narrativi maturi, dove i machiavellici piani della bella schiava si ammantano sempre più di stregoneria tribale e visioni oniriche, fino al dichiarato deflagrare della magia, raccontata con la sfrontata naturalezza dei grandi romanzieri sudamericani. Fulù è la storia di una donna il cui scopo è tornare libera alla sua terra, ma anche una storia di miserie umane le cui strade si sono disgraziatamente incrociate con l'incarnazione di una forza primordiale incontenibile, protetta da arti ignote all'uomo bianco e destinata a compiere un cammino che dispenserà a quanti la sfiorano disgrazia o fortuna, mentre l'esistenza stessa di Fulù si rivela il tassello di un mosaico mistico ben più articolato di quanto sembrasse in principio. Con una scelta narrativa da maestro, per oltre metà dell'opera, Trillo nega al lettore l'accesso ai pensieri della protagonista, di cui vediamo solo l'ambiguo sguardo o cogliamo poche, essenziali parole. I suoi intrighi spregiudicati sono palesati dall'esplodere degli eventi, e la conturbante sagoma della Venere nera diventa un'icona senza tempo dell'eterno femminino. Divinità da adorare, strega da temere, forza della natura in cui perdersi. La sfinge di colore, da tutti bramata, da tanti odiata per la sola colpa di esistere, è simbolo del mistero stesso dell'esistenza, della sua crudele bellezza, e dei suoi rari, preziosi istanti di tenerezza. 



«I loro dei sono padroni... I nostri sono amici... » mormora Fulù quando Trillo, dopo averla immersa a lungo in un enigmatico silenzio, le dona infine un linguaggio più sofisticato. Fulù è un'eroina profondamente ambigua, implacabile con quanti ostacolano il suo ritorno alla terra natìa, ma anche benevola fata rivelatrice di caratteri e dispensatrice di inattese grazie. La circonda un affollato circo di avversari bizzarri e inattesi alleati non privi di macchia. Su tutti si segnala, per dirompenza, la perversa Aldaba, sorella del falso alchimista e tra i principali nemici di Fulù, disegnata da Eduardo Risso come un omaggio alla monumentale sagoma di Divine, celebre drag queen e feticcio del cinema indipendente di John Waters (cui fecero ricorso anche gli animatori della Walt Disney Pictures per dare corpo alla strega del mare ne La sirenetta del 1989). E proprio in relazione ad Aldaba che avviene il tanto atteso stravolgimento dei ruoli che fa di Fulù un'opera surreale, che non lesina sull'humor nero e il grottesco, ma soprattutto un'avventura morale intrisa di magia e misticismo, oltre che di elegante sensualità.


Fulù è una storia epica e romantica, drammatica e divertente. Un gioiello scaturito dalla collaborazione di due giganti del fumetto argentino che merita più letture, capace com'è di affascinare e colpire al cuore chi tiene in mano il volume con numerosi dardi intinti in veleni differenti e dagli effetti variegati. Allucinogeni, dolci e amari nello stesso tempo. Così com'è complessa e misteriosa Fulù. Schiava di nome, in realtà maliarda venuta al mondo per diventare leggenda, tra la sua gente come tra gli ottusi bianchi che osano pensare di poterla possedere. Un appassionato elogio della libertà, ma anche della vita e e delle forze che la guidano. Si vogliano chiamare magia o coraggio. Spiriti guida o determinazione. Fulù è una lettura che incanta. E nello stesso tempo... libera, lasciando un po' più ricco chi ha conosciuto e amato l'affascinante strega africana e la poesia del grande Carlos Trillo.



Questa recensione è stata pubblicata anche su FantasyMagazine.


[Articolo di Filippo Messina]


lunedì 8 ottobre 2012

Avengers Box Set: l'arte di Matthew Ferguson



Dopo il succeso planetario di The Avengers, il cinefumetto campione d'incassi diretto da Joss Whedon, la Marvel aveva annunciato l'uscita di un lussuoso box dedicato alla fortunata pellicola vendicativa. Un set contenente sei Blu-ray intitolato Marvel Cinematic Universe: Phase One - Avengers Assemble. Tutti i film in singolo dei personaggi, il film corale di Whedon,  più altro materiale informativo, curiosità e contenuti speciali. 

Il box ha forma di valigetta e il suo contenuto è progettato per ricordare l'aspetto e il funzionamento del Cubo Cosmico (chiamato Tesseract, nel film). Il box è attualmente ordinabile su Amazon, ma a stuzzicare il nostro interesse, più dei tanti gingilli di contorno alla saga cinematografica, sono le stupende cover firmate da Matt Ferguson, graphic designer free lance nel Regno Unito, abile come pochi nel sintetizzare suggestioni per immagini, riassumendo in illustrazioni coloratissime ed essenziali tutta la forza iconica dei personaggi che è stato chiamato a rappresentare. Cover cui stanno seguendo poster, T-shirt e altro goloso materiale marvelliano. 


Insomma, casa Marvel si è accorta del talento di Mr. Ferguson e ci auguriamo che non se lo faccia scappare. Quello di Matthew Ferguson è un approccio sottrattivo che metta in risalto gli elementi fondanti dell'azione rappresentata nella sua illustrazione. Per questo i momenti topici dell'azione e le caratteristiche dei personaggi appaiono così ben definiti nella loro affascinante stilizzazione. Un lavoro che nasce, forse, come contorno a un'operazione commerciale più ampia, ma che merita sicuramente attenzione per la cifra stilistica inconsueta e di grande immediatezza. Ecco dunque gli Avengers di Matt Ferguson. Gusteteveli, e visitate il sito dell'autore. Ne vale la pena.
Vendicatori Uniti!