sabato 2 giugno 2012

ARRIVI FUMETTERIA DAL 28/05/12 AL 02/06/12




ASTORINA


Diabolik   Anno 51 nr. 6 € 2,20


AUREA EDITORIALE

John Doe - Nuova Serie 20 € 3,00
Dago Ristampa 118 € 2,00

BAO PUBLISHING

Alan Moore - Neonomicon - Nuova Edizione € 17,00


BONELLI

Dylan Dog 309 € 2,90
Zagor Albo Gigante 2 € 7,00
Tex nuova ristampa 305 € 2,90

CORRIERE DELLA SERA

Mytico 8 € 1,99


GAZZETTA DELLO SPORT

PK - il Mito 17 € 9,99

GP PUBLISHING

GP Rival 33: Monster Hunter Flash 1 € 4,40
GP Club 27: Sailor Moon anime Comics 3 € 4,90
GP Candy 22: Forbidden Love 10 € 4,30



LA REPUBBLICA

Zagor Collezione Storica a Colori 16 € 6,90

MAX BUNKER PRESS

Alan Ford 516 € 4,00


MINIMUM FAX

Superzelda - La vita disegnata di Zelda Fitzgerald € 15,00

NONA ARTE

Buck Danny - L'integrale 3 (1957-1958) € 29,90


PANINI

Panini Comics Mix 30: Superior 1 € 3,00
Deadpool 12 € 3,50
Marvel Collection Special - La Cosa e Quasar: Il Progetto Pegasus € 6,00
Marvel Icon 8 - X-Men: Generation Hope 2 € 5,50
Marvel World 8 - X-Men: Scisma 3 € 3,00
Spider-Man Universe 5 - Venom 5 € 3,30
Wolverine 269 € 3,50
Wolverine e gli X-Men 1 € 3,50
Wolverine e gli X-Men 1 Variant Metallica € 5,00


PLANET MANGA

Highschool of Dead Color 1 € 13,90
Homunculus 15 € 7,00
Manga love 132: Bugie d'Amore 7 € 4,30
Naruto GOLD deLuxe 43 € 5,90
Noritaka, il re della distruzione 16 € 5,90
Sakura 1: Hime Chan No Ribbon Colorful € 4,30
Sket Dance 3 € 3,90


RONIN MANGA

Bastard!! Expansion € 9,50
Gioca con me € 6,90
La Strategia del riccio € 6,90


RW - GOEN

Emma € 5,95

RW - LION

Batman - New 52 nr. 1 Prima ristampa € 2,95
Batman Classic 1 € 13,95
DC Essential- Doom Patrol di Grant Morrison 1 € 24,95
Justice League - New 52 nr. 1 Prima ristampa € 2,95
Superman: Forza € 16,95
The Invisibles 5 € 19,95


STAR COMICS

Classic 46: Il grande sogno di Maya 46 € 4,20
Neverland 253: Inuyasha - New Edition 32 € 4,20
Up 101: Nodame Cantabile 22 € 4,20


mercoledì 30 maggio 2012

Di nozze gay, supereroi e di piccola omofobia quotidiana...


Cos’è veramente l’omofobia? Come potremmo definirla? Siamo sicuri che sia tanto facile tenerla fuori dalla nostra vita, come pure il razzismo, il sessismo e tante altre “cattive abitudini” sociali, dure da estirpare? Vogliamo parlarne? Sicuramente a molti non interessa. Molto più facile liquidare spinose questioni con un «Ma va laaaaaà!» di ghediniana memoria, e andare dritti per la propria strada. Per quanti vivono sulla propria pelle un clima sfavorevole, incerte trasformazioni culturali e uscite pubbliche infelici, la cosa può apparire sotto una luce ben diversa. Soprattutto se sono avvezzi a occuparsene in modo quotidiano, mettendoci la propria faccia, il proprio impegno, la propria reputazione.

