giovedì 12 settembre 2013

Abattoir: un reading, un ricordo...

 

Il collettivo Abattoir non è nuovo all'esperienza dei reading. Anzi, comincia a dimostrare una discreta disinvoltura. Come quella di ieri sera, 11 settembre 2013, sfoggiata nell'isola pedonale di piazza San Domenico, a Palermo. Un momento di creatività ben amalgamato con lo spazio urbano che ha riscosso seguito, consenso, applausi. Una scaletta di brani eterogenei, racconti e riflessioni, spesso a firma collettiva, letti con un buon ritmo e appeal teatrale. Intermezzi canori e un'esplosione di fresca creatività. In chiusura, è stato letto con un accompagnamento musicale un ricordo di Salvatore Rizzuto Adelfio, fondatore di Altroquando recentemente scomparso: Il supereroe con le bretellerosse, brano firmato da Marco Lo Cascio già pubblicato sul blog di Abattoir il cui testo riportiamo in fondo al post. Abbattoir è un collettivo culturale politicizzato molto attivo che conta parecchi punti di contatto con la filosofia alla base dell'esperienza di Altroquando. Il loro è un omaggio toccante e molto gradito, che esprime bene anche l'energia riflessiva di questa banda di giovani artisti emergenti.

IL SUPEREROE CON LE BRETELLE ROSSE
di Marco Lo Cascio

La parola “pregiudizio” assume quasi sempre un’accezione negativa, un giudizio prematuro nei confronti di qualcosa o qualcuno. In questo caso, per Salvatore Rizzuto Adelfio, quella parola voglio utilizzarla in maniera assolutamente positiva.

Salvatore, non ho avuto modo di conoscerti in modo diretto, non essendo un appassionato di fumetti sono entrato ben poche volte all’interno di quel tuo luogo speciale (Altroquando). In una di tali occasioni ti chiesi delle informazioni su uno specifico volume, mi rispondesti con cortesia e di te alcune cose (adesso che ci ripenso) mi rimasero impresse: la tua aria paciosa, la tua folta barba e le tue bretelle rosse. Non sono immagini nitide, solo piccoli frammenti che ricostruiscono vagamente un’immagine di te nella mia mente.
Avrei dovuto conoscerti il 20 agosto, noi di Abattoir avevamo fissato tale data per venire a trovarti, per confrontarci riguardo una collaborazione; fino all’ultimo momento ero incerto se esserci, per via della mia tendenza malinconica e per la natura del luogo che ti ha ospitato nei tuoi ultimi giorni. Ho pensato e ripensato se farmi sfuggire quest’occasione, ma poi decisi di coglierla; il motivo principale risiede nelle parole che ci hai regalato sul tuo blog, Sadeide.
Dopo averti letto per quasi un mese, decisi che volevo dare corpo a quelle parole, volevo conoscere l’autore di tanta vitalità, di tanta tenacia; avrei voluto osservare la tua gestualità, vedere nascere uno dei tanti sorrisi che ho visto attraverso le foto sul web. Sì, Salvatore, non ti conosco, ma il pregiudizio positivo nei tuoi riguardi nasce in modo spontaneo e vero; da quando ho cominciato a leggerti ho cercato di capire chi fossi. Chi sei Salvatore?
Hai aperto la prima fumetteria a Palermo, sei stato il primo obiettore di coscienza in Italia, orgogliosamente gay ti sei mosso in più direzioni per cercare di evitare che questa società attuasse la discriminazione o, peggio, la violenza nei confronti di un’entità sociale inutilmente incastrata in “quel” pregiudizio.
Uno dei primi aggettivi che mi è venuto in mente cercando di capire chi fossi è stato “attivista”.
Riguardo adesso il video che ritrae la tua lotta nei confronti delle assurdità di questo Paese, quel “I Love Milingo” che scatenò le forze dell’ordine all’interno di Altroquando, e le tue efficaci parole che non possono che suscitare ammirazione. Sono tante piccole parti di te che adesso cerco di ricomporre per cercare di conoscerti almeno un po’.
Sì, quell’incontro mancato mi ha suscitato un consistente rammarico. Quel 20 agosto chiesi se l’incontro fosse confermato e mi fu risposto di no, stavi male e dalla forza di volontà che trasuda dalle tue parole sul blog dovevi stare davvero male. I giorni seguenti aprivo Sadeide cercando la tua voce, speravo in un tuo nuovo post, ma purtroppo le ultime parole lette sono state riportate dalla persona che ti ama.
Noi di Abattoir abbiamo cercato la tua collaborazione per un evento da realizzare all’interno di Altroquando, la tua risposta alla nostra richiesta risulta essere un piccolo magnifico manifesto di ciò che sei:
«Io mi aspetto delle persone che abbiano qualcosa da esprimere o che cercano di esprimere qualcosa. Artista è un termine postumo, di me diranno era un artista quando sarò morto. Meglio vivo e cazzone. Bisogna imparare a giocare e giocare bene. Unico impegno metterci amore e passione. Il resto importa relativamente. Giochiamo?».
Quel “giochiamo?” alla fine delle tue parole mi ha colpito profondamente (come non potrebbe?), e non ti nascondo che mi ha provocato anche un certo senso di colpa, perché è facile in questa quotidianità lasciarsi trasportare dalla negatività e dalla staticità, ed invece tu, anche durante la fase finale della tua vita, manifestavi una vitalità ed un giocoso spirito assolutamente invidiabili. Quasi tutti individuano in un hospice un luogo nel quale morire con “dolcezza”, ed il segreto che scorgo nelle tue parole è che per te quella non era una permanenza verso la fine, ma semplicemente un luogo nel quale VIVERE una diversa fase della tua vita.
“Artista è un termine postumo”, anche io non sopporto tale termine; avevo preparato dei bozzetti per un’opera da esporre all’interno di Altroquando, speravo di poterti mostrare la mia idea e discuterne insieme. La collaborazione tra Altroquando e Abattoir ha come tema centrale quello dei supereroi, ovviamente cercando di vedere tale figura da una prospettiva diversa, e proprio tale tema sento che ti riguarda profondamente. La tua eccezionale normalità mi fa proprio pensare ad un supereroe privo di super poteri o gadget tecnologici, ma ricco di una vitalità e di un attivismo assolutamente non comuni. È per questo che giocando (come tu hai detto) ho pensato a te come al supereroe con le bretelle rosse.
In te sicuramente c’è qualcosa di speciale, e lo si evince dalle parole di tutti coloro che sono rimasti colpiti dalla tua scomparsa, dalle immense parole da te scritte, da quei piccoli frammenti che posso scorgere adesso di te; ma soprattutto mi colpisce il rammarico di quel mancato incontro che continua a non lasciarmi.
L’unica cosa che posso fare adesso è continuare a leggerti, traendo spunto per vivere con una prospettiva più giocosa e vitale; da quanto mi resta per poterti scorgere, comprendo che hai vissuto tutta una vita con la forza di un “normale” supereroe, il supereroe con le bretelle rosse.



