giovedì 21 novembre 2019

Baldada triste de trompeta: a proposito di Joker e di pagliacci folli...


Fa un curioso effetto rivedere oggi "Balada triste de trompeta", film che Alex De la Iglesia realizzò nel 2010, e arrivato da noi con il titolo italiano "Ballata dell'odio e dell'amore" (che come al solito, finisce con il banalizzare tutto). L'effetto più strano, più paradossale, è quello di sentirsi spinti a pensare che un film che si proponesse di narrare in modo allegorico, sociale e politico le origini del Joker, era già stato fatto molto prima dei fasti di Todd Phililips. Ed è questo. C'è da dire che il cinema di Alex De la Iglesia è difficilmente classificabile da sempre. Riconoscibile e nello stesso tempo impossibile da incasellare. Grottesco, drammatico, ironico, impegnato, allucinato, satirico... e chi più ne ha più ne metta.
Ad accendere la miccia di una risata terrorizzante qui è un quadro politico e storico truce. Prima la guerra civile spagnola, poi gli ultimi colpi di coda della dittatura franchista. Ma anche l'eterna tragedia della gente comune, la gente povera, disperata e disadattata, che magari cerca nell'arte una possibilità di fuga da una realtà troppo crudele. Nel film di De la Iglesia i Joker sono addirittura due. Entrambi generati da un humus culturale e politico tossico, emblemi di una contrapposizione manichea che finisce solo per distruggere e per distruggersi. Tra violenza e risate, lazzi e paura, espressione di un paese allo sbando che danza sull'orlo di un abisso senza fondo. Tra invenzioni visive indimenticabili, personaggi esplosivi e persino citazioni cinefile imprevedibili (da Alfred Hitchcock a Tim Burton), "Balada triste de trompeta" presenta un circolo vizioso inquietante e amaro. L'alternanza tra farsa e tragedia, che si alimentano a vicenda come luce e ombra, bene e male. E tanto, tanto altro, in mezzo a un caos sociale e storico che sembra non mostrare scampo. E in questo interregno, come diceva Gramsci, nascono i fenomeni più aberranti, che si mostrano a noi, pubblico stupefatto, con le eterne due maschere del teatro. Il sorriso e le lacrime.
Sì, il film sulle origini di Joker, esisteva già. Ed era perfetto.

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