lunedì 27 agosto 2012

The Twelve volume 2: la conclusione


Il domani è più che mai incerto per i dodici supereroi dimenticati, sprofondati in un sonno artificiale sul finire della seconda guerra mondiale e risvegliatisi dopo oltre mezzo secolo, in modo non dissimile da come accadde al leggendario Capitan America. Se questi, infatti, ha presto trovato una propria ragion d'essere tra le fila degli eroi chiamati Vendicatori, per i Dodici l'impatto con una società profondamente cambiata è oltremodo traumatico. Ciascuno di loro porta con sé un bagaglio di segreti, tormenti, forse follia. Essere un vigilante nel nuovo millennio può essere fonte di profonde contraddizioni, mentre il passato morde senza tregua, a sangue. L'assassinio dell'esuberante Blue Blade, che aveva tentato di riciclarsi nel mondo dello spettacolo, è ancora un enigma senza risposta. Ma nuovi crimini misteriosi stanno per insanguinare la strada dei Dodici, chiamati forse a misurarsi una volta di più con un male antico che pensavano di essersi lasciati alle spalle...


Sono passati circa quattro anni dalla pubblicazione italiana del primo volume di The Twelve, miniserie Marvel firmata da J.M. Straczynski e Chris Weston. Saga che recupera dodici personaggi della Golden Age del fumetto statunitense, risalenti a un periodo in cui la Marvel si chiamava ancora Timely e il genere supereroistico rispondeva a una codifica piuttosto differente da quella odierna. Il possente automa telecomandato Electro, la prima, inquietante Vedova Nera, il superuomo volante Dynamic Man, il veggente Excello e altri ancora. Eroi apparsi a volte per lo spazio di un unico racconto, controfigure di nomi più popolari, ammantati da un fascino vintage che affiancava all'ingenuità tipica del media fumetto di quel tempo una disinvoltura che la crociata del dottor Fredric Wertham e l'avvento del comics code non aveva ancora sottomesso. Dodici personaggi che, quattro anni fa, avevamo imparato a conoscere in un primo volume drammatico, introspettivo e denso di suspance. Una lettura che partendo dalle radici del genere supereroistico proponeva spunti moderni e affascinanti, proprio grazie al forte contrasto con il velo di polvere di cui i dodici protagonisti erano ricoperti. Sottili echi dell'epopea superomistica più riuscita e celebrata di sempre (Watchmen, con l'omicidio del più guascone tra i protagonisti e l'esplorazione dei lati oscuri di ciascuno, come la vera identità del vigilante Mister E), ulteriori misteri da svelare (la sottotrama horror legata ai segreti della prima Vedova Nera), e moderne trasfigurazioni metaforiche dell'archetipo mitologico prestato agli eroi in costume (l'ambigua e dolorosa vicenda di Rockman). 


La carne al fuoco era tanta, l'arrosto ben speziato, la prima portata assai gustosa. Normale che l'attesa fosse tanta. Comprensibile che quattro lunghi anni e la scadenza in drittura d'arrivo del contratto tra J.M. Straczynski e la Marvel Comics abbiano fatto temere a molti che la nostalgica saga sarebbe rimasta senza conclusione. Nel corso degli anni, uno speciale con la funzione di prequel (pubblicato in appendice a questo secondo e ultimo volume) non aveva fatto che aumentare le aspettative, e per certi versi irritare gli animi di quanti avevano apprezzato il primo, riuscitissimo tomo. Oggi, The Twelve giunge finalmente a conclusione, ma piuttosto che deflagrare implode, lasciando una sensazione di tiepido rammarico per ciò che avrebbe potuto essere. Sarà l'attesa, durata decisamente troppo tempo. Sarà stata la premura di un autore per concludere un ciclo lasciato incompleto sotto un'etichetta da cui si accingeva ad allontanarsi. O è semplicemente un fatto. Pur collocandosi a un livello sopra la media attuale, la seconda e conclusiva parte di The Twelve perde buona parte del fascino e del pathos che aveva caratterizzato i primi sei capitoli, e ci regala l'effetto di un amplesso veloce, piacevole, ma i cui (lunghissimi) preliminari si rivelano alla fine della fiera ben più esaltanti dell'atto stesso. 


