sabato 10 marzo 2012

ARRIVI FUMETTERIA DAL 05/03/12 AL 10/03/12



AUREA EDITORIALE

Aurea Comix 22: Dago 76 € 10,90

BALDINI E CASTOLDI

Stefano Disegni - Indemoniato € 24,00



BONELLI

Tex 617 € 2,70
Shangai Devil  6  € 2,70

GAZZETTA DELLO SPORT

Supereroi - Le leggende Marvel 44: X-Men: Exogeno € 9,99
PK - il Mito 5 € 9,99



GP PUBLISHING

GP Maniac 24: Durango 2 € 2,90

LA REPUBBLICA

Zagor Collezione Storica a Colori 4 € 6,90


LIZARD

Corto Maltese: Una ballata del mare salato € 30,00

MAGIC PRESS

Bouncer - L'integrale 2 € 14,00
Judge Dredd - Heavy Metal Dredd € 13,00


PANINI

Capitan America 22 € 3,50
Iron Man e i Potenti Vendicatori 48 € 3,50
Marvel Gold - Omega Classic € 18,00
Marvel Mega 76: Speciale Fear Itself: Wolverine e X-Force € 5,50
Marvel Miniserie 123: Fear Itself - Il potere della paura 5 € 3,00
Marvel Mix 99 - Thunderbolts: Fear Itself € 5,50
Panini Comics Presenta 23: Kick-Ass 1 € 3,00
Thor 156 € 4,00
Ultimate Comics 11: Ultimate Fallout 2 € 3,30
Ultimate Comics Avengers 12 € 3,00
L'Uomo Ragno - Spider-Man 577 € 3,30
X-Men 261 € 4,00



PLANET MANGA

Collana Planet 132: La Leggenda di Arata 10 € 4,30
Deadman Wonderland - Il carcere della morte 9 € 5,90
Manga Superstars 85 - Code: Breaker 13 € 3,90
Spice and Wolf 5 € 5,90



STAR COMICS

Dragon 165: Psyren 13 € 3,90
Express 150: Rinne 5 € 4,20












giovedì 8 marzo 2012

The Goon: Il giorno dell'Avvoltoio



Zombi, stregoneria, licantropi, scienziati pazzi, pulp e... testosterone.

Ma anche... alieni, folletti, troll, ragni giganti, pop e... ancora testosterone.


Esistono fumetti che più americani non si può, tanto sono debitori alla cultura, ai trend e a specifiche fonti statunitensi. E’ il caso di The Goon, di Eric Powell, che la Panini Comics ripropone in questi giorni facendo uscire contemporaneamente i primi tre volumi della versione colorata della serie targata Dark Horse (“Il Giorno dell'Avvoltoio”, “La mia infanzia criminale”, “Cumuli di macerie”) già apparsa anni fa in Italia per l’etichetta Magic Press. 
Un fumetto già molto popolare in patria, del quale (dopo un cortometraggio diffuso con la funzione di traino) si sta producendo un film di animazione che conterrà tutti gli ingredienti presenti nelle tavole disegnate. Ne abbiamo elencato qualcuno all’inizio della nostra riflessione: zombi, magia... e tipacci. Perché nonostante le apparenze, The Goon non è un fumetto sull’ennesima invasione dei morti viventi, non ha niente a che vedere con The Walking Dead e neppure con Hellboy (con cui condivide l’appartenenza alla scuderia Dark Horse), nonostante l’apparizione veloce di quest’ultimo in uno dei volumi. No, The Goon è un fumetto fuori di brocca, dove semplicemente va dentro tutto quello che di pulp, di sardonico e spettacolare la cultura americana abbia raccontato o sognato. E’ un fumetto che si rivolge a un pubblico maggiorenne, ma non necessariamente maturo. Non propone una scrittura particolarmente elaborata, e la sua struttura semplice, articolata in episodi per lo più autoconclusivi, lo rende affine (nella forma se non nella sostanza) ad altri universi immaginari come quello disneyano. Un mondo dove la magia esiste e non ha timore di manifestarsi, dove non morti, lupi mannari e vampiri sono all’ordine del giorno, e dove la criminalità organizzata s’intreccia con le farragini di un universo fantastico variegato, ironico e non necessariamente definito. Libero da vincoli e insofferente a qualunque impegno che non sia quello di suscitare divertimento.




