martedì 11 maggio 2010

Il Canemucco


C’era grande attesa per Il Canemucco, nuova rivista edita da Coniglio e ribalta cartacea per quel Capitan Fracassa del fumetto italiano che risponde al nome di Makkox. Dopo Le [di]visioni imperfette, coronamento editoriale del folgorante esordio sul web, il Carro di Tespi del signor Marco Dambrosio ha imboccato la strada della rivista, e il risultato è semplicemente strepitoso. L’attesa si è conclusa con una nuova, emozionante sorpresa. Alzato il sipario, il Matamoro, l’Ingenua, il Leandro e persino l’Erode sono tornati a calcare le tavole. Tavole di un palcoscenico di carta luminoso e vitale. Un piccolo miracolo narrativo che lascia senza parole per l’impeccabilità del ritmo, la perfezione dei dialoghi affilati come scimitarre, gli intrecci labirintici del racconto e le sue intuizioni poetiche, affidate a un disegno sempre più espressivo e di grande piacevolezza. 

Il racconto intitolato La Vasca, portata principale del primo numero di questa rivista cui auguriamo lunga vita, fuga ogni dubbio residuo che la struttura frammentata de Le [di]visioni imperfette poteva ancora suscitare. Makkox è un artista completo nel senso più pieno del termine, in grado di modellare parole, segni e colori in una forma del tutto nuova per il media fumetto. Lo dimostrano la trama solidissima e le pittoresche caratterizzazioni, mai scontate e gestite con coerenza fino alla fine. Come abbiamo scritto in passato, quello di Makkox ci appare come un teatro su carta, moderno e nello stesso tempo radicato negli esperimenti più nobili del passato recente. La vicenda noir, arricchita da un retrogusto dolceamaro di novella morale, diverte e commuove a ogni pagina. I dialoghi, teatralissimi, spaccherebbero tutto se affidati ad attori navigati, ma i disegni dell’autore (verrebbe quasi da dire, i suoi burattini) sostituiscono alla voce un veicolo visivo non meno efficace, che artiglia il suo pubblico intossicandolo all’istante di colori e arguzia. Molte tavole de La Vasca sarebbero da incorniciare, e molti dialoghi da adottare in scuole di recitazione. Il monologo sul pacchero è irresistibile, così come la conversazione iniziale con i personaggi fuori campo. Un fumetto strano che più strano non si può, in definitiva. E non certo perché il suo autore è emerso dal web, non tanto per il suo personale modo di gestire la tavola disegnata, e per i tecnicismi già sviscerati altrove. Ma per il merito di restituire finalmente dignità alle parole, e per il suo essere, in qualche modo, letteratura (anche) disegnata. Miei cari lettori di fumetti, verrebbe da dire: Makkox vi ha fregato. E’ riuscito a farvi leggere e apprezzare la parola scritta senza quasi rendervene conto, e per questo merita un grosso applauso.

Al di là dello stile grafico personalissimo che sembra acquistare energia a ogni nuovo titolo, Makkox si dimostra un narratore di caratura consistente. La lunghezza tutto sommato modesta del racconto nasconde in realtà una montagna di contenuti da scoprire a ogni nuova lettura. Un protagonista, Don Mimì Barbarossa, che buca letteralmente la pagina come non avveniva da tempo in un fumetto nostrano. Questo malavitoso filosofo, dispensatore di battute sagaci e inarrestabile schiacciasassi umano, ci fa tornare alla memoria pagine felici della giallistica moderna, soprattutto Manuel Vázquez Montalbán. E anche le sagome di personaggi sdoganati al cinema da Quentin Tarantino e Luc Besson, ma con un cuore che più italiano non si può. Un vero gioiello di caratterizzazione linguistica e grafica che ci piacerebbe rivedere in futuro in altre storie. Ma questo lo deciderà Makkox.

Il Canemucco è una rivista, e in quanto tale a più voci. Lodevole il proposito di aprire alla narrativa dando spazio a racconti brevi. Peccato che in questo primo numero nessun titolo brilli quanto il fumetto di apertura, ma l’esperimento è appena iniziato e potrebbe carburare. Altro discorso per i fumetti degli autori ospiti. Divertente l’intervento di Laura Scarpa con il suo Pagare un funerale. Un breve racconto intriso di humor nero e gentile malinconia. Spumeggiante quanto basta Con l’Anonimo, fumetto firmato da Zerocalcare, piccolo scherzo kafkiano sulle ossessioni quotidiane che ben si colloca nel sommario della nuova rivista di Coniglio editore.
Il Canemucco, imbarcazione che prende il nome dall’amico a quattro zampe del suo capitano, è appena salpato. Con il vento in poppa, potremmo dire. E un carico di belle speranze per i numeri che verranno, ma soprattutto per il fumetto italiano. Auguriamoci che il talento di Makkox e il suo interessante approccio creativo possano farsi strada nelle fumetterie come nelle coscienze dei lettori più indolenti, e riesca a sdoganare una volta per tutte un modo di leggere differente. Una lettura profonda, dove i colori sono parole, le silhouette verbi, ogni personaggio un’emozione.

Sipario.




Questa recensione è stata pubblicata anche su Fumettidicarta.


[Articolo di Filippo Messina]

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