Se la misteriosa uccisione di Blue Blade, evento intorno al quale ruota sostanzialmente tutto il racconto, aveva agganciato il lettore con la promessa di una climax crescente, la risoluzione da poliziesco classico risulta sbrigativa e riporta The Twelve nel novero delle tante miniserie revisioniste sul mito del superuomo. L'enigma soprannaturale legato alla prima, letale Vedova Nera, che tante aspettative aveva suscitato, sfuma in poco più che un fregio su una torta di fattura classica e dai sapori consueti. Così come la prevedibile conclusione della tragedia legata al destino di Rockman, e a tutte le abusate ambiguità che non riescono a bucare la pagina come le domande precedentemente poste. La sensazione è quella di un compito concluso in fretta, con mestiere, ma smarrendo per strada l'originaria ispirazione. Quella che era partita come una disincantata riflessione sul supereroe come icona ormai fuori tempo massimo, cambia decisamente rotta e punta su tematiche più logore. La compresenza, nei cosiddetti eroi più che in altri, di luce e oscurità, marcando contraddizioni e scoprendo nefande vergogne, purtroppo annacquando l'ispirazione sfoggiata nella prima parte del cammino. Il forte contrasto tra l'esordio dei dodici eroi avversari della minaccia nazista traghettati ai nostri giorni, e l'amaro capovolgimento di ruoli morali che sottrae senso alle battaglie del passato, avrebbe potuto essere una vera ferita inferta al cuore del mito del superuomo a fumetti. Tuttavia, lo svolgimento risolutivo sceglie strade troppo classiche per lasciare un segno che possa essere ricordato a lungo. Ed è un peccato vedere trasformare pagina dopo pagina qualcosa che era apparso inizialmente così particolare e intenso in una più frusta e convenzionale storia di eroi con superpoteri.


L'eccellenza del primo volume scende dunque ai livelli di guardia di una sufficienza congedata con il minimo sindacale dell'onore. Forse l'aspettativa era stata illusoria, o il tempo trascorso ha remato contro la perfetta riuscita di un'opera che avrebbe potuto avere qualche ambizione in più. Rimane il fatto che The Twelve, di Straczynski e Weston, è una variazione sul tema che merita comunque la lettura. Una storia di supereroi fuori dall'attuale trend commerciale, slegata da grandi eventi, reboot e altro ciarpame, in grado di regalare più di un brivido al lettore. Tra tante offerte dozzinali, questa sporca dozzina di vigilanti redivivi conserva ad ogni modo un suo appeal, grazie anche alle seducenti matite di Chris Weston, sempre ispirato e a suo agio in una quantità di generi differenti.
Dopotutto, può darsi anche che il sonno criogenico durato quasi un lustro, autentico flagello di molte altre serie a fumetti firmate da autori blasonati, sia la vera ragione di questa parziale delusione, e che i lettori che si accosteranno alle dodici maschere perdute per la prima volta nell'interezza della loro storia possano goderne la lettura in modo più uniforme.



Questa recensione è stata pubblicata anche su Fantasymagazine.

[Articolo di Filippo Messina]

 

sabato 25 agosto 2012

ARRIVI FUMETTERIA DAL 13/08/12 AL 25/08/12

 


ASTORINA

Diabolik Swiisss 219  € 2,20

AUREA EDITORIALE

Aurea Comix 27: Dago 79 € 10,90
Dago  Anno XVIII 8  € 2,70
Dago Collezione Tuttocolore 34 € 6,90



BONELLI

Zagor 616  € 2,90
Tex 622   € 2,90
Martin Mystere 322  € 5,00

CORRIERE DELLA SERA

Mytico 19  € 1,99
Mytico 20  € 1,99



GAZZETTA DELLO SPORT

PK - il Mito 28 € 9,99
PK - il Mito 29 € 9,99
Ultimate Spider-Man collection 7 € 9,99
Ultimate Spider-Man collection 8 € 9,99


ITALY COMICS

Irredimibile TP Volume 2  € 13,90



KAPPA EDIZIONI

Walter Golden e il Bosco al di là del Mondo € 15,00
Zeno Porno: La magnifica desolazione € 17,00


LA REPUBBLICA

Zagor Collezione Storica a Colori 27  € 6,90
Zagor Collezione Storica a Colori 28  € 6,90



