venerdì 17 marzo 2017

Movida, ancora Movida, sempre Movida...


Dopo aver vissuto per 15 anni in Vucciria, assistendo al sorgere, alla crescita, e al caglio della Movida palermitana, resto di sasso nel leggere i commenti agli articoli che periodicamente sono a questi dedicata. Non sempre si tratta del quartiere suddetto, ma l'argomento è il medesimo. Residenti ridotti a ostaggi di un baccanale che di anno in anno è andato sempre più fuori controllo. Perché in realtà parliamo di rave nel cuore della città e non della vera movida (che sarebbe itinerante) di origine spagnola. I problemi (seri) sono sempre quelli: il frastuono che toglie il sonno ai residenti, le risse, gli androni trasformati in latrine, il vandalismo (quante notti di assedio, ricordo) il sesso consumato a cielo aperto (personalmente, la cosa che mi darebbe meno fastidio, se non fosse che a innescarlo c'è molto altro), e illegalità crescente fino a sconfinare in scippi, rapine e pericolo per l'incolumità. In questi giorni emerge il problema dell'Olivella, in cui un comitato di residenti e commercianti si è visto costretto a ricorrere a un'azienda di vigilanza privata. Misura, tra l'altro, buona appena come deterrente, e del tutto inutile. Naturali (e anche corretti) gli attacchi al sindaco in carica (e in campagna elettorale), se non fosse che questo problema cittadino dura ormai da decenni, e sia stato tramandato da diverse amministrazioni comunali che oggi condividono la responsabilità della sua forma cronica.

Quello che mi gela, sono i commenti (immancabili). Commenti cui è impossibile rispondere. Commenti di individui con cui è impossibile il dialogo. Commenti che suonano "Non è affatto vero quel che dite, non è vero quel che è scritto...". Negazione pura e semplice, senza troppa fatica. Seguono inviti a godersi la città e ad apprezzarne la bellezza e l'allegria. Da un lato un serissimo problema di degrado, in cui è forte la cultura mafiosa dell'illegalità. Dall'altro l'accettazione passiva di un degrado che evidentemente è percepito come ricreativo.

Vedere questo mi confonde ancor di più dell'orrore urbano prodotto dall'assenza di regole. Mi fa capire che gli alieni esistono. Lo siamo l'uno per l'altro. E non dobbiamo neppure sforzarci di andare su un altro pianeta per fare incontri ravvicinati.

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