La notizia è vecchia, e non particolarmente entusiasmante. La Marvel ha annunciato che il suo personaggio omosessuale di rappresentanza (lo potremmo chiamare così) Northstar (Alpha Flight, X-Men), presto convolerà a giuste nozze con il suo compagno di vita. Un matrimonio gay che casa Marvel sta pubblicizzando facendo risonare la consueta grancassa mediatica, e suscitando (ma tu guarda!) una marea di reazioni eterogenee, tra chi plaude al lieto evento e chi teme un’influenza negativa sulle menti più acerbe (con buona pace delle carneficine consumate dal popolarissimo Punisher, come ha giustamente fatto notare in rete l’attore gay George Takei).


Di realmente nuovo e innovativo non c’è molto. Giusto l’atto ufficiale del matrimonio, e forse neppure quello. Non dimentichiamo che già in passato, la fiaccola dell’amore omosessuale nei fumetti di supereroi è stata tenuta alta dalla coppia Apollo e Midnighter (controfigure delle icone DC Batman e Superman sulla serie Authority). L’amore dei due eroi era sempre stato mostrato dagli autori (Warren Ellis per primo, Mark Millar e altri in seguito) come passionale, fedele e irriducibile. Fino a un matrimonio, già celebrato qualche anno fa, e persino l’adozione di una bambina, Jenny Quantum, cresciuta in modo illuminato dalla coppia di superpapà. Perché allora tanto scalpore per il matrimonio targato Marvel? Probabilmente proprio perché la parola su cui pesa l’accento non è matrimonio… ma Marvel Comics. Un colosso editoriale oggi proprietà della Disney, le cui scelte fanno un botto più consistente delle trasgressioni operate dalla Wildstorm in passato. Oltretutto, la Marvel ha sempre scelto personaggi secondari e defilati cui far portare la bandiera rainbow, forse con l’unica eccezione della versione Ultimate di Colosso degli X-Men (nessuno mi cancellerà dalla memoria la reazione di un lettore imbecille su un popolare forum di fumetti italiano: «Colosso checca?! Nooo! Come posso identificarmi con lui? Io sono ETERO!»). Oppure come componente ambigua di personaggi non proprio positivi, vezzo discutibile che la fiction occidentale si porta dietro da tempo immemorabile (vedi Daken, il malvagio figlio di Wolverine).
A seguito dell’annuncio Marvel, la storica concorrente DC ha subito colto la palla al balzo per allinearsi, anticipando che un suo noto eroe avrebbe presto fatto coming out.

Le noti dolenti iniziano adesso.


Gli espedienti commerciali, il rincorrersi tra marchi editoriali che ammiccano più o meno all’attualità, ci sono sempre stati, e sono da intendere più come specchio dei tempi che come vero atto trasgressivo. Quel che ci suscita fastidio e un senso di malessere è la povertà estrema di alcuni commenti, decisamente fuori luogo, apparsi su questo o quel blog dedicato al mondo delle nuvole parlanti. Ci asterremo in questa sede dall’accanirci contro un avversario preciso (niente nomi, quindi). Non ci interessa far salire nessuno sulla forca, ma sviscerare un atteggiamento paradigmatico che merita critiche decise. Quel che ci preme è ribadire la condanna di un’uscita oggettivamente offensiva, e analizzare in senso generale l’humus da cui questa ha tratto origine.

Come avevamo cominciato?
Ah sì! Che cos’è propriamente l’omofobia?
Per qualcuno, omofobia è trovarsi davanti un omosessuale e insultarlo apertamente a causa del suo orientamento. Sputando, dandogli del pervertito, della femmina mancata, o addirittura confondendo il suo orientamento sessuale con la pedofilia, cosa ben diversa.

Per qualcuno, omofobia è incontrare un omosessuale e saltargli addosso, magari in gruppo, rompergli il naso o peggio e mandarlo all’ospedale, perché ci disgusta e non possiamo fare a meno di dimostrarlo con l’unico linguaggio che conosciamo: la violenza.

Per qualcuno, omofobia è discriminare le persone omosessuali sul lavoro, rendendo irrespirabile l’aria dell’ufficio con una condotta inadeguata, o facendogli passare avanti soggetti che a nostro avviso meritano di più in quanto esemplari più validi della razza umana.