MAGIC PRESS

Un bel vedere (B-Chiku) € 6,90

PANINI

Collezione 100% Cult Comics - Lo strano talento di Luther Strode  € 14,00
Collezione 100% Cult Comics - Conan 18 € 13,00
Collezione 100% Cult Comics - I Mondi di Thorgal: Kriss di Valnor 1 € 14,00
Collezione 100% Marvel - X-Men First Class 4 € 15,00
Comics U.S.A. 59: Stephen King: N 2 € 3,50
Fantastici Quattro 335 € 3,50
Hulk e i Difensori 2  € 3,50
Marvel Best Sellers 3 - Wolverine: Snikt € 5,50
Marvel Saga 15: Spider-Man di John Romita Jr. 3 € 6,00
Panini Comics Mix 33: Superior 4 € 3,00
Collezione 100% Cult Comics: Thorgal 8 € 19,00
X-Men deluxe Presenta 209 € 6,00
X-Statix Collection 4 € 15,00



PLANET MANGA

A Lollipop Or A Bullet - Proiettili di Zucchero 1  € 7,50
Gantz 32 € 5,90
Koushi Rikudou Super Pack [Contiene: Deathless 1 + Echo Zeon 1] € 10,90
La mia Maetel 1 € 6,50
Manga Zero 3: Kaitaishinsho - il Libro dei Demoni 3  € 3,90
Planet Manga Presenta 51: I Signori dei Mostri 15  € 4,20
Manga Graphic Novel 89: Cloudy Sky & Prism & Solar Car 2  € 4,50


RW - LION

Justice League International 2 € 27,95
Superman - New 52 nr. 4 (63) € 3,95
Justice League - New 52 nr. 4 € 3,95



RW - LINEA CHIARA

Cosa Nostra 4 € 12,95

STAR COMICS

Action 226: Kurohime 18  € 3,90
Amici 178: Love Begins 10 € 4,20
Dragon Ball Evergreen Edition 11 € 4,20
Greatest 151: Toriko 4 € 4,20
Law  3 € 2,70
Turn Over 146: Switch Girl 15 € 3,90
Storie di Kappa  207: Ghost In The Shell - Stand Alone Complex 4 € 6,50






giovedì 23 agosto 2012

Dago: un filo per il labirinto editoriale


Dago, personaggio nato nel 1980 dalla penna dell'autore paraguaiano Robin Wood, e plasmato graficamente dal pennello di Alberto Salinas, è sicuramente uno degli eroi a fumetti più amato anche dai lettori italiani che ne seguono le avventure da decenni. Non a caso, nel nostro paese, contiamo numerose testate intitolate a Dago, tra ristampe, serie inedite e ristampe ritoccate. Un vero caos editoriale che, pur non creando troppi problemi ai fans di vecchia data del giannizzero nero, suscitano di frequente dubbi tra i neofiti, spaesati tra tante serie e riedizioni, ristampe e racconti fuori continuity. Quello che ci preme fornire in questa nota non è dunque una presentazione o un commento alla lunga saga iniziata in Argentina nei lontani anni ottanta, ma semplicemente una visione più chiara per districarsi tra le varie serie e permettere ai nuovi lettori di individuare il punto di approccio alle storie che ritengono più agevole. Se Wikipediaè sempre un mezzo formidabile, che anche in questo caso offre informazioni illuminanti, non tutti hanno l'agio o la pazienza per estrarne il giusto filo di Arianna. Vediamo quindi di organizzare un breve elenco ragionato, una sorta di pratica bussola che possa permettere ai tanti lettori tuttora confusi di orientarsi tra le tante serie in cui appare il loro eroe preferito.


Dago, la serie storica firmata da Robin Wood, appare per la prima volta in Italia serializzata su Lanciostory nel 1983 e prosegue sulla rivista antologica da allora, resistendo alle varie trasformazioni editoriali e al passaggio da Lancio a Eura e quindi ad Aurea Editoriale. All'inizio degli anni novanta, la prima parte della serie intitolata a Dago già presentata su Lanciostory è stata oggetto di ristampa sotto forma di inserti staccabili allegati al settimanale gemello Skorpio. Forma di riedizione con cui l'Eura ripropose, in quegli anni, molte delle serie già pubblicate nelle decadi passate.