 


domenica 25 agosto 2013

Salvatore Rizzuto Adelfio [1951-2013]



Edificio 17A – Il lungo sonno

Non so cosa sia successo. Sono andato via con la testa. Troppo fentanil, che è più potente della morfina. Quanto potente? Cento volte di più. Forse le due sostanze si sono incontrate e accumulate . Nessuno sa darmi spiegazioni. Nessuno. Tutti a preoccuparsi per me. Tutti a controllare che io fossi sveglio. Ricordo: l'incontro con una strana persona. Un'assemblea. Un gatto che girava su se stesso. Il nulla. Mi venivano in mente: l'immagine di mio fratello seduto sulla poltrona che c'è in camera. Mi parlavano anche Claudia e Filippo. Filippo che ho voluto abbracciare, che cercavo continuamente. Avrei voluto alzarmi. Ma tutti, compreso Giuseppe l'infermiere, anche lui presente nella stanza, si opponevano. Solo alle venti sono riuscito ad alzarmi. Ho mangiucchiato qualcosa. Mio fratello va via insieme a Filippo. Filippo per dare da mangiare a Giuggiola e Santino, i nostri due mici. Poi ritorna. Sempre accompagnato da Pino in macchina. Anche Claudia se ne torna a casa. Resto da solo con Filippo. Apro il Gohonzon. Faccio fatica a concludere la preghiera. Mi metto a scrivere queste note con continui flash. Non capisco se sono fatti realmente accaduti o sono cose che ho sognato in questi giorni. Interrompono la scrittura. Riprendo non riuscendo a capire del tutto. In fondo, questo mi ha spinto a fare cinque anni di analisi. Solo che adesso è diverso. Non mi fa più paura. Posso affrontarlo. Vivo battagliando continuamente. Se vinco o perdo è secondario. L'importante è come vivo questo. Io cerco di viverle da vero guerriero.