The Goon (parola slang che equivale al nostro “sgherro” o “gorilla”) è l’inarrestabile tirapiedi di un invisibile boss della malavita in una cittadina che brulica letteralmente di creature fantastiche. Goon, che ha preso segretamente il posto del suo capo seguitando a simulare di esserne un sottoposto, è un personaggio a due dimensioni che avrebbe potuto esistere già in un cartoon degli anni sessanta. Antieroe apparentemente indistruttibile, Goon è di fatto la nemesi umana (o antropoide?) di tutto ciò che di soprannaturale osa attraversargli la strada. Simbolo di un machismo fuori tempo massimo, figlio della cultura pop statunitense e solo alla lontana cugino del più raffinato Hellboy. Eric Powell, autore completo di grande talento, non ha interesse a tessere complessi archi narrativi, né a conferire epicità alle sue saghe come sceglie (ed è in grado di fare) il più noto (per noi) Mike Mignola. Il suo programma è quello di offrire al lettore una colossale sbronza di citazionismo americano, un tuffo fumettistico nella memoria cinematografica e letteraria della propria cultura, trasformando tutti i mostri e le minacce dell’immaginario horror, e più genericamente fantastico, in caricature da abbattere come birilli. Potremmo dire che The Goon, più che delle sue storie vive dei personaggi che presenta. Come nel caso del sinistro e divertente Avvoltoio, nel primo volume della serie, in cui ci viene raccontata l’origine di una tetra creatura dichiaratamente ispirata ai malinconici cow boy dei vecchi western, ibridati con gli elementi dell’iconografia horror anni settanta. Un gustoso identikit che però ha il gusto dell’aperitivo, lasciando aperto il racconto a più seguiti possibili, ma senza un vero punto d’arrivo. Quel che conta è l’effetto immediato. Elettrizzante ed effimero come le bollicine di una bibita gasata.


Il lavoro di Eric Powell è esemplare (nonché molto caratteristico) nei suoi aspetti formali. Meno nella sostanza, che rimane di grande leggerezza e a tratti un po’ confusa. La festa per gli occhi e il divertimento per il ragazzo che resiste dentro ognuno di noi è però assicurata. E The Goon spacca (sì, come quell’altro della Marvel), affascinando con il suo gusto vagamente retrò e la sua semplicità fresca, ormai piuttosto rara in mezzo a tante produzioni a fumetti di caratura esile ma dalle intenzioni pretenziose. Un piccolo monumento al pop che offre una lettura gradevole e disimpegnata.
E a volte non c’è davvero bisogno d’altro.


[Articolo di Filippo Messina]




Questa recensione è stata pubblicata anche su Fumettidicarta.




sabato 3 marzo 2012

ARRIVI FUMETTERIA DAL 27/02/12 AL 03/03/12



001 EDIZIONI

Assassini vittoriani 3  € 18,00

Teenage Mutant Ninja Turtles 4 € 15,00

ALESSANDRO

Segmenti 1: Lexipolis € 18,99






ASTORINA

Diabolik   Anno 51 nr. 3 € 2,20


AUREA EDITORIALE

John Doe - Nuova Serie 17 € 3,00
Dago Collezione Tuttocolore 28 € 6,90


BD EDIZIONI

Jaques Tardi - La Guerra delle Trincee € 12,00
Neil Gaiman, Charles Vess - Istruzioni € 10,00


BONELLI

Tex nuova ristampa 299 € 2,70
Dylan Dog 306 € 2,70
Zagor 611 € 2,70
Julia 162 € 3,20
Dampyr  144 € 2,70


CONIGLIO EDITORE

Scuola di Fumetto 81 € 5,70


DINYT

GTO - Shonan 14 Days 8 € 6,90

GAZZETTA DELLO SPORT

PK - il Mito 4 € 9,99
Supereroi - Le leggende Marvel 43 - Thor: Se Asgard cadesse € 9,99