Per qualcuno, omofobia è ritenere che la condizione delle persone lgbt sia una malattia, che vada curata o perlomeno nascosta, che la loro visibilità sia diseducativa nei confronti dei bambini, che il matrimonio e la famiglia riguardino solo uomo e donna in quanto capaci di riprodursi e mettere al mondo altri omofobi, ignoranti, maleducati e reazionari, sorvolando sulla capacità effettiva di essere buoni genitori e sul valore insindacabile degli affetti.

Omofobia è tutte queste cose, ma la sua radice ha un significato ben preciso che è… pauradegliomosessuali. Una paura che può manifestarsi in moltissimi modi, alcuni dei quali sfumati, composti, ipocriti.


Per questo, a nostro modesto parere, scrivere pubblicamente che “non si dovrebbe intaccare il dna editoriale di un personaggio per farlo diventare gay” è inaccettabile. Ma soprattutto troviamo veramente triste (e nessuna eco retorica, usata per risponderci, cambierà questo fatto) che l’annuncio di casa DC di rendere gay un personaggio già noto abbia scatenato tanta paura in alcuni lettori. I fumetti, con i quali noi lavoriamo e viviamo, sono una bellissima cosa. Un mondo dove può trovare spazio lo svago, la cultura, la creatività e la gioia di tutti. Ma pensiamo sia profondamente immaturo auspicare, anzi esigere, un’immobilità del proprio immaginario editoriale a dispetto di una questione sociale tanto grave, delicata e bisognosa di un forte cambiamento. Sia chiaro, siamo adulti, o almeno ci piace pensare di esserlo. Ce ne freghiamo di Crisi sulle terre infinite che cambiano lo status quo degli eroi, del demone Mefisto che azzera la continuity e baggianate del genere.


Ma che scherziamo? Perché il progetto (in verità più una vaga ipotesi) di rendere omosessuale un personaggio già popolare suscita così tanta paura? Al punto da definire il proposito “sbagliato e diseducativo”?  L’eventualità dà talmente fastidio da non capire che – qualora dovesse succedere – non sarebbe che un (peraltro blando) segnale di una mutazione culturale in atto? Davvero non comprendiamo quanto questa affermazione suoni ferocemente offensiva nei confronti di chi ogni giorno vive più forme di discriminazione sulla propria pelle? La società, se mai farà un passo avanti, dovrà comunque guardarsi bene dal rendere omosessuale un eroe che hai sempre conosciuto come etero, perché è sempre stato così, e per te non c’è niente che conti di più. Ma ti rendi conto dell’enormità di quello che dici? Non credi di stare manifestando un pochino di… immotivata paura?

Certo, se Batman o Lanterna Verde, domani, rivelassero di essere omosessuali qualche bimbominchia si taglierebbe metaforicamente le vene. Ed è triste. Lo ripeteremo fino all’esaurimento. Triste. E anche questa è a suo modo paura dell’omosessualità. Una paura del cambiamento, una paura di qualcosa di diverso che entra in casa nostra e altera il nostro angolo di  mondo perfetto. Una forma di paura non meno violenta di altre, in quanto ferisce la sensibilità di chi aspetta un segnale positivo da una vita.


Omofobia è trincerarsi nella propria posizione, incapaci di comprendere di aver detto una bestialità, ricorrendo al tormentone di chi fino a ieri occupava un ruolo chiave in parlamento, e dire comodamente: «Sono stato frainteso!»
Il che suona più o meno come: «I cretini che non capiscono niente siete voi.»
E anche per questo ringraziamo.

L’omofobia può essere inconsapevole, strisciante, e per questo tanto più pericolosa. Non ci accorgiamo di aver alzato una barriera ideologica (affinché non ci tocchino i nostri amati fumetti, ricordiamo) tra noi e una categoria già bistrattata su più fronti. Di scusarsi per lo strafalcione, ovviamente, non se ne parla. E’ stato un fraintendimento, ed è molto più pratico agire da passivi-aggressivi, e urlare all’esagerazione e all'attacco immeritato. Magari approfittando della buona fede di amici blogger, reclutati e trasformati – per mera amicizia – in picchiatori informatici che tirassero acqua al nostro mulino (cosa che ci ha fatto infuriare ancora di più, allargando e aggravando non poco l’incidente). Del resto, siamo in Italia, e quando qualcuno dice una vaccata, se si scusa… è frocio, no?! Meglio usare la formula dello psiconano, andare a testa alta e chiamare alle armi quanti sappiamo ci daranno ragione.
Come dicevamo, siamo in Italia…
Personalmente, ricordiamo ancora il coglione di qualche anno fa, sul noto forum, e la migliore delle risposte indignate che ricevette riguardo il Colosso versione gay che tanto gli dava fastidio in quanto minava la sua possibilità di immedesimazione.
«Suppongo, allora, che eviti di leggere fumetti e romanzi che abbiano per protagonisti delle donne. Come potresti identificarti, se no?»
Santo subito.

L’omofobia è una bruttissima cosa proprio perché i suoi confini non sono netti, e spesso si sconfina in sciocchezze estremamente pericolose, fornendo ghiotti spunti alle menti reazionarie, per ignoranza più che per convinzione. Ciò non toglie che è sempre meglio parlarne, e che glissare su determinate questioni perché si ritengono non abbastanza macroscopiche non aiuterà nessuno a crescere. Se poi, nella circostanza contingente, secondo qualcuno la parola omofobia dovesse risultare proprio così stretta… Va bene, potremmo usarne molte altre. Ma non nascondiamoci dietro un dito, vi prego.

Nessuna delle parole scelte in alternativa sarebbe un complimento.

lunedì 28 maggio 2012

BUG di Miguel Angel Martìn



Bug. In lingua inglese, insetto.
Ma anche virus, germe... e infine, errore, difetto.
Miguel Angel Martìn, artista spagnolo che non ha sicuramente bisogno di presentazioni, firma questo racconto senza parole, animato dalla sua consueta espressività sintetica, gelida e impietosa. Bug è un titolo apparentemente atipico nella famigerata produzione di Martìn, celebre per i suoi fumetti trasgressivi e disturbanti, su tutti Psychopatia Sexualis (con la sua controversa vicenda di censura italiana ai danni delle edizioni Topolin) e Brian the Brain. La freddezza, quasi asettica nella sua rappresentazione chirurgica delle peggiori perversioni, e uno stile grafico rotondo ed essenziale hanno sempre fatto da amplificatore ai temi spesso sordidi scelti da Martìn per strappare la maschera a un mondo ipocrita, avvezzo a nascondere la propria spazzatura sotto i tappeti. Scelta che gli è valsa l'aura di autore maledetto ma anche una popolarità internazionale invidiabile. 




Con Bug non si va fuori tema, nonostante l'apparenza sia più innocua di altre volte. Una serie di brevi quadretti che ci mostrano l'esistenza di una creaturina non meglio identificata. Forse un insetto, ma forse un parassita o un batterio. Un'entità minuscola che alberga nel corpo animale, tra i peli, nelle viscere, per farne la sua dimora. Qualcosa che striscia, vive e prospera nel nostro corpo, cibandosi di secrezioni, lottando con predatori di natura differente, e alle volte soccombendo alla curiosità e al sadismo tipici dell'essere umano. 
Bug, il personaggio, con la sua sagoma tondeggiante, i suoi occhioni innocenti, può ispirare una vaga simpatia. Ma stavolta non ci troviamo davanti all'innocuo protagonista di una comune strip. Miguel Angel Martìn, sia pure mettendo un'inconsueta sordina ai suoi strumenti preferiti, ci mostra una panoramica dell'essere umano dal suo interno. E ciò a cui assistiamo è una feroce guerra per la sopravvivenza, osceni banchetti e interventi riparatori altrettanto violenti. Il nucleo dell'essere umano, per Martìn, è marcio, e se messo sotto una lente non rivela altro che una grande metafora brulicante prevaricazione, predazione, lerciume e amoralità. 
Un piccolo, sintetico pamphlet per immagini che ci restituisce, con uno stile leggero solo in apparenza, tutto il nichilismo del Martìn più spietato. Una pillola solo vagamente zuccherata, dove si annida l'amaro e irriducibile cinismo di un artista che non si piega a nessuna convenzione.




[Articolo di Filippo Messina]



sabato 26 maggio 2012

ARRIVI FUMETTERIA DAL 21/05/12 AL 26/05/12



001 EDIZIONI

Lady S 2 € 14,00

AUREA EDITORIALE

Aurea Comix 25: Dago 78 € 10,90
Dago Collezione Tuttocolore 31 € 6,90


BECCOGIALLO

Piazza della Loggia Vol. 1 € 16,90

BLACK VELVET

Il Diario di Gian Burrasca € 11,90



BONELLI

Tutto Tex 494 € 2,90
Almanacco del Giallo 2012 € 5,70
Saguaro 1 € 2,90



COCONINO PRESS

Lorenzo Mattotti: Chimera - Nuova Edizione € 22,00


CORRIERE DELLA SERA

Mytico 7 € 1,99

GAZZETTA DELLO SPORT

PK - il Mito 16 € 9,99



GP PUBLISHING

GP Deluxe 20: Ian 1 € 2,90
GP Fiction 27: Mardock Scramble 6 € 3,90
GP Manga 31: Luck Stealer 5 € 3,90


ITALY COMICS

A Game of Thrones 1 € 3,50
A Game of Thrones 2 € 3,50


LA REPUBBLICA

Zagor Collezione Storica a Colori 15 € 6,90


MONDADORI - PANORAMA

Superman, le più spettacolari avventure 6 € 9,90



NICOLA PESCE EDITORE

Miguel Angel Martin - Bug € 9,90
Warren Ellis - Ministero dello spazio € 12,50



PANINI

Collezione 100% Marvel - Deadpool MAX 2 € 13,00
Collezione 100% Panini Comics - Mass Effect: Invasion € 12,00
Collezione 100% Panini Comics - Starborn 2 € 11,00
Comics U.S.A. 56 - La Torre Nera: Le piccole sorelle di Eluria 2 € 3,30
Devil e i Cavalieri Marvel 4 € 3,50
Fantastici Quattro 332 (FF - Fondazione Futuro 8) € 3,50
Avventure Marvel 2: Avengers € 3,90
Marvel Crossover 75: Ordine di Thanos 2 € 5,50
Marvel Mega 77: Ultimate Hawkeye € 4,30
Marvel Monster Edition: Fear Itself 2 € 25,00
X-Men deluxe Presenta 206 - I Nuovi Mutanti: Fear Itself 2 € 6,00
X-Statix Collection 3 € 12,00



PLANET MANGA

Generation Manga 2: L'attacco dei giganti 2 € 3,90
Bleach GOLD 36 € 4,50
Bleach GOLD DeLuxe 36 € 5,90
Happy! 11 € 10,90
Angel Heart 2nd Season DeLuxe 2 € 5,90
Manga Kiss 16: Maid-sama! - La doppia vita di Misaki 8 € 4,30
Manga legend 149: I Cavalieri dello Zodiaco - The Lost Canvas - Il mito di Ade Zero € 5,90
Manga Sun 95: 07-Ghost 9 € 4,30



RE NOIR

Don Camillo a fumetti 4 € 14,00


RW - GOEN

Sakura Mail 17 € 4,95



RW - LION

Batman: Attraverso lo specchio € 13,95
Birds of Prey - New 52 1 € 8,95
DC Universe: Eredità 2 € 15,95
Giovani Titani - New 52 1 € 3,95
Giovani Titani - New 52 1 Ultravariant € 3,95
Giovani Titani - New 52 1 Variant con cofanetto € 8,45
Justice League - New 52 1 Variant con cofanetto € 7,45
Superman - New 52 1 Variant con cofanetto € 7,95
Sweet Tooth 1 € 11,95
Hellblazer 24 € 5,95
Wonder Woman / Freccia Verde - New 52 1 € 3,95
Wonder Woman / Freccia Verde - New 52 1 Ultravariant € 3,95
Wonder Woman / Freccia Verde - New 52 1 Variant con cofanetto € 8,45



STAR COMICS

Amici 175: Black Bird 15 € 4,20
Dragon Ball Evergreen Edition 8 € 4,20
Gundam Universe 49: Gundam - Origini 23 € 6,00
Mitico 189: Detective Conan - Special Cases Vol. 9 € 3,90
Storie di Kappa 204: Q and A 5 € 4,50
Turn Over 144: Ai.Ore! 5 € 4,20

giovedì 24 maggio 2012

John Carter: la principessa di Marte


Il capitano John Carter, per sfuggire a dei predoni, si rifugia in una grotta e lì cade privo di sensi, stordito dalle esalazioni di una misteriosa nebbia. Al suo risveglio si trova su Marte, un pianeta crepuscolare che i nativi chiamano Barsoom. Il suo valore di soldato, la minore gravità del pianeta rosso, e soprattutto i begli occhi di un’affascinante principessa dalla pelle color porpora, lo porteranno a mettersi alla testa degli eserciti di Barsoom e a diventare un eroe su quel mondo così lontano da casa…


Il ciclo marziano di Edgar Rice Burroughs, il creatore di Tarzan, iniziato nel 1912 con il racconto Sotto le lune di Marte, pubblicato a puntate su una rivista pulp e in seguito divenuto una vera e propria saga letteraria, ha goduto negli anni di parecchie versioni a fumetti. Questa lettura marvelliana, firmata da Roger Langridge e Filipe Andrade, risale appena al 2011 e giunge in Italia a seguito del film Disney con Taylor Kitsch, corredo irrinunciabile di ogni film di genere che aspiri a fare cassetta. Un adattamento non particolarmente ispirato, che si limita a riproporre senza aggiungere nulla la trama del primo romanzo che ha per protagonista John Carter, con una linearità che per molti versi amplifica la fisiologica ingenuità del romanzo scritto agli inizi del secolo scorso.

E’ interessante, tra l’altro, notare come lo stesso John Carter attingesse a un personaggio meno noto della narrativa popolare del suo tempo: Gullivar Jones, di Edwin Lester Arnold apparso in un romanzo del 1905 (Lieutenant Gullivar Jones: His Vacation) e che presentava molti punti di contatto con l’opera che Burroughs diede successivamente alle stampe. Come Carter dopo di lui, anche Jones era un ex militare approdato su Marte (in questo caso grazie a un tappeto volante) e innamorato di una principessa dalla pelle d’oro. Sia Jones che Carter hanno destato l’interesse del mondo dei fumetti, e in particolare della Marvel, che negli anni settanta dedicò a Gullivar Jones uno spettacolare ciclo di storie disegnate da Gil Kane. Inoltre, entrambi gli eroi terrestri di adozione marziana appaiono nel prologo del secondo ciclo de La lega degli straordinari gentlemen, dove Alan Moore rilegge l’invasione della terra a opera di Marte descritta da H. G. Wells nel suo La guerra dei mondi. Ad ogni modo, sono l’opera e il personaggio di Burroughs che, grazie a una serie di libri di successo, sono riusciti in qualche modo a superare il mare del tempo e a giungere fino a noi come icona vintage di quella che un tempo si iniziava a chiamare timidamente fantascienza.


Nei primi del novecento la science fiction non era ancora un genere letterario ben codificato. La tecnologia aveva appena fatto capolino nel quotidiano della gente con l’invenzione del telefono, e immaginare di spostarsi da un pianeta all’altro richiedeva un discreto sforzo di fantasia. Sarebbe facile, oggi, etichettare il ciclo di Barsoom come un fantasy, un cappa e spada ambientato tra umanoidi verdi a quattro braccia e sinuose nobildonne dalla pelle rossa, se non fosse per la totale assenza di vera e propria magia nelle avventure firmate da Burroughs. John Carter, ufficiale della guerra civile americana, arriva su Marte in modo misteriosissimo e farraginoso. Per sfuggire a dei pellerossa, entra in una grotta inesplorata, e lì un fenomeno privo di spiegazione lo trasporta attraverso le stelle. In spirito, viene suggerito, eppure anche fisicamente, in un modo enigmatico quanto confuso. Tuttavia, sebbene i riferimenti scientifici siano limitati per lo più al generico macchinario che permette a Marte di risparmiare l’ossigeno in via di esaurimento, non v’è traccia di incantesimi nelle storie di John Carter. Solo fazioni marziane (uomini verdi, uomini rossi) in lotta tra loro, battaglie all’arma bianca, muscoli ed audacia elementare.

 

Il fumetto Marvel che recupera con civetteria il titolo voluto da Burroughs per il suo romanzo di esordio (La principessa di Marte, poi modificato dall’editore in Sotto le lune di Marte), scorre veloce nella lettura senza lasciare nessuna traccia significativa come un diligente riassunto. Una menzione in più meritano i disegni del portoghese Filipe Andrade, mai così distante da uno stile mainstream, in grado di ibridare pittorico e cartoonesco in modo accattivante, e fornire al prevedibile e ormai datato racconto di avventura un’aura piacevolmente insolita. Quel che può esserci di divertente, a livello filologico e deliziosamente nerd, è osservare quanto fosse seminale per l’immaginario fantastico il personaggio di John Carter nel 1912, e quante successive invenzioni, pulp e fumettistiche, gli sarebbero state debitrici nei decenni successivi.

Il genere chiamato sword and sorcery (o heroic fantasy), e il suo personaggio di punta, quel Conan tanto corteggiato da cinema e fumetto, non esistevano ancora e John Carter (pur muovendosi in un mondo fantastico ma senza magia) è il tipico esempio di uomo forte e abile con la spada che abbatte mostri e guerrieri a frotte senza battere ciglio. Altro elemento che fa riflettere è il rapporto di John con la differente gravità di Barsoom, cosa che gli conferisce una forza superiore alla media degli individui e la capacità di saltare con una leggerezza innaturale coprendo grandi distanze. Se queste caratteristiche vi ricordano qualcuno, come l’ultimo rappresentante di una razza aliena giunto sulla terra dove sviluppa straordinari poteri grazie alle diverse condizioni ambientali… beh, forse non vi state sbagliando. Ma sotto molti aspetti, John Carter e il suo habitat alieno possono essere considerati anche dei precursori del Flash Gordon di Alex Raymond e del suo teatro di azione: il pianeta Mongo. Un militare e un campione di polo, entrambi esseri umani al top della forma fisica, un pianeta dalle atmosfere fiabesche, dove si consumano complotti di corte e si affrontano mostruose creature. Sì, il concetto dell’audace terrestre che diventa un esotico eroe in una landa interplanetaria s’era visto ben prima del 1934 e della partenza del razzo del dottor Zarro. Così come la successiva capacità di Carter di viaggiare tra la terra e Marte sfruttando la misteriosa caverna ricorda parecchio il personaggio di Adam Strange (nato per il marchio DC Comics nel 1958) e le sue cicliche visite sul pianeta Rann grazie al manifestarsi del raggio Zeta.


Poco di nuovo sotto il sole, dunque, ma numerosi palinsesti su cui scrivere ancora, e ancora, e ancora, ricordando la lezione secondo la quale a contare è soprattutto la forma. Questo ennesimo John Carter marvelliano ci intrattiene per essere subito dimenticato. Le illustrazioni di Andrade, per quanto suggestive, non bastano ad alzare di molto la qualità di un fumetto abbastanza superficiale. Resta la curiosità storica per un canovaccio narrativo (già debitore ad altri) che ha influenzato parecchio un immaginario oggi caro a moltissimi lettori. E di per sé questo è già un piccolo valore aggiunto.

[Articolo di Filippo Messina]

Questa recensione è stata pubblicata anche su Fumettidicarta.