Ci sono libri per bambini che si limitano a raccontare una storia, e altri che ti invitano a entrarci dentro. Berry e il libro dei sogni di Antonio Mineccia appartiene decisamente alla seconda categoria.
Qui il confine tra testo e immagine si dissolve. Le illustrazioni non sono un semplice contorno, ma parte integrante del racconto, piene di dettagli che spingono a soffermarsi, cercare, scoprire. È uno di quei libri che un bambino non si limita a leggere, ma esplora.
L’idea di base è affascinante: un guardiano dei sogni, un libro capace di plasmare la realtà onirica e due bambini che finiscono per usarlo in modi molto diversi. Da una parte l’immaginazione come scoperta, dall’altra come fuga e desiderio di controllo. Ne nasce una piccola avventura fantastica, vivace e a tratti sorprendente.
Le trovate visive sono il vero punto di forza: personaggi bizzarri, trasformazioni continue, invenzioni che funzionano proprio perché pensate in simbiosi con il disegno. Il tutto sostenuto da uno stile colorato e immediato, che cattura facilmente l’attenzione.
Il messaggio è chiaro e forse familiare, ma adatto al pubblico a cui si rivolge: empatia, crescita e la possibilità di cambiare prospettiva.
Nel complesso, un albo illustrato piacevole, curato e pieno di fantasia. Un esordio che lascia ben sperare.


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