J-POP

Raiders 7 € 5,50
I Cavalieri dello Zodiaco - SaintSeiya: Next Dimension 3 € 6,00
Superior 8 € 4,80


LA REPUBBLICA

Zagor Collezione Storica a Colori 3 € 6,90

MAGIC PRESS

Itazura Na Kiss - In amore vince chi insiste 12 € 7,90
Lo Stupefacente Wolf-Man 1 € 15,00


MAX BUNKER PRESS

Alan Ford 513 € 4,00

PANINI

Panini Comics Mix 26 - Halo: Helljumper 3 € 3,00
I Vendicatori: La Leggenda 11 € 3,50
Assassin's Creed 2: Aquilus € 14,00
Assassin's Creed 3: Accipiter € 14,00
L'Incredibile Hulk 183 € 3,50
Spider-Man Universe 2: Venom 2 € 3,30
Collezione 100% Panini Comics - Joe Barr Team 3 € 13,00
Collezione 100% Panini Comics - The Goon 1 € 14,00
Collezione 100% Panini Comics - The Goon 2 € 14,00
Collezione 100% Panini Comics - The Goon 3 € 13,00
The Goon Superpack (1-2-3) € 36,00
Nirvana 3 € 2,90
Spawn 117 € 3,30



PLANET MANGA

Code Geass 16: Code Geass - Renya of Darkness 1 € 4,30
Planet Manga 110: Naruto 57 € 3,90
Manga Dream 130: Stardust Wink 7 € 4,30
Bleach 51 € 3,90
Raqiya 5 € 5,90
Taniguchi Collection - Garouden € 14,90


RW - GOEN

Sakura Mail 14 € 4,95
Yoichi, professione samurai 12 € 4,50


RW - LION

Batman illustrato da Tim Sale € 21,95
JSA: L'età dell'oro € 19,95
Batman 56 € 3,95
Mad #1: Mad e i supereroi 1 € 15,95
Swamp Thing di Alan Moore 3 € 29,95


STAR COMICS

Neverland 251: Inuyasha - New Edition 29 € 4,20
Young 214: One Piece Green € 5,50
Up 98: Nodame Cantabile 19 € 4,20



martedì 28 febbraio 2012

I paradossi di Lucia Annunziata


Dopo l'infelice uscita di Lucia Annunziata alla trasmissione Servizio Pubblico, dove, per parlare in difesa di Adriano Celentano e del suo sermone sanremese, aveva usato la fastidiosa iperbole «Difenderei Celentano anche se avesse detto che i gay andrebbero messi nei lager,» sembra che tra la nota giornalista e il mondo LGBT sia già stata sotterrata l'ascia di guerra. Non a caso, Lucia Annunziata dedicherà al tema dell'omofobia la puntata del suo programma In mezz'ora in onda su Rai 3 la prossima domenica 4 marzo. Un accordo che dovrebbe fare piazza pulita delle polemiche suscitate dalla sua battuta paradossale, e chiudere l'incidente una volta per tutte.

A nostro avviso, però, un paio di considerazioni meritano ancora di essere scritte. Soprattutto dopo la difesa dell'Annunziata posta in essere da un sorridente Enrico Mentana, in chiusura del servizio a lei dedicato sul Tg de La 7. Mentana affermava che tutti dovremmo forse maturare un laicismo più ampio, lasciar cadere i tabù e a non turbarci troppo quando vengono usate delle affermazioni chiaramente estremizzate a scopo dimostrativo.

Sembra tutto molto semplice, molto innocente, e definitivamente a posto. Eppure c'è qualcosa che non torna. Non si vuole insinuare, in questa sede, che Lucia Annunziata intendesse realmente difendere un atteggiamento ferocemente omofobo, né che Mentana lo abbia consapevolmente a sua volta ratificato. Il punto è che ci troviamo in presenza di due giornalisti di grande esperienza, che dovrebbero ben sapere che la scelta delle parole, se affrettata, può produrre enorme confusione nelle coscienze meno avvertite. E' palese che Lucia Annunziata non volesse fare altro che riciclare il contenuto del celebre (e oggi, temiamo, anche abusato oltre ogni logica) adagio attribuito a Voltaire: Trovo abominevoli le cose che dici, ma darò la vita perché tu possa dirle.”