Veniamo ora alle caratteristiche delle attuali serie monografiche. Per intenderci, quelle con formato bonelliano e i volumi a colori (cartonati e brossurati).

RISTAMPA DAGO  E' la ristampa cronologica della prima, originale serie di Dago, scritta dall'autore Robin Wood, già pubblicata a episodi su Lanciostory nell'arco di molti anni e ripresentata sotto forma di inserto su Skorpio.

DAGO (Serie numerata in annate) E' una serie PARALLELA e successiva a quella pubblicata prima su Lanciostory e quindi su Dago Ristampa. Inoltre non è scritta dal suo autore principale Robin Wood, qui presente solo nel ruolo di supervisore della collana. Presenta storie indipendenti dalla serie madre, approfondendo o recuperando alcuni dettagli del passato del protagonista. E' articolata in racconti autoconclusivi ed è scritta da altri autori.

DAGO COLLANA AUREA COMIX (prima Euramaster, volumi a colori cartonati)E' la ristampa della SERIE ORIGINALE di Dago colorata per l'occasione. Per intenderci, la stessa serie scritta da Wood e disegnata da Salinas e in seguito da Carlos Gomez, e ancora oggi serializzata con le storie inedite su Lanciostory.

DAGO TUTTOCOLORE (serie brossurata) – Si tratta di una SECONDA RISTAMPA sempre della serie originale. Ulteriormente ricolorata e rimontata. E' più avanti rispetto alla collana cartonata (ogni volume di Tuttocolore contiene circa quattro volumi della ristampa precedente). Pare che in entrambe le edizioni a colori alcune tavole siano state rimaneggiate, a volte perdendo per strada pezzi di trama. Cosa che fa comprensibilmente infuriare gli estimatori della serie.

Per concludere, la domanda che, come operatori di fumetteria, ci sentiamo rivolgere spesso è: attualmente quali pubblicazioni intitolate a Dago contengono storie inedite?

Risposta: le avventure inedite di Dago per quanto riguarda la serie originale firmata dal suo autore, Robin Wood, sono tuttora pubblicate sulla rivista Lanciostory (e andranno a confluire, con il tempo, nella collana di ristampe intitolata, per l'appunto Ristampa Dago. Inoltre, sono inedite le storie “fuori cronologia” presentate dal brossurato Dago, e che segue una numerazione annuale.

Sperando di essere stati utili, per dei dettagli più tecnici vi rimandiamo a questa esauriente cronologia.




martedì 21 agosto 2012

Sergio Toppi (1932 - 2012)


Agosto 2012. Oggi ci abbandona anche Sergio Toppi, all'età di ottant'anni, dopo una carriera lunghissima che lascerà un vuoto immenso nel panorama del fumetto internazionale e nel cuore di quanti hanno amato lui e la sua arte. Non c'è molto che valga veramente la pena di dire, in questo caso come nei precedenti lutti che nell'ultimo anno hanno funestato il mondo della nona arte. Toppi era un artista completo, un pittore dal talento immenso e un narratore per immagini di rara potenza, la cui identità rimane saldamente legata a uno stile inconfondibile, inimitabile, fatto di una precisione certosina e di un'inestimabile ricchezza dei dettagli. Tra le sue opere, giusto per onorarlo, ci limitiamo a citare la storica collaborazione con il Corriere dei Piccoli, la celebre serie de Il Collezionista, e la sua reinterpretazione dei Tarocchi.
E tanto basti, e siano le sue opere a rammentare la grandezza della perdita. Tutto il resto, come recita Amleto, è silenzio.


lunedì 20 agosto 2012

Rachel Rising Vol. 1


Rachel emerge da una fossa, scavando furiosamente. Gli occhi iniettati di sangue, un significativo livido intorno al collo. Eppure è ancora viva, immemore delle ore precedenti. Confusa, sporca, ma viva. Mentre tenta di tornare alla propria esistenza e mettere insieme i pezzi dell'enigma che l'ha condotta a giacere in quella fossa, tutto intorno a lei sembra impazzire e prendere una piega inquietante, fino all'incontro con una bambina il cui nome, Zoe, significa Vita. Ma niente, nel nuovo mondo di Rachel, alla ricerca di chi l'ha assassinata, è più quel che appare a un primo sguardo...