Palermo, 21 agosto 2013

Il lungo sonno è l'ultimo capitolo che Salvatore, mio compagno di vita per tredici anni, mi ha chiesto di rivedere prima che il veloce progredire della malattia mettesse fine a questa avventura letteraria. Un diario di vitalità e una testimonianza di dignità che merita una conclusione, sia pure non scritta dal suo autore principale.
Salvatore nella sua vita è stato mille cose. Tutte diverse. Ma non si è mai pianto addosso. Non più di cinque minuti, almeno. Non parlerò, per questo, del suo rapido declino, ma di quella luce che fino all'ultimo ha continuato a rischiarare quanti erano vicino a lui, nonostante la fine del viaggio fosse ormai vicina. Con questo diario, Salvatore ha mostrato a tutti il vero significato della parola resistenza, e l'inarrestabile forza di una creatività che non si arrende neppure davanti alla disfatta. Salvatore ha comunque vinto sulla malattia. Facendole le boccacce, osservandola, e crescendo in umanità fino all'ultimo giorno a dispetto di tutto. Guardandosi indietro, non poteva essere che così. Una mente come la sua, un cuore come il suo, che tanto hanno dato alla città di Palermo, vivono in queste pagine come in ogni iniziativa presa in una vita vissuta intensamente come pochi sono riusciti a fare.
Un guerriero del quotidiano, e un uomo capace di suscitare esplosioni artistiche in tutti coloro che lo avvicinavano, come un allegro contagio. Salvatore è stato questo: un meraviglioso catalizzatore di vita. Ci auguriamo tutti che continui a esserlo per quanti lo hanno conosciuto attraverso queste pagine.


Saluto l'amore della mia vita, il mio migliore amico, con una delle più note poesie di Eugenio Montale. Parole appropriate per una persona immensa come lui.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.


Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.



venerdì 16 agosto 2013

Edificio 17A - Il mare


Vieni a vedere il mio mare
io lo tengo nel cassetto.
Una conchiglia, due stelle
tre gocce di mare blu
un cavalluccio marino
e un sasso colore del sol
una manciata di sabbia...
...cantava Milva, in una vecchia canzone del 1961. Il mare a me, invece, lo hanno portato dentro due bottiglie. Conchiglia, sabbia e collanina marinara comprese. L'incredibile Piero è stato l'artefice di questo montaggio. Il mare rinchiuso in una bacinella blu con in fondo una conchiglia. Accanto la sabbia ancora umida chiusa in un contenitore per gelati. La crema solare come al mio solito l'ho rifiutata. Odio le creme, gli oli solari e tutto ciò che unge. Sì, è stato un attimo, ed ero al mare. E facevo ciaff ciaff con i piedi dentro la bacinella blu. Le foto di rito. Che vai a mare e non ti fai una foto da mostrare agli amici su facebook? E foto sia. Piero mi massaggia i piedi e mi riconduce al mare finto, e nello steso tempo, vero che ha portato per me.
Smontato il set ci ridiamo un po' su. E' quello che succede sempre quando si fanno gesti poetici.

[Disegno di Chiara Mazzola]









mercoledì 14 agosto 2013

Qualche arrivo ferragostano



Lo so. I report si sono fatti scarni ed essenziali Beh, todo cambia... ma l'estate resta e il ferragosto incombe. E mentre attendiamo di scoprire che cosa ne sarà della fumetteria Altroquando (perché il nome e le sue iniziative - abbiamo stabilito - continueranno comunque in un modo o nell'altro), vediamo che cosa è arrivato sui nostri scaffali in questi caldissimi giorni.

SALDAPRESS

The Walking Dead vol. 15


LION

Batman 16
Flash 16
Lanterna Verde 16
Justice League 16
Dark Universe 3
Batman, il Cavaliere Oscuro 4
Superman 16
Watchmen 12



PANINI

Nirvana 10
X-Men 278
Iron Man 4
Thor dio del tuono 3
Incredibili Avengers 4
Rat-Man Color Special 27



E detto questo... buon ferragosto. E si salvi chi può!








lunedì 12 agosto 2013

Lettera dell'attore Stephen Fry contro le Olimpiadi a Mosca.



Lettera dell'attore Stephen Fry contro le Olimpiadi a Mosca. 