Che Lucia Annunziata, anziché ripetere il vecchio detto abbia scelto di proferire direttamente qualcosa di abominevole, si potrebbe interpretare semplicemente come una sua scelta retorica. Ma bisogna tener presente che l'aforisma dello pseudo Voltaire (in realtà farina del sacco di una sua commentatrice del tempo) è un principio filosofico, non una norma di vita, e che oltre al sacrosanto diritto di espressione esistono altri due concetti che Annunziata e Mentana, vista la loro professione, dovrebbero tenere sempre presenti: quelli di consesso civile e ordinamento giuridico.

Perché questa pedanteria, come qualcuno sicuramente potrà definirla? Perché la libertà di parola è una bellissima cosa, ma va inserita in un contesto civile complesso, fatto di norme e relazioni sociali. E va rapportata attentamente con i concetti etici e giuridici di istigazione all'odio e apologia di reato. Qualcosa cui Lucia Annunziata prima ed Enrico Mentana dopo sembrano non aver pensato affatto, liquidando il tutto con una mera questione di paradosso e una massima filosofica che in sostanza avrebbe mandato assolto chiunque.

Ma è davvero così? Non le intenzioni dell'Annunziata. Stiamo parlando della presunta semplicità di un quadro sociale dove tutto può essere detto. Un paese la cui omofobia è emergente, bisognoso di essere istruito alla tolleranza e alla riscoperta del valore della storia, avrebbe, a nostro parere, meritato un po' di attenzione in più da parte di chi fa delle parole il proprio strumento di lavoro quotidiano.
Non riusciamo a liberarci dal sospetto che ci sia, tra l'altro, paradosso e paradosso. E che se Lucia Annunziata, invece che estremizzare sui gay, avesse detto «Avrei difeso Celentano anche se avesse detto che era un peccato che nei forni non fossero finiti più ebrei,» oppure «Lo avrei difeso anche se avesse detto che è lecito che un adulto faccia sesso con un bambino di otto anni,» la reazione sarebbe stata ancora più inviperita, trasversale e difficile da ridimensionare.
Forse nel pensare questo sbagliamo. Forse no. In ogni caso c'è da pensarci.

Resta l'intenzione del paradosso, d'accordo. Ma il sospetto che qualcosa di fuori posto, forse una scelta retorica superficiale, ci sia stato per davvero, proprio non riusciamo a scrollarcelo di dosso.
Se ne parlerà certamente ancora nella trasmissione In mezz'ora, dedicata (giustamente) al tema dell'omofobia.

lunedì 27 febbraio 2012

The Maxx Vol. 5


Ogni viaggio giunge a termine. Anche il lungo girovagare nell'Outback mentale di Julie, Maxx e Sara, ormai affidati alle arti di un Mr Gone misterioso quanto consapevole del suo ruolo catartico. Le metafore si fanno scoperte e graffianti, il delirio arriva scoppiettando al suo apice, e la fine del tragitto coinciderà con l'inizio di un nuovo cammino per ciascuno dei personaggi coinvolti...

Si conclude anche in Italia, dopo un'attesa durata ben tre anni, la saga onirica firmata da Sam Kieth (Sandman, Wolverine e Hulk: La storia di Po), in stato di grazia sulle tavole indimenticabili di questo quinto, ultimo volume. The Maxx, titolo che aveva esordito in America sotto l'ancora giovane etichetta Image (in seguito Wildstorm) era sbarcato nel nostro paese nel 2005 grazie alla Magic Press, che oggi – tenacemente, sia pure con grande ritardo –  propone il deflagrante finale.

