martedì 10 dicembre 2019

Train to Busan, di Yeon Sang-Ho


"Train to Busan" è uno zombi-movie sud coreano diretto nel 2016 da Yeon Sang-ho, e grosso successo in Asia, tanto da generare immediatamente un prequel animato (diretto dallo stesso regista e incluso nella versione home video uscita anche in Italia) e un sequel, che dovrebbe uscire nell'ormai vicino 2020. Il film di Yeon Sang-ho gestisce un plot abusatissimo con un mestiere inattaccabile. Un'epidemia zombi si scatena per cause vaghe e irrilevanti (come sempre), ma la storia che noi seguiremo sarà il destino dei passeggeri di un treno diretto a Busan. Treno su cui è appena salita una persona che ha contratto il mostruoso contagio che presto dilagherà sul treno in corsa, trasformandolo in un inferno su ruote. Gli zombi di questa versione appartengono alla tradizione velocista. Sono snodati, feroci, tarantolati, e il loro numero cresce con una velocità impressionante (la trasmissione e il decorso del virus sono rapidissimi). Presto diventano un'orda simile a cavallette fameliche, e per un giovane manager, che sta accompagnando la figlioletta in visita dalla madre da cui sta divorziando, sarà l'inizio di un'odissea insanguinata, mentre il treno viaggia verso quella che (forse) è l'ultima stazione sicura. Lo svolgimento della trama sarebbe da manuale. Ma le modalità con cui tutto ci viene raccontato sono impeccabili. "Train to Busan" non dà tregua. E' una corsa a perdifiato tra le varie carrozze, una più insidiosa dell'altra, e una carrellata di personaggi caratterizzati, dei quali per una volta ci preoccupiamo per davvero. Non manca un pizzico di melodramma molto orientale. E alla fine del film ci sentiamo spossati. Una sorpresa da non farsi sfuggire.

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