mercoledì 4 luglio 2012
Akinator, il Genio del Web
E' la moda del momento, e sta spopolando non solo sul web, ma soprattutto su smartphone et similia.
Inventato nel 2007 da programmatori francesi, Akinator è stato sdoganato qualche anno dopo in tutta Europa e in Giappone proprio grazie alla sua evoluzione per i dispositivi mobili. In che consiste il gioco? Un applicazione, raffigurata come il classico genio della lampada, pone delle domande al giocatore per mezzo di balloon fumettistici con l'obbiettivo di indovinare a quale personaggio (vero o immaginario) questi stia pensando. L'applicazione (disponibile in tutte le principali lingue, compreso l'italiano) è basata su un motore scritto in linguaggio C++ e attualmente il suo database contiene circa 100000 personaggi (cui se ne aggiungono ogni giorno, suggeriti dagli utenti). Si dice che il Genio sbagli di rado le sue risposte (in genere, se non azzecca la prima, fa altri due tentativi prima di darsi per vinto e chiederti di registrare il personaggio non individuato), e tutta la rete ne canta le lodi.
Al di là di facili esagerazioni, la generale frequenza con cui l'applicazione centra il bersaglio è davvero impressionante, ed è in grado di indovinare persino il nome di qualche star del porno. Noi abbiamo giocato sporco, e l'abbiamo battuto al primo colpo pensando a personaggi della musica underground o comunque di notorietà ancora limitata. Il gioco è però divertente e spesso sorprendente. Provatelo, tenendo presente che suscita una forma di quasi dipendenza. Scacciapensieri, intelligenza artificiale furbetta con cui giocare a rimpiattino, Akinator è una delle sorprese della rete sicuramente da segnalare a chi ama giochi come il Trivial, confronti nerd e altri intrattenimenti del genere. Attori, cantanti, sportivi, personaggi dei fumetti, dei cartoni, letterari... il Genio Akinator (in buona linea di massima) vi stupirà.
Se non lo conoscete ancora, fateci un salto.
lunedì 2 luglio 2012
Elephantmen: Bestia o Uomo?
Un futuro sulfureo, forse ancor più di come c'è stato tante volte descritto. Un domani che sorge sulle macerie di conflitti insensati, non dissimili (si direbbe) da quelli che insanguinano il nostro pianeta nel tempo presente. Un nuovo ordine mondiale, una metropoli fosca, dove immense, ambigue ombre attraversano i vicoli bui, avvolti in ampi impermeabili e fumando spessi sigari. Sono gli Elephantmen, creature nate in laboratorio, nei decenni trascorsi, per volontà della multinazionale chiamata Mappo e del suo folle ideologo: il dottor Kazushi Nikken. Il DNA di alcuni pachidermi (ma anche di certi grandi caimani) è stato mischiato a quello umano con l'intento di produrre un'armata di possenti soldati da impiegare sui fronti di guerra nel continente africano. Dopo l'inferno in terra, tutto questo sembra essere finito. La società Mappo è stata smantellata dalle Nazioni Unite, e i cosiddetti Elephantmen (come sono genericamente chiamati gli ibridi) vivono apparentemente un'esistenza integrata nella società civile, tuttavia minata da aspre limitazioni dei diritti personali, e minacciata in modo costante dal pregiudizio degli umani e da vecchi, misteriosi rancori...
Sono in pochi a ricordarsene, ma non è la prima volta che gli Elephantmen tentano di marciare sul suolo italico. Circa un decennio fa, fu Vittorio Pavesio il temerario editore che propose nel nostro paese, in veste cartonata, l'episodio intitolato Hip Flask: Selezione Innaturale. Le vendite scarse e la pressoché nulla attenzione riservata al volume da parte del pubblico italiano, decretarono la sua scomparsa dalle fumetterie e da ogni progetto editoriale. Almeno fino a oggi, e a questo primo volume della Panini Comics, Elephantmen: Bestie Ferite, dove il gioiello fantascientifico-noir creato da Richard Starkings e disegnato magistralmente da Moritat e José Ladronn torna a barrire con la forza di una grande bestia della giungla che esige la sua giusta vendetta.