“Gentile Primo Ministro, M Rogge, Lord Coe e membri del Comitato Olimpico Internazionale,Scrivo nella più sincera speranza che tutti quelli di voi con un minimo di spirito olimpico e amore per lo sport terranno a mente la macchia sui cinque Anelli Olimpici che venne lasciata quando gli stessi Giochi Olimpici di Berlino del 1936 proseguirono sotto l’esultante egida di un tiranno che, appena due anni prima, aveva tramutato in legge un decreto che isolava e perseguiva una minoranza sociale la cui unica colpa era quella di essere venuti al mondo. Nel suo caso, egli probì agli ebrei di ricoprire ruoli pubblici o accademici, si assicurò che la polizia fosse pronta a chiudere un occhio sopra ogni eventuale pestaggio, furto o umiliazione che venisse loro inflitto, bruciò e vietò libri scritti dagli stessi ebrei. Dichiarò che essi “inquinavano” la purezza e la tradizione di quello che doveva essere tedesco, che essi stessi erano una minaccia per lo stato, per i bambini e per il futuro del Reich. Incolpò loro simultaneamente per i crimini del Comunismo che si escludevano a vicenda e per voler controllare i capitali internazionali e le banche. Li incolpò di voler rovinare la cultura con il loro liberalismo e diversità. Il comitato olimpico del tempo prestò nessuna attenziona a questo male e diede il via alle note Olimpiadi di Berlino, con il solo risultato di fornire un palco ad un glorioso Führer e accrescere il suo prestigio in casa e all’estero. Gli diede confidenza. Tutti gli storici sono d’accordo su questo. Quello che poi egli fece con tale confidenza è noto a tutti noi.

Putin sta ripetendo questi crimini insani in maniera subdola, questa volta contro la comunità LGBT russa. Pestaggi, assassinii e umiliazioni sono ignorati dalla polizia. Ogni forma di difesa o di sana discussione dell’omosessualità è contro la legge. Ogni affermazione, per esempio, che Tchaikovsky fosse gay e che la sua arte e la sua vita riflettono la sua sessualità e sono di ispirazione per altri artisti gay verrebbe punita con la galera. Semplicemente non è abbastanza dire che gli olimpionici gay potrebbero o non potrebbero essere sicuri nel loro villaggio. Il Comitato Olimpico Internazionale deve, nella maniera più assoluta, prendere una ferma posizione a nome di tutta l’umanità che è chiamato a rappresentare contro tali leggi barbare e fasciste che Putin è riuscito a spingere nella Duma. Non ci dimentichiamo che gli eventi olimpici erano soliti essere non solo di natura atletica, ma includevano anche competizioni a livello culturale. Lo sport, ammettiamolo, è cultura. Lo sport non vive in una bolla al di fuori della società e della politica. L’idea che lo sport e la politica non siano connessi è peggiore dell’ipocrisia, peggiore della stupidità. È malvagiamente e volutamente sbagliato. Tutti sanno che la politica è legata a tutto per il significato stesso del termine “politica” dal grego “fare con il popolo”.

Un divieto assoluto ai Giochi Olimpici russi del 2014 a Sochi è semplicemente necessario. Fateli da qualche altra parte, in Utah, Lillyhammer, ovunque voi vogliate. Ad ogni costo, Putin non può essere visto come se avesse l’approvazione di tutto il mondo civilizzato.

Egli sta facendo della popolazione gay un capro espiatorio, proprio come Hitler fece con gli ebrei. Non possiamo permettergli di farla franca. So di cosa parlo. Ho visitato la Russia, ho fronteggiato il deputato che introdusse la prima di queste leggi, nella sua città di San Pietroburgo. Ho guardato in faccia quell’uomo e, di fronte ad una telecamera, ho provato a ragionare con lui, contraddirlo, fargli capire quello che stava per fare. Ciò che vidi in ritorno fu quello che Hannah Arendt chiamò, memorabilmente, “la banalità del maligno”. Un uomo stupido ma, così come tanti altri tiranni, uno con un naturale istinto per sfruttare una popolazione scontenta dando loro capri espiatori. Putin forse non è così brutale e stupido come il deputato Milonov ma i loro istinti sono gli stessi. Può anche affermare che i “valori” della Russia non sono i “valori” dell’occidente ma questo è in totale disaccordo con la filosofia di Pietro il Grande e contro le speranze di milioni di russi, quelli che non sono nella morsa di quella mistura tossica fatta della violenza delle teste rasate e religioni bigotte, quelli che stanno agonizzando mentre vedono la democrazia retrocedere e il sorgere di nuove autarchie, proprio nella stessa madre terra che già ne ha sofferto così tanto (e la cui musica, letteratura e teatro, tra l’altro, amo con passione).

Sono gay. Sono ebreo. Mia madre ha visto cadere più di una dozzina di parenti sotto l’anti-semitismo di Hitler. Ogni volta che in Russia (e ciò accade constantemente) un adolescente gay è costretto a suicidarsi, una ragazza lesbica violentata a fini “correttivi”, uomini e donne gay picchiati a morte dai nuovi delinquenti Nazi mentre la polizia russa se ne sta a guardare, il mondo si riduce e io, tra tutti, mi ritrovo a piangere ancora una volta nel vedere la storia che si ripete.

“Tutto quello di cui il male ha bisogno per trionfare sono uomini buoni che non facciano nulla”, così scrisse Edmund Burke. Uomini e donne del COI, siete voi quei “buoni” che permettono al male di trionfare?

Le Olimpiadi Estive del 2012 sono state uno dei momenti più gloriosi della mia vita e quella del mio Paese. Ci fossero i Giochi Olimpici russi, ciò macchierebbe per sempre l’intero movimento e spazzerebbe via tutta quella gloria. I Cinque Anelli ne rimarrebbero macchiati per sempre, imbrattati e rovinati agli occhi del mondo civilizzato.

Vi sto supplicando di resistere all pressioni del pragmatismo, dei soldi, della codardia oleosa dei diplomatici e innalzarvi risolutamente e con fierezza per l’umanità del mondo, come il vostro movimento è chiamato a fare. Sventolate la vostra bandiera olimpica con orgoglio proprio come noi uomini e donne gay sventoliamo la nostra bandiera arcobaleno con lo stesso orgoglio. Siate abbastanza coraggiosi da essere all’altezza dei giuramenti e dei protoccolli del vostro moviento, che ci terrei a ricordarvi di seguito:

Regola 4: Cooperare con le oganizazioni pubbliche o private competenti e le autorità nell’intento di mettere lo sport al servizio dell’umanità e di conseguenza di promuovere la pace.
Regola 6: Agire contro ogni forma di discriminazione che possa turbare il Movimento Olimpico
Regola 15: Incoraggiare e supportare le iniziative atte ad unire lo sport con la cultura e l’istruzione

Mi rivolgo specialmente a lei, Primo Ministro, uomo di cui ho il più alto rispetto. Nonostante leader di un partito a cui mi sono opposto e che ho instintivamente respinto per quasi tutta la mia vita, ha mostrato un determinato, appassionato e chiaro impegno in fatto di diritti della comunità LGBT e ha aiutato a spingere la legge per i matrimoni gay in entrambe le camere del nostro parlamento nonostante la veemente opposizione di parecchi membri della sua stessa fazione. Per questo l’ammirerò per sempre, nonostante tutte le altre differenze che possano esserci tra noi due. Alla fine, credo fermamente che lei sappia quando qualcosa è sbagliato o giusto. La prego, adesso agisca sulla base di quell’istinto.

Vostro, in disperata speranza di umanità

Stephen Fry“

Putin sta ripetendo questi crimini insani in maniera subdola, questa volta contro la comunità LGBT russa. Pestaggi, assassinii e umiliazioni sono ignorati dalla polizia. Ogni forma di difesa o di sana discussione dell’omosessualità è contro la legge. Ogni affermazione, per esempio, che Tchaikovsky fosse gay e che la sua arte e la sua vita riflettono la sua sessualità e sono di ispirazione per altri artisti gay verrebbe punita con la galera. Semplicemente non è abbastanza dire che gli olimpionici gay potrebbero o non potrebbero essere sicuri nel loro villaggio. Il Comitato Olimpico Internazionale deve, nella maniera più assoluta, prendere una ferma posizione a nome di tutta l’umanità che è chiamato a rappresentare contro tali leggi barbare e fasciste che Putin è riuscito a spingere nella Duma. Non ci dimentichiamo che gli eventi olimpici erano soliti essere non solo di natura atletica, ma includevano anche competizioni a livello culturale. Lo sport, ammettiamolo, è cultura. Lo sport non vive in una bolla al di fuori della società e della politica. L’idea che lo sport e la politica non siano connessi è peggiore dell’ipocrisia, peggiore della stupidità. È malvagiamente e volutamente sbagliato. Tutti sanno che la politica è legata a tutto per il significato stesso del termine “politica” dal grego “fare con il popolo”.
Un divieto assoluto ai Giochi Olimpici russi del 2014 a Sochi è semplicemente necessario. Fateli da qualche altra parte, in Utah, Lillyhammer, ovunque voi vogliate. Ad ogni costo, Putin non può essere visto come se avesse l’approvazione di tutto il mondo civilizzato.
Egli sta facendo della popolazione gay un capro espiatorio, proprio come Hitler fece con gli ebrei. Non possiamo permettergli di farla franca. So di cosa parlo. Ho visitato la Russia, ho fronteggiato il deputato che introdusse la prima di queste leggi, nella sua città di San Pietroburgo. Ho guardato in faccia quell’uomo e, di fronte ad una telecamera, ho provato a ragionare con lui, contraddirlo, fargli capire quello che stava per fare. Ciò che vidi in ritorno fu quello che Hannah Arendt chiamò, memorabilmente, “la banalità del maligno”. Un uomo stupido ma, così come tanti altri tiranni, uno con un naturale istinto per sfruttare una popolazione scontenta dando loro capri espiatori. Putin forse non è così brutale e stupido come il deputato Milonov ma i loro istinti sono gli stessi. Può anche affermare che i “valori” della Russia non sono i “valori” dell’occidente ma questo è in totale disaccordo con la filosofia di Pietro il Grande e contro le speranze di milioni di russi, quelli che non sono nella morsa di quella mistura tossica fatta della violenza delle teste rasate e religioni bigotte, quelli che stanno agonizzando mentre vedono la democrazia retrocedere e il sorgere di nuove autarchie, proprio nella stessa madre terra che già ne ha sofferto così tanto (e la cui musica, letteratura e teatro, tra l’altro, amo con passione).
Sono gay. Sono ebreo. Mia madre ha visto cadere più di una dozzina di parenti sotto l’anti-semitismo di Hitler. Ogni volta che in Russia (e ciò accade constantemente) un adolescente gay è costretto a suicidarsi, una ragazza lesbica violentata a fini “correttivi”, uomini e donne gay picchiati a morte dai nuovi delinquenti Nazi mentre la polizia russa se ne sta a guardare, il mondo si riduce e io, tra tutti, mi ritrovo a piangere ancora una volta nel vedere la storia che si ripete.
“Tutto quello di cui il male ha bisogno per trionfare sono uomini buoni che non facciano nulla”, così scrisse Edmund Burke. Uomini e donne del COI, siete voi quei “buoni” che permettono al male di trionfare?
Le Olimpiadi Estive del 2012 sono state uno dei momenti più gloriosi della mia vita e quella del mio Paese. Ci fossero i Giochi Olimpici russi, ciò macchierebbe per sempre l’intero movimento e spazzerebbe via tutta quella gloria. I Cinque Anelli ne rimarrebbero macchiati per sempre, imbrattati e rovinati agli occhi del mondo civilizzato.
Vi sto supplicando di resistere all pressioni del pragmatismo, dei soldi, della codardia oleosa dei diplomatici e innalzarvi risolutamente e con fierezza per l’umanità del mondo, come il vostro movimento è chiamato a fare. Sventolate la vostra bandiera olimpica con orgoglio proprio come noi uomini e donne gay sventoliamo la nostra bandiera arcobaleno con lo stesso orgoglio. Siate abbastanza coraggiosi da essere all’altezza dei giuramenti e dei protoccolli del vostro moviento, che ci terrei a ricordarvi di seguito:
Regola 4: Cooperare con le oganizazioni pubbliche o private competenti e le autorità nell’intento di mettere lo sport al servizio dell’umanità e di conseguenza di promuovere la pace.Regola 6: Agire contro ogni forma di discriminazione che possa turbare il Movimento OlimpicoRegola 15: Incoraggiare e supportare le iniziative atte ad unire lo sport con la cultura e l’istruzione
Mi rivolgo specialmente a lei, Primo Ministro, uomo di cui ho il più alto rispetto. Nonostante leader di un partito a cui mi sono opposto e che ho instintivamente respinto per quasi tutta la mia vita, ha mostrato un determinato, appassionato e chiaro impegno in fatto di diritti della comunità LGBT e ha aiutato a spingere la legge per i matrimoni gay in entrambe le camere del nostro parlamento nonostante la veemente opposizione di parecchi membri della sua stessa fazione. Per questo l’ammirerò per sempre, nonostante tutte le altre differenze che possano esserci tra noi due. Alla fine, credo fermamente che lei sappia quando qualcosa è sbagliato o giusto. La prego, adesso agisca sulla base di quell’istinto.
Vostro, in disperata speranza di umanità
Stephen Fry“