Definire The Maxx di Sam Kieth non è mai stato semplice, e la sua conclusione non fa che confermare l'atipicità di un fumetto (e di un autore) dalla personalità inusuale e sfuggente. E' stato scritto che Maxx è un supereroe, ma anche un senza tetto di nome Dave che vive dentro uno scatolone, sorta di angelo custode della bella e problematica assistente sociale chiamata Julie, e occasionalmente di Sara, ragazzina nevrotica dal passato oscuro. La verità, su cui spesso si sorvola, è che The Maxx non è davvero un fumetto di supereroi. Potremmo, piuttosto, definirlo un fumetto antisupereroistico, molto più di tante blasonate opere revisioniste o fenomeni commerciali trend, che cercano di reinventare gli eroi in costume in modo moderno e  violento.


Non si tratta di spoiler, giacché l'opera è di per sé criptica e aperta alle interpretazioni, quanto piuttosto di una possibile chiave di lettura, se diciamo che The Maxx punta il dito contro il mito del supereroe in quanto simbolo dell'infanzia, della sua ingenuità e della visione manichea dell'esistenza propria di quel periodo. La scatola di cartone in cui Dave-Maxx vive è la metafora più estrema: il grembo materno da cui potrebbe scaturire di tutto, anche una forza inarrestabile, ma dove è sopratutto possibile raccogliersi ed estraniarsi dai mali del mondo. Julie, Sara e la stessa nemesi Mr Gone, mostrano personalità tormentate e una grande fatica a fare i conti con le proprie responsabilità. L'Outback, parola nella realtà riferita alle zone desertiche interne al continente australiano, è un piano mentale privo di confini (come il reale Outback), e pertanto riferito al mondo interiore dei vari protagonisti, cangiante e imprevedibile se relazionato con lo spazio soggettivo degli altri. In questo paesaggio irto di riferimenti psicanalitici, l'eroico Maxx è la sintesi della paura di crescere e di tutti i feticci dell'infanzia, vista come una rassicurante coperta che rischia però alla lunga di soffocare il suo ospite. Una beata immaturità, pronta a squarciarci quando il mondo reale, inevitabilmente arriverà a presentarci il conto.

La trama intessuta da Sam Kieth è fitta, e spesso è arduo guardarle attraverso, un po' come succede ai bambini quando spiano le cose dei grandi senza comprenderle del tutto. La stessa tuta di Maxx, la sua silhouette, non è di immediata comprensione, ma richiede la lettura dell'intera saga per svelare i suoi molti rimandi allegorici. In modo simile, lo stregone Mr Gone, villain sfuggente e dai piani farraginosi, è un personaggio da mettere insieme una tessera alla volta per poter decifrare il suo reale obbiettivo. Per un bimbo, crescere può essere un trauma, ma nello stesso tempo difficilmente rinuncerà al suo sentirsi grande. Il mondo dell'infanzia, con i suoi sogni, i suoi eroi possenti e senza macchia, le sue bellezze incontaminate e i suoi scenari incantevoli e spaventosi è,  secondo Sam Kieth, come una dolce trappola, capace di farci odiare e temere chi sta tentando in modo pertinace di liberarci.

La metafora alla base di The Maxx è vicina a una lettura postmoderna della storia di Peter Pan, dove l'Outback (anzi, gli Outback) sono speculari all'Isola che Non C'è. Non un idilliaco paradiso, ma un Eden avventuroso per i più giovani, dove la separazione tra i concetti di bene e male è netta, e la complessità della vita matura è bandita. Nel quinto e ultimo volume di The Maxx la parabola finalmente esplode, e siamo letteralmente sopraffatti da un caleidoscopio di apparizioni e racconti surreali fino al parossismo, fino all'abbandono della stessa ricerca di risposte e allo sprofondamento nel nostro Outback interiore. Là, dove in ognuno è esistito un Maxx, un paladino dei deboli, un benefattore volante o un letale pipistrello capaci di regalarci, in modo effimero, il miraggio di una semplicistica giustizia.
Raramente, in passato, Sam Kieth era stato così potente ed espressivo. Il suo stile inconfondibile e surreale, grottesco e plastico, raggiunge nel finale di The Maxx un climax emozionale che toglie il fiato e rende la storia di Dave, Julie e Sara un capolavoro compiuto. Dopo questo volume, forse, Maxx e il suo Outback non torneranno più, ma a noi lettori non sarà più possibile guardare agli eroi in costume con gli stessi occhi di un tempo.