Dopo essersi affermato negli anni novanta nell'ambito dell'editoria indipendente con la lunga saga Strangers in Paradise, e l'escursione nell'avventura fantascientifica (con sprazzi supereroistici) intitolata Echo, il creativo Terry Moore esplora con il suo stile inconfondibile e le sue caratterizzazioni a tutto tondo il genere dell'horror soprannaturale. Il primo volume di Rachel Rising, edito in Italia dalla sempre più lanciata Bao Publishing, presenta al lettore tutte le caratteristiche che gli ammiratori di quella strana creatura, un po' noir, un po' soap opera che era Strangers in Paradise, rammentano. Il ritmo pacato, scosso da inattese impennate. L'ironia sottile e i dialoghi densi, teatrali, in netto contrasto con le esplosioni di violenza e gli elementi splatter che Moore non ha mai lesinato. Così come i disegni dettagliati, gli scenari curatissimi dove i personaggi si muovono simili agli attori di una compagnia che conosciamo bene. 


Se Strangers in Paradise era un fumetto per molti versi sperimentale, che proprio in quanto indipendente poteva permettersi di infischiarsene delle regole narrative ed editoriali e cercare strade proprie, Rachel Rising, almeno in questo primo ciclo, sembra andare oltre e attingere a un surrealismo radicale, presentando atmosfere e situazioni enigmatiche che a tratti ricordano certe opere cinematografiche di David Lynch. Una vicenda dai contenuti oscuri, uno svolgimento criptico dove al quotidiano si alternano accadimenti fantastici difficili da decifrare. E personaggi bizzarri, nevrotici, dalla psicologia sfuggente. La figura androgina della tanatologa che conversa con i defunti fino a perdere il senso della realtà, è da questo punto di vista rappresentativa, e fornisce una delle caratterizzazioni più dirompenti di questa nuova, inquietante opera di Moore. Poi c'è l'orrore. Visivo e concettuale, ammantato di un misticismo ancora da decifrare, che si manifesta attraverso dettagli raccapriccianti e misteriose apparizioni. Una serie di efferati delitti apparentemente senza senso. La presenza di un arcano burattinaio ed enigmatici spiriti totemici sono i semi per un racconto fantastico la cui destinazione è un mistero ancora più profondo.


L'inizio che pare suggerire una storia di vendetta dall'oltretomba, muta presto direzione lasciando interdetti, e da il via a un'avventura che potrebbe ridefinire il concetto di morto vivente. Fantasmi? Stregoneria? Incubi? Il sinistro surreale narrato da Terry Moore ha il sapore inafferrabile delle sue precedenti creazioni. Atipiche, spiazzanti, a volte irritanti, ma sempre basate su un'affascinante e complessa architettura. La prosa di Moore è tanto più crudele quanto più riesce a illuderci di essere al sicuro. Di trovarci all'interno di una storia tradizionale, dove i personaggi rispondono a una fisiognomica già collaudata, spesso bonaria se non buffa. A un linguaggio leggero, ricco di battute mirate a suscitare il sorriso. Il seguente pugno nello stomaco farà ancora più male. L'improvvisa caduta di maschere rassicuranti, le presenze sovrannaturali, ancora senza nome, lacerano il tessuto del racconto e lo fanno deragliare dai binari previsti con effetti sconcertanti.
Se le promesse presenti in questo primo tomo di Rachel Rising saranno mantenute, Terry Moore avrà definitivamente sdoganato uno stile personalissimo e sorprendentemente duttile. Indipendente dai generi come dalle griglie editoriali, evadendo come Rachel – speriamo definitivamente – dalla fossa della prevedibilità e dei tanti cliché commerciali.


Questa recensione è stata pubblicata anche su Fantasymagazine.


[Articolo di Filippo Messina]


martedì 14 agosto 2012

Buon Ferragosto 2012


Nella settimana di Ferragosto, il fornitore si prende una pausa. Noi non chiudiamo, ma le nuove uscite arriveranno sugli scaffali a partire dalla seconda metà del mese. Una breve, brevissima pausa, quindi, mentre questa soffocante estate entra nel vivo. Non ci resta che augurarvi buon Ferragosto. A presto.