giovedì 27 ottobre 2016

Dissociarsi da Goro e il concetto di vera ignoranza



Pubblico, copiando e incollando da Facebook, questo appello politico dell'attivista, e amico, Pietro Milazzo, in modo da dargli, nel mio piccolo, ulteriore diffusione.

Credo sia GIUSTO e DOVEROSO,
far partire una CAMPAGNA di PROTESTA DURA e di RIPROVAZIONE individuale e collettiva, per quanto e' accaduto presso GORO e GORINO (Ferrara).
E' giusto contestare e far vergognare questa comunità... per trasformare questo in un atto simbolico e culturale, per dare un esempio di SANZIONE e RIPROVAZIONE MORALE che sia un deterrente per analoghe porcate.
Si può partire inondando il fax e l'email del COMUNE con un semplice testo che dica: VERGOGNA .
Questi i dati:
Riferirsi a:Comune di Goro - Piazza Dante Alighieri, 19 - 44020 Goro (FE)
Tel:0533.792911 - Fax:0533.995179 - PEC:comune.goro@cert.comune.goro.fe.it - C.F.:82000830388
A commento, cos'altro potremmo aggiungere? 

C'è stata la discussa vignetta di Vauro, su Goro "non abbastanza chiusa". C'è questa iniziativa che parte da Palermo (ma che non è rivolta certo ai soli palermitani). C'è bisogno di dire no. Un "no" ancora più forte di quello che è stato detto, dai protagonisti di questo pessimo episodio di inciviltà italiana. Se servissero informazioni sull'accaduto e sulla sua illegittimità, rimando al video (sempre puntuale e arguto) di Breaking Italy, inserito in fondo a questo post.

E' giusto mettere in atto una protesta simbolica (una mail, un fax) che rifiutino non solo il razzismo, ma anche un'ignoranza compiaciuta. Anzi, fin troppo autoindulgente, sia da chi ne è portatore che da chi tende a motivare(e, magari in buona fede, a minimizzare) determinati comportamenti in quanto "'ignoranti".
Un'osservazione che vuole essere solo spunto di riflessione. Alcuni insegnanti di religione cattolica, alcuni sacerdoti e teologi, ci dicono che noi (riferito a un "noi cattolici") avremmo fatto le Crociate "in buona fede". Mi sono sempre chiesto: chi era in buona fede in quell'occasione? Forse la soldataglia. Forse. Gli interessi che realmente motivavano quella guerra santa (perché di questo si trattava) sicuramente no.
Un po' come minimizzare le azioni di un bullo a scuola, giacché "sono ragazzi". Il punto non è sottolineare l'ovvio, ma chiedersi come educarli, questi ragazzi.

Attenzione, allora, quando usiamo la parola "ignoranza" come forma di giustificazione o anche solo forma di "comprensione" nei confronti di chi ha atteggiamenti razzisti o omofobi. La parola ignoranza è polivalente ed è un termine che sfugge come acqua tra le dita. Perché in un certo senso, siamo TUTTI ignoranti in qualcosa. Nessuno può essere preparato in tutto. Per tutti noi esisterà sempre un argomento sul quale non siamo debitamente informati.
Nello stesso modo, non tutti pretendiamo di parlare, fare scelte, giudicare, prendere posizione in merito a cose che non conosciamo. Là non si tratta più di ignoranza. Si dovrebbero cercare altre parole. 

Parole. Al plurale. E sono tante. Non sempre facili da scegliere.

Semplificando molto, esistono persone consapevoli della propria ignoranza e volenterose di informarsi. Altre che agiscono senza preoccuparsene troppo, magari gonfiando il petto e facendo selfie festosi per la battaglia vinta.


L'ignoranza è il minore dei mali.
Altroquando

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