Questa recensione è stata pubblicata anche su Fantasymagazine.


[Articolo di Filippo Messina]

sabato 25 febbraio 2012

ARRIVI FUMETTERIA DAL 20/02/12 AL 25/02/12



001 EDIZIONI


Testoni Stellari  € 4,00
Speederman 2 € 3,00


AUREA EDITORIALE


Dago  Anno XVIII nr. 2  € 2,70


BONELLI


Tutto Tex  491 € 2,70


DADA EDITORE


Cittadini dello spazio € 29,00


GAZZETTA DELLO SPORT


Supereroi - Le leggende Marvel 42: Fantastici Quattro: Risolvere ogni  cosa € 9,99
PK - il Mito  3 € 9,99



GP PUBLISHING


GP Deluxe 17: Monster Allergy 5 € 3,00
GP Club 24: Pretty guardian Sailor Moon Short Stories 2 € 4,50
GP Rival 30: Monster Hunter Episode 1 € 4,30
GP Candy 19: Forbidden Love 7 € 4,30




IF EDIZIONI


Collana Reprint - Grande Blek 108  € 6,00

J-POP


Ubel Blatt  11 € 5,90
X (Clamp) € 5,90


LA REPUBBLICA


Zagor Collezione Storica a Colori 2  € 6,90


MAGIC PRESS


Genius Family Company 5   € 7,90
Howard Cruse - Figlio di un preservativo bucato € 15,00


PANINI


Wolverine 266 € 4
Deadpool 9  € 3,5
L'Uomo Ragno - Spider-Man 576 € 3,30
L'Uomo Ragno - Spider-Man 576 Variant AltroQuando € 5
Marvel Crossover 73: Chaos War 3 € 5,5
Marvel Icon 6: L'incredibile Hulk: Chaos War € 5,3
Collezione 100% Marvel BEST - I Vendicatori: L'età degli Eroi € 13
Collezione 100% Panini Comics BEST: Gears of War 1 € 13
Punisher - Garth Ennis Collection 11 € 13
Marvel World 5 - X-Men: Preludio a Scisma € 4,30
Marvel Universe 11: Speciale X-Men/ Capitan America: Fuga dalla Zona  Negativa € 5,30
Conan - La spada selvaggia - 1979  € 25,00
Collezione 100% Panini Comics: Powers 1 - Nuova Edizione € 17,00
Collezione 100% Marvel -  Carnage: Faida di famiglia € 12,00
Collezione 100% Panini Comics - The Traveler 2 € 11,00
Collezione 100% Marvel Best - Wolverine: Evoluzione  € 12,00
Collezione 100% Panini Comics - Rage € 11,00




PLANET MANGA


Noritaka  13  € 5,90
Spice and Wolf 4  € 5,90
Manga Sun 92: 07-Ghost 6 € 4,3
Limit 3  € 5,9
Knights of Sidonia 4  € 5,9
Red Eyes 15  € 5,9
Vampire Princess 1  € 5,9
Amnesiac Kid'z 2 € 5,9




RW - LION


Batman - Arkham City  5 € 1,95
Freccia Verde TP 2  € 9,95
Supergirl TP 5 € 14,95
Superman Pack 2 [Contiene: Superman 57; Supergirl 5 cover Variant;  Superman e l'anello nero 2] € 28,75




STAR COMICS


Starlight 231: Utsuho 3 € 4,20
Amici 172: Love Begins 7  € 4,20
Dragon Ball Evergreen Edition 5   € 4,20
Must 14: Thermae Romae 3  € 5,90
Turn Over 141: Switch Girl 12  € 3,90
Storie di Kappa 201: Guyver 40 € 4,20