Se la potenza dei disegni di Moritat e degli artisti che lo affiancano esplode letteralmente dalla pagina, conquistando gli occhi del lettore occasionale, è la trama e i dialoghi insinuanti che rendono il racconto monumentale come i suoi protagonisti, costruendo capitolo dopo capitolo un complesso mosaico che una volta completato farà luce sullo status quo del mondo di cui si narra, delle creature che lo abitano e dei complotti che le hanno generate. Un peccato che, quasi dieci anni fa, i lettori italiani non si siano accorti di questo piccolo miracolo narrativo, fatto di storie brevi di grandissima densità, capaci di colpire duramente allo stomaco come di intenerire in modo del tutto inaspettato. Una saga che promette ramificazioni sempre più intriganti e caratterizzazioni non scontate.
Se i dichiarati riferimenti a temi come razzismo e pacifismo possono far pensare a fumetti popolari ben più noti e commerciali, Elephantmen sorprende proprio per la sua capacità di essere nello stesso tempo semplice e profondo in modo inquietante. Politico e sentimentale, retto da un lavoro grafico che mozza il fiato mixando humor nero e tragedia epica con la fantascienza hard boiled più caustica. Un mondo dove è possibile incontrare per la strada animali antropomorfi, ultimi testimoni di una follia tutta umana e destinati a una veloce estinzione. Non a caso il titolo scelto per la serie echeggia la vicenda umana dell'Elephant Man storico, Joseph Merrick, resa celebre prima da un dranma teatrale e successivamente dall'indimenticabile film di David Lynch. Tra gli Elephantmen creati dal dottor Nikken e addestrati a uccidere dalla sua spietata organizzazione, si trovano animali di varia foggia, oltre a elefanti incontriamo ippopotami, rinoceronti, coccodrilli. Ma l'icona dell'uomo elefante li riassume tutti, in quanto vittime squarciate di un'umanità ben più mostruosa del frutto dei suoi esperimenti militari.
L'autore inglese Richard Starkings nasce come editor ed è considerato il padre del lettering digitale, nonché innovatore nella cura e nel design delle riviste a fumetti. Lo stesso Hip Flask, ippopotamo detective che adombra un po' il personaggio di Philip Marlowe, è stato creato da Starkings come mascotte per l'etichetta editoriale Comicraft. Dopo l'avventura già citata (Selezione Innaturale), il mondo degli Elephantmen è cresciuto e maturato, diventando la grande, bizzarra e meravigliosa bestia che oggi anche i lettori italiani possono ammirare. Le illustrazioni di Moritat, plastiche e maestose, sono il biglietto da visita ideale per un fumetto magnificamente disegnato e scritto con altrettanta cura, mentre lo stile di Ladronn, in cui sono evidenti le venerande influenze di Jack Kirby, evolve per una strada propria, inaugurando in modo esemplare la galleria di firme illustri che sfileranno nei volumi successivi.
I singoli capitoli, brevi quanto intensi, si incastrano come anelli di una catena che ci trascina lontano, dove non si sa. E questo non è che un altro pregio, giacché Elephantmen è un fumetto dannatamente imprevedibile. Una strana, mostruosa ma affascinante creatura ibrida, dove avventura, fantastico e satira sociale si amalgamano in una pietanza dal gusto agrodolce, che una volta terminata ti fa desiderare di assaporare al più presto un'altra porzione.
Sottovalutato come tutte le opere innovative e di pregio, Elephantmen merita tutta l'attenzione che gli è stata negata alla sua prima sfortunata sortita nel nostro paese, e la possibilità di lasciare un'impronta grande quanto quella di un pachiderma nella nostra memoria e nelle nostre coscienze.
Questa recensione è stata pubblicata anche su Fumettidicarta.
Elephantmen Vol. 1A: Bestie Ferite
Un futuro sulfureo, forse ancor più di come c'è stato tante volte descritto. Un domani che sorge sulle macerie di conflitti insensati, non dissimili (si direbbe) da quelli che insanguinano il nostro pianeta nel tempo presente. Un nuovo ordine mondiale, una metropoli fosca, dove immense, ambigue ombre attraversano i vicoli bui, avvolti in ampi impermeabili e fumando spessi sigari. Sono gli Elephantmen, creature nate in laboratorio, nei decenni trascorsi, per volontà della multinazionale chiamata Mappo e del suo folle ideologo: il dottor Kazushi Nikken. Il DNA di alcuni pachidermi (ma anche di certi grandi caimani) è stato mischiato a quello umano con l'intento di produrre un'armata di possenti soldati da impiegare sui fronti di guerra nel continente africano. Dopo l'inferno in terra, tutto questo sembra essere finito. La società Mappo è stata smantellata dalle Nazioni Unite, e i cosiddetti Elephantmen (come sono genericamente chiamati gli ibridi) vivono apparentemente un'esistenza integrata nella società civile, tuttavia minata da aspre limitazioni dei diritti personali, e minacciata in modo costante dal pregiudizio degli umani e da vecchi, misteriosi rancori...
Sono in pochi a ricordarsene, ma non è la prima volta che gli Elephantmen tentano di marciare sul suolo italico. Circa un decennio fa, fu Vittorio Pavesio il temerario editore che propose nel nostro paese, in veste cartonata, l'episodio intitolato Hip Flask: Selezione Innaturale. Le vendite scarse e la pressoché nulla attenzione riservata al volume da parte del pubblico italiano, decretarono la sua scomparsa dalle fumetterie e da ogni progetto editoriale. Almeno fino a oggi, e a questo primo volume della Panini Comics, Elephantmen: Bestie Ferite, dove il gioiello fantascientifico-noir creato da Richard Starkings e disegnato magistralmente da Moritat e José Ladronn torna a barrire con la forza di una grande bestia della giungla che esige la sua giusta vendetta.
Se la potenza dei disegni di Moritat e degli artisti che lo affiancano esplode letteralmente dalla pagina, conquistando gli occhi del lettore occasionale, è la trama e i dialoghi insinuanti che rendono il racconto monumentale come i suoi protagonisti, costruendo capitolo dopo capitolo un complesso mosaico che una volta completato farà luce sullo status quo del mondo di cui si narra, delle creature che lo abitano e dei complotti che le hanno generate. Un peccato che, quasi dieci anni fa, i lettori italiani non si siano accorti di questo piccolo miracolo narrativo, fatto di storie brevi di grandissima densità, capaci di colpire duramente allo stomaco come di intenerire in modo del tutto inaspettato. Una saga che promette ramificazioni sempre più intriganti e caratterizzazioni non scontate.
Se i dichiarati riferimenti a temi come razzismo e pacifismo possono far pensare a fumetti popolari ben più noti e commerciali, Elephantmen sorprende proprio per la sua capacità di essere nello stesso tempo semplice e profondo in modo inquietante. Politico e sentimentale, retto da un lavoro grafico che mozza il fiato mixando humor nero e tragedia epica con la fantascienza hard boiled più caustica. Un mondo dove è possibile incontrare per la strada animali antropomorfi, ultimi testimoni di una follia tutta umana e destinati a una veloce estinzione. Non a caso il titolo scelto per la serie echeggia la vicenda umana dell'Elephant Man storico, Joseph Merrick, resa celebre prima da un dranma teatrale e successivamente dall'indimenticabile film di David Lynch. Tra gli Elephantmen creati dal dottor Nikken e addestrati a uccidere dalla sua spietata organizzazione, si trovano animali di varia foggia, oltre a elefanti incontriamo ippopotami, rinoceronti, coccodrilli. Ma l'icona dell'uomo elefante li riassume tutti, in quanto vittime squarciate di un'umanità ben più mostruosa del frutto dei suoi esperimenti militari.
L'autore inglese Richard Starkings nasce come editor ed è considerato il padre del lettering digitale, nonché innovatore nella cura e nel design delle riviste a fumetti. Lo stesso Hip Flask, ippopotamo detective che adombra un po' il personaggio di Philip Marlowe, è stato creato da Starkings come mascotte per l'etichetta editoriale Comicraft. Dopo l'avventura già citata (Selezione Innaturale), il mondo degli Elephantmen è cresciuto e maturato, diventando la grande, bizzarra e meravigliosa bestia che oggi anche i lettori italiani possono ammirare. Le illustrazioni di Moritat, plastiche e maestose, sono il biglietto da visita ideale per un fumetto magnificamente disegnato e scritto con altrettanta cura, mentre lo stile di Ladronn, in cui sono evidenti le venerande influenze di Jack Kirby, evolve per una strada propria, inaugurando in modo esemplare la galleria di firme illustri che sfileranno nei volumi successivi.
I singoli capitoli, brevi quanto intensi, si incastrano come anelli di una catena che ci trascina lontano, dove non si sa. E questo non è che un altro pregio, giacché Elephantmen è un fumetto dannatamente imprevedibile. Una strana, mostruosa ma affascinante creatura ibrida, dove avventura, fantastico e satira sociale si amalgamano in una pietanza dal gusto agrodolce, che una volta terminata ti fa desiderare di assaporare al più presto un'altra porzione.
Sottovalutato come tutte le opere innovative e di pregio, Elephantmen merita tutta l'attenzione che gli è stata negata alla sua prima sfortunata sortita nel nostro paese, e la possibilità di lasciare un'impronta grande quanto quella di un pachiderma nella nostra memoria e nelle nostre coscienze.
[Articolo di Filippo Messina]
sabato 30 giugno 2012
ARRIVI FUMETTERIA DAL 25/06/12 AL 30/06/12
AUREA EDITORIALE
Dago Collezione Tuttocolore 32 € 6,90
MasterComix 2: Cayenna 1 € 6,90
John Doe - Nuova Serie 21 € 3,00
BAO PUBLISHING
Chagall in Russia € 16,00
BONELLI
Saguaro 2 € 2,90
Dylan Dog 310 € 2,90
Maxi Dylan Dog 17 € 6,20
COCONINO PRESS
Chester Brown - The Little Man € 18,00
CORRIERE DELLA SERA
Mytico 12 € 1,99
GAZZETTA DELLO SPORT
PK - il Mito 21 € 9,99
GP PUBLISHING
GP Club 28: Sailor Moon anime Comics 4 € 4,90
GP Candy 23: M'ama non m'ama 1 € 4,40
GP Rival 34: Monster Hunter Flash 2 € 4,40
GP Generation 29: My Little Monster 1 € 4,40
HAZARD
Osamu Tezuka - Sul fondo del cielo € 13,50
INDIPENDENTI
Canicola 11 € 18
LA REPUBBLICA
Zagor Collezione Storica a Colori 20 € 6,90
MAGIC PRESS
Hellboy 11: La sposa dell'inferno e altre storie € 16,00
MAX BUNKER PRESS
Pepper Russel nr. 1/ 2012 € 5,00
Alan Ford 517 € 5,00
PANINI
Collezione 100% Panini Comics - The Red Wing € 14,00
Deadpool 13 € 3,50
Devil: Amore e Guerra € 13,00
Marvel World 9 - Fear Itself: I temerari 1 € 3,30
Panini Comics Mega 27: Avventure Marvel Spider-Man 2 € 3,90
Spider-Man Universe 6. Spider-Man, il Vendicatore 1 € 1,99
Wolverine e gli X-Men 2 € 3,50
Wolverine 270 € 3,50
Panini Comics Presenta 26: Kick-Ass 4 Panini Comics € 3,00
Midnight Nation Omnibus € 25
PLANET MANGA
Angeloid Sora No Otoshimono 6 € 5,90
Manga Heart 1: Puella Magi Madoka Magica 1 € 4,90
Manga Heart 1: Puella Magi Madoka Magica 1 Deluxe € 6,50
Manga Kiss 17: Kiss of Rose Princess 9 € 4,30
Manga legend 150: I Cavalieri dello Zodiaco Episode G 35 € 2,40
Manga Zero 2: Kaitaishinsho Zero, il Libro dei Demoni 2 € 3,90
Noritaka, il re della distruzione 17 € 5,90
Planet Manga Presenta 49: I Signori dei Mostri 14 € 4,20
Sakura 2: Hime Chan No Ribbon Colorful 2 € 4,30
Vampire Knight 15 € 5,50
Shamo 21 € 4,90
RW - LION
Batman: Arkham Asylum € 31,95
Justice League - Nuova Serie 2 € 3,95
Lanterna Verde - Nuova Serie 2 (24) € 3,95
Superman - Nuova Serie 2 (61) € 3,95
Pride and Joy - La luce dei miei occhi € 11,95
Wonder Woman / Freccia Verde - Nuova Serie 2 € 4,95
100 Bullets 3 € 5,95
STAR COMICS
Mitico 190: A Certain Magical Index 3 € 4,20
Up 102: Nodame Cantabile 23 € 4,20
Young 218: Fairy Tail 26 € 3,90
Storie di Kappa 205: Babil II - The Returner 1 € 5,90
venerdì 29 giugno 2012
I Segnalibri di AltroQuando 2012
E' passato un po' di tempo, ma Altre Brecce, la serie di segnalibri-biglietti da visita di AltroQuando si è arricchita di altre due opere (attualmente dieci in tutto). Stavolta, a firmare entrambe le opere è l'ormai mitico Riccardo Rizzo. I suoi lavori di rielaborazione grafica e concettuale di icone fumettistiche, da cui estrapola l'essenza, i colori e gli elementi fondanti, trasformando il tutto in uno slogan pubblicitario per la nostra fumetteria hanno spopolato e sono diventati per alcuni anche oggetto di collezionismo. Stavolta i protagonisti sono L'incredibile Hulk e Bestia degli X-Men. Come sempre, i segnalibri presentano sul retro tutte le informazioni (aggiornate al 2012) per mettersi in contatto con la nostra libreria (indirizzo, telefono, email, blog, e ora anche Twitter e Facebook. I segnalibri di AltroQuando 2012 saranno offerti gratuitamente ai nostri clienti fino a esaurimento.
Fletto i muscoli e sono nel vuoto.
mercoledì 27 giugno 2012
Doom Patrol di Grant Morrison
In principio c'era una sedia a rotelle, e un gruppo di insoliti, stravaganti personaggi...
A differenza di quel che può sembrare, non stiamo parlando dei popolarissimi X-Men, ma della Pattuglia del Fato, la Doom Patrol, gruppo di supereroi minori di casa DC che effettivamente, nell'ormai lontano 1963, servirono da ispirazione a Stan Lee e Jack Kirby per quello che in casa Marvel sarebbe diventato “il gruppo più insolito di tutti i tempi”.I protagonisti di Doom Patrol, creati da Bob Haney e Arnold Drake nello stesso anno dei mutanti Marvel, erano freaks trasformati dal destino in creature grottesche dai poteri strampalati, e per questo sfuggiti e temuti dalla gente comune. Più o meno la stessa sorte che sarebbe toccata ai loro cugini marvelliani, vittime della fobia antimutante. Molti personaggi oggi iconici della Marvel affondano le radici nelle avventure di antesignani a volte meno noti di loro se non misconosciuti. Questa prassi di clonazione era routinaria nell'ancora giovane mondo dei supereroi, e spesso in passato causò anche serie controversie legali quando i personaggi coinvolti potevano vantare un brand di sicuro appeal (vedere su tutti la questione Superman – Capitan Marvel, risolta anni dopo con l'assorbimento del secondo dallo stesso marchio DC). Sebbene gli X-Men siano rimasti a lungo in panchina rispetto a colleghi dal maggiore carisma commerciale, prima ancora del rinascimento posto in atto dallo sceneggiatore Chris Claremont (vero artefice del mito moderno relativo agli Uomini X), i mutanti Marvel hanno goduto di un'attenzione decisamente più alta rispetto al loro prototipo ispiratore,
rubando loro la ribalta per molto tempo. Ed è bizzarro pensare che anche per la Doom Patrol, sia pure molto più tardi e con esiti totalmente differenti, sarebbe stato necessario il tocco di un geniale, giovane autore affinché l'idea di base finalmente dispiegasse le ali. Guarda caso, fatalmente, il medesimo scozzese fuori di testa che molti anni dopo avrebbe lasciato un'impronta lisergica anche sugli stessi X-Men: Grant Morrison.Il professor Caudler, scienziato paraplegico, mentore e leader della Doom Patrol, aveva in verità parecchi punti di contatto con Charles Xavier (non i poteri telepatici, ma di sicuro il ruolo e molte altre caratteristiche, comprese le cicliche morti apparenti). Le problematiche esistenziali erano le medesime, e gli eroi tormentati quanto incompresi avevano già iniziato a definire il proprio mito. Come Robotman, un essere umano di cui si è salvata la sola materia cerebrale, posta da Caudler in un possente corpo cibernetico. Elastigirl e Negative Man completavano il primo e sfortunato nucleo dell'originale Pattuglia del Fato, destinato a perire in una devastante esplosione al termine di un'apocalittica battaglia. Dopo la catastrofe, la serie si trascinò stancamente per pochi numeri finché non giunse il momento del rilancio nella divisione Vertigo. Grant Morrison si era già segnalato
come autore emergente e dalla forte personalità reinventando il personaggio di Animal Man, ancora oggi uno degli esempi di fumetto sperimentale e metalinguistico più importanti di sempre. Su Doom Patrol, Morrison per cominciare operò diverse trasgressioni riguardo cast e codice narrativo, adottando un linguaggio beffardo e surrealista. Ai redivivi Robotman e Caudler, Morrison accosta una serie di stravaganti new entry. Trasforma Negative Man, personaggio presente in varie incarnazioni sin dal principio della serie, in Rebis, creatura ibrida tra uomo e donna. Introduce la piccola Dorothy, ragazzina dal volto scimmiesco in grado di materializzare nella realtà tutto ciò che concepisce la sua immaginazione. Ma a bucare la pagina è l'esordio di Crazy Jane (Giovanna la Pazza), giovane schizofrenica dotata di innumerevoli personalità differenti, ciascuna delle quali è fornita di un peculiare superpotere.Così riformata, la nuova Doom Patrol affronterà presto una serie di sfide surreali, dove la sostanza stessa della realtà verrà messa in discussione. Un viaggio psichedelico che non ha niente da invidiare alle follie di Lewis Carroll, denso di metafore esoteriche e di invenzioni esilaranti nella loro feroce, esplosiva demenza. Non a caso il team di avversari storici della Patrol, cioè la Confraternita del Male, nelle mani di Grant Morrison diviene la Confraternita del Dada, e i loro piani mutano in un delirante manifesto nichilista volto alla sovversione di tutto ciò che esiste. Creature censorie con forbici al posto delle mani, esseri che si esprimono per anagrammi, criminali dotati di poteri solo mentre dormono ed eroi depositari del mistero muscolare, allegorici viaggi nella psiche frammentata di Crazy Jane, versioni pop di Jack lo squartatore, una controfigura del mago cinico per antonomasia dell'universo DC e molto altro, rendono allegramente caotico e appassionante il viaggio che Morrison fa intraprendere alla sua personale Patrol, in direzione di un destino fuori dagli schemi seriali cui i lettori di ieri e oggi, cresciuti a continuity e crossover, sono assuefatti. Un vero deragliamento narrativo che segna la maturità artistica di Morrison, consegnando definitivamente la Doom Patrol alla storia del fumetto moderno.
La nuova edizione italiana, curata dalla RW – Lion, presenterà l'intero ciclo firmato dall'autore scozzese colmando un vuoto editoriale durato molti anni. Un'occasione da non perdere per scoprire o recuperare un ciclo di storie geniali, e un fumetto che ha veramente poco a che spartire con l'omologazione supereroistica più commerciale e prevedibile. Un peccato vedere come oggi lo stile di artisti del calibro di Richard Case e Scott Hanna, perfettamente a loro agio nel dare corpo ai deliri di Morrison, sia snobbato dai lettori più giovani, abituati a format grafici più manierati e stucchevoli. Per chi è in grado di apprezzare il meglio del fumetto prodotto alla fine del secolo scorso, capace di raggiungere vette di eccellenza tuttora latitanti nei titoli contemporanei, questa nuova edizione della Doom Patrol di Grant Morrison è sicuramente un gioiello da non lasciarsi sfuggire.
Questa recensione è stata pubblicata anche su Fantasymagazine.
[Articolo di Filippo